Non soltanto mare e vacanze estive. La Calabria vuole trasformare il suo straordinario patrimonio archeologico in una leva per attrarre visitatori durante tutto l’anno, valorizzare i territori e creare nuove opportunità economiche. È la strategia illustrata dalla Regione Calabria alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, dove musei, parchi e siti storici sono stati al centro del confronto tra istituzioni ed esperti. Un progetto che punta a collegare luoghi simbolo come i Bronzi di Riace, gli scavi di Sibari e il patrimonio della Locride a un’offerta turistica più ampia, capace di coinvolgere borghi, aree interne ed eccellenze enogastronomiche.
Calabria protagonista a Paestum: archeologia e turismo per rilanciare i territori
La conferenza “Calabria, terra di civiltà: l’archeologia che racconta, il turismo che valorizza”, organizzata dal Dipartimento Turismo della Regione Calabria, ha riunito alcuni dei principali responsabili del patrimonio archeologico regionale.
All’incontro hanno partecipato Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria; Filippo Demma, direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari; ed Elena Trunfio, direttrice del Parco e Museo archeologico di Locri.
Al centro del dibattito, il rapporto tra ricerca scientifica, tutela dei beni culturali e promozione turistica, con un obiettivo preciso: fare in modo che la ricchezza storica della regione produca benefici concreti anche per le comunità locali.
La strategia della Regione: meno turismo stagionale, più visitatori durante tutto l’anno
A illustrare la linea dell’amministrazione regionale è stato un messaggio dell’assessore al Turismo Giovanni Calabrese, assente per impegni istituzionali e rappresentato a Paestum dalla divulgatrice scientifica Mariangela Preta.
Secondo Calabrese, la valorizzazione della storia e dell’identità dei territori costituisce una scelta strategica per lo sviluppo della regione. Il governo regionale guidato dal presidente Roberto Occhiuto punta a rafforzare la riconoscibilità della Calabria e a migliorare la qualità dell’accoglienza, costruendo collegamenti tra mare, aree interne, borghi, musei, parchi archeologici e produzioni enogastronomiche.
La strategia è inserita nel Piano esecutivo annuale di promozione turistica 2026, che individua tra le priorità la competitività delle destinazioni, la diversificazione delle esperienze e una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici nell’arco dell’anno.
L’obiettivo è superare una visione della Calabria legata prevalentemente alla stagione balneare, facendo del turismo culturale e archeologico una componente sempre più importante dell’offerta regionale.
Bronzi di Riace, dal simbolo mondiale alla scoperta di tutta la Calabria
Uno dei pilastri della strategia è rappresentato dai Bronzi di Riace, tra i simboli più conosciuti del patrimonio culturale calabrese.
Il programma “I Bronzi di Riace. La Calabria del Mito”, realizzato nell’ambito del Mese dei Bronzi di Riace, istituito con la legge regionale numero 19 del 2023, ha coinvolto tutte e cinque le province calabresi.
L’iniziativa ha collegato il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ad altri musei, siti archeologici, borghi e luoghi della cultura attraverso un calendario di visite, spettacoli, concerti e attività divulgative.
L’idea è utilizzare l’attrattività internazionale dei due guerrieri come punto di partenza per far conoscere un patrimonio molto più vasto.
«Vogliamo che l’interesse per i Bronzi diventi curiosità verso altri musei, altri siti e altre comunità», ha sottolineato Giovanni Calabrese.
Una strategia che punta a trasformare il richiamo di un’icona mondiale in un’opportunità per l’intero territorio regionale, distribuendo l’interesse dei visitatori anche verso destinazioni meno conosciute.
Locride, oltre 30mila presenze con “Luce sui Parchi”: il patrimonio archeologico attira visitatori
Tra i risultati presentati a Paestum spicca quello del progetto sperimentale “Luce sui Parchi – La storia che viene dal mare”, che, secondo i dati comunicati dalla Regione, ha registrato oltre 30mila presenze nei siti archeologici della Locride.
Un risultato che l’amministrazione regionale indica come esempio delle potenzialità del patrimonio culturale quando viene inserito in un programma di promozione e valorizzazione.
La Locride, con i suoi siti e la sua storia millenaria, rappresenta uno dei territori sui quali la Regione intende rafforzare il collegamento tra archeologia, paesaggio e accoglienza.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre affrontato il tema “Turismo archeologico e nuove coscienze: il futuro della ricerca, la ricerca del futuro. Giovani ricercatori scavano a Locri”, dedicato al ruolo delle nuove generazioni nella ricerca archeologica e nella conoscenza dei territori.
L’attenzione ai giovani studiosi evidenzia come la valorizzazione del patrimonio non possa prescindere dal lavoro di ricerca, conservazione e divulgazione.
Sibari, archeologia ed enogastronomia insieme: il modello Vinitaly and the City
Un altro esempio della strategia regionale è Vinitaly and the City nel Parco archeologico di Sibari, iniziativa che ha messo in relazione la promozione delle eccellenze vitivinicole calabresi con la valorizzazione di uno dei luoghi più rappresentativi della storia mediterranea.
La scelta di Sibari risponde all’obiettivo di costruire esperienze turistiche nelle quali cultura, paesaggio, tradizioni produttive e accoglienza possano rafforzarsi reciprocamente.
Il progetto si inserisce nella volontà di ampliare l’offerta oltre la visita tradizionale ai siti archeologici, creando occasioni di incontro tra patrimonio storico e identità contemporanea dei territori.
Il Mese dei Bronzi di Riace, Luce sui Parchi e Vinitaly and the City vengono così indicati dalla Regione come tre esperienze accomunate da una stessa impostazione: utilizzare la cultura come strumento di promozione territoriale e di sviluppo.
La sfida dei musei e dei parchi archeologici: fare rete e migliorare i servizi
Dall’incontro di Paestum è emersa anche la necessità di costruire una collaborazione più stretta tra i soggetti che operano nella tutela e nella promozione del patrimonio culturale.
Per rendere il turismo archeologico in Calabria un’opportunità duratura, secondo l’impostazione illustrata dalla Regione, non basta valorizzare i singoli siti. Occorre rafforzare il collegamento tra musei, parchi archeologici, Comuni, università, operatori turistici e comunità locali.
Tra gli aspetti considerati fondamentali figurano la tutela dei beni culturali, la ricerca, l’accessibilità, la qualità dei servizi e il confronto con il Ministero della Cultura e gli enti territoriali.
La sfida è trasformare il patrimonio storico in esperienze di visita organizzate e riconoscibili, capaci di interessare pubblici differenti e di generare opportunità economiche anche per le aree interne.
Calabrese: «Valorizzare la nostra storia significa costruire opportunità per il futuro»
Nel messaggio inviato alla manifestazione, l’assessore Giovanni Calabrese ha ribadito il significato della partecipazione calabrese alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.
«La presenza della Calabria a Paestum si inserisce in questo percorso ed è un’occasione preziosa per presentare il lavoro svolto, raccogliere nuove idee e costruire collaborazioni», ha affermato l’esponente della Giunta regionale.
Calabrese ha inoltre ringraziato quanti lavorano nella ricerca, nella conservazione e nella valorizzazione dei beni culturali, richiamando la necessità di rendere il patrimonio storico una ragione sempre più forte per visitare la regione.
«Vogliamo che il patrimonio culturale diventi una ragione sempre più forte per scegliere la Calabria durante tutto l’anno, nella consapevolezza che valorizzare la nostra storia significa costruire opportunità per il nostro futuro».
La prospettiva delineata a Paestum è dunque quella di una Calabria che prova a fare della propria storia una risorsa economica e culturale. Dai Bronzi di Riace ai parchi della Locride, fino a Sibari e Crotone, il patrimonio non manca. La sfida sarà trasformare le iniziative di promozione in una crescita stabile dei flussi turistici, migliorando servizi, collegamenti e capacità di accoglienza.
Perché il vero banco di prova non sarà soltanto portare nuovi visitatori nei siti archeologici, ma fare in modo che la loro presenza generi opportunità concrete per i territori e per le comunità calabresi, anche al di fuori della stagione estiva.













