1 Novembre 2026
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Stadio Ceravolo di Catanzaro, il calendario delle promesse di Fiorita: scadenze saltate e cartellino giallo della Lega B

Prima gli interventi da chiudere entro l’inizio del campionato, poi la Capraro a ottobre, quindi a novembre. Ora la riapertura guarda all’inverno, il club denuncia circa un milione di ricavi in meno e Bedin pretende tempi e documenti

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Il 17 agosto Nicola Fiorita assicurava che i tempi comunicati al Catanzaro e alla Lega Serie B «non sono in discussione». Il 30 ottobre, giorno previsto per completare la nuova curva Ovest, il sindaco si è ritrovato in sala stampa a spiegare perché quella scadenza fosse saltata. Senza indicarne un’altra. In mezzo ci sono un settore ancora indisponibile, una tribuna in attesa della copertura e una società che comincia a quantificare il prezzo dell’attesa.

Adesso è la Lega B a chiedere un cronoprogramma definitivo. Il richiamo firmato dal presidente Paolo Bedin, indirizzato a Floriano Noto e per conoscenza al Comune, porta la vicenda fuori dal confronto fra amministrazione e tifoseria: riguarda le condizioni dello stadio nel quale si disputa un campionato nazionale. Il cartellino giallo, per ora, ha la forma di una richiesta urgente di documenti.

La promessa iniziale: finire prima del campionato

La storia degli annunci precede questa estate. Il 14 ottobre 2025, nell’intervista a UsCatanzaro.net, Fiorita illustrava una sequenza precisa: approvazione del progetto in ottobre, gara a novembre, avvio degli interventi a maggio 2026, alla fine della stagione. L’obiettivo dichiarato era completarli entro l’inizio del campionato successivo. Il rinvio della partenza rispetto a un’ipotesi precedente veniva spiegato proprio con l’esigenza di evitare disagi alla squadra e problemi di sicurezza.

Il 27 febbraio 2026 il Comune annunciava l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica finanziato con nove milioni regionali. Nella comunicazione istituzionale, la gestione digitale del progetto veniva presentata come uno strumento per seguire l’avanzamento delle opere e controllare i tempi. Una promessa amministrativa piuttosto impegnativa, alla luce di ciò che sarebbe accaduto.

Il 1° luglio, nel resoconto dell’Ansa, il traguardo per la curva era già il 30 ottobre. Fiorita indicava come priorità la possibilità di disputare tutte le gare di campionato al Ceravolo, pur con limitazioni, e prospettava una tribuna coperta nella parte centrale. Per le coperture laterali rimanevano da concordare lavorazioni e collaudi compatibili con l’uso degli spalti. La convivenza fra partite e cantiere, dunque, era un problema conosciuto.

Agosto rassicura, settembre corregge

Il 17 agosto il sindaco ribadiva il completamento della Capraro entro il 30 ottobre. Spiegava che alcune lavorazioni si svolgevano nelle officine e che la temporanea assenza di operai all’interno dell’impianto non significava fermo dei lavori. Anche la bonifica preventiva da ordigni bellici veniva descritta come una verifica che avrebbe richiesto pochi giorni, lasciando proseguire le attività compatibili.

Il 31 agosto, intervenendo a RTC Catanzaro Sport, Fiorita riconosceva invece che la procedura di bonifica aveva fatto perdere circa tre settimane. Per la tribuna si profilava uno slittamento; per la curva restava il riferimento del 30 ottobre, con l’impegno a contenere eventuali ulteriori ritardi. Il problema era ormai emerso, ma la data resisteva.

Il 22 settembre, nel punto sui lavori ripreso da UsCatanzaro.net, l’obiettivo della nuova curva diventava il 30 novembre, subordinato all’assenza di altri imprevisti e alle verifiche di sicurezza. Quel termine non è ancora trascorso, ma le indicazioni emerse il 30 ottobre lo hanno già reso irrealistico. Fiorita ha scelto di non assumere nuovi impegni pubblici sulla consegna.

Il progetto “validato” e le verifiche ancora aperte

Fra le dichiarazioni estive e quelle di ottobre c’è un passaggio che richiede una spiegazione documentale. Il 17 agosto Fiorita affermava: “Lo stralcio progettuale relativo alla nuova curva è stato completato e validato”. Nella conferenza del 30 ottobre, invece, l’assessore Pasquale Squillace ha descritto differenze fra il progetto di fattibilità e l’esecutivo elaborato dall’impresa, con verifiche ancora necessarie e questioni economiche da affrontare.

Il confronto fra queste dichiarazioni non consente, da solo, di stabilire se si parlasse degli stessi elaborati o di versioni successivamente modificate. Consente però di formulare domande precise: quale progetto era stato validato ad agosto? Quali integrazioni sono arrivate dopo? Quanto hanno inciso sui tempi? Le risposte devono trovarsi negli atti di validazione, nelle richieste di modifica e nei verbali di consegna. Squillace ha indicato anche la bonifica bellica, le interferenze con i sottoservizi, il coordinamento dei progetti per le fondazioni della tribuna e le consegne per stralci necessarie a lasciare lo stadio utilizzabile. Per la curva, il contrasto fra progetto iniziale ed esecutivo della Mirabelli potrebbe richiedere il passaggio al collegio consultivo tecnico; secondo il Comune, la controversia può essere affrontata parallelamente alla prosecuzione delle lavorazioni.

Il campionato non è arrivato a sorpresa

Fiorita difende l’importanza dell’intervento, ricorda che si stanno affrontando lavori attesi da decenni e ammette che non tutto è andato come previsto. La sua spiegazione è che il cronoprogramma, predisposto dal dirigente Laganà, fosse stato immaginato per uno stadio vuoto. Il protrarsi delle operazioni ha poi imposto di lavorare durante la stagione agonistica. È una difficoltà reale. Ma il 1° luglio lo stesso sindaco parlava già di collaudi parziali e settori da utilizzare durante il cantiere; ad agosto confermava il 30 ottobre mentre il nuovo campionato era alle porte. La necessità di giocare al Ceravolo era parte del problema da governare, fin dalla programmazione. Il calendario della Serie B, almeno quello, non era un imprevisto del sottosuolo. Nel frattempo, spiega l’amministrazione, si è dovuto fermare per una settimana l’intervento sulle fondazioni della tribuna Ovest per consentire la partita con il Padova, sostenendo anche i costi dello stop. Un esempio concreto di quanto pesi procedere a finestre fra una gara e l’altra.

Il Catanzaro presenta il conto, Bedin vuole le carte

Il direttore generale Nicola Bignotti ha portato al tavolo un dato: rispetto allo stesso periodo della stagione precedente, il Catanzaro registra circa un milione di euro in meno fra abbonamenti e biglietteria. È il confronto sugli incassi esposto dalla società, che collega le difficoltà alla disponibilità ridotta dello stadio e ai condizionamenti della campagna abbonamenti. A questo si aggiungono la gestione degli accessi e dei servizi, le prime tre partite disputate in trasferta e il sostegno di un pubblico meno numeroso del possibile. Il dirigente esclude che lo stadio possa diventare l’alibi per i risultati della squadra, ma ne segnala il peso. Riferisce inoltre le osservazioni della Lega e di altre società sulla qualità delle riprese televisive. Il sindaco può restare moderatamente ottimista; al botteghino i condizionali non si incassano.

La comunicazione di Bedin, secondo quanto riportato da Gazzetta del Sud, contesta il persistere della fruibilità limitata dell’impianto a fronte della “reiterata posticipazione dei tempi di conclusione“. Rileva inoltre che, dopo l’avvio della ristrutturazione, non sarebbe stata prodotta la documentazione utile a monitorare condizioni d’uso e durata degli interventi. La Lega richiama le proprie responsabilità sulla regolarità del torneo, sugli standard degli impianti e sulla qualità del prodotto offerto a televisioni e tifosi. Chiede il cronoprogramma definitivo e gli altri documenti sulle opere entro giovedì, in coincidenza con un nuovo sopralluogo operativo. Il passaggio è preciso: vuole poter verificare le previsioni che riceve.

La curva guarda all’inverno, il tetto resta un’incognita

Sulla Capraro le ricostruzioni successive al sopralluogo collocano l’orizzonte fra dicembre e gennaio, con la distinzione decisiva fra montaggio della struttura e collaudo. Gennaio 2027 resta uno scenario, non una data ufficiale di riapertura. Per i tifosi cambia molto: completare materialmente una curva non equivale ancora a poterci entrare. La copertura centrale della tribuna, finanziata con un milione di euro del Pnrr, segue un percorso distinto. Il sindaco assicura che il finanziamento sarà salvaguardato; dalla conferenza non è arrivata la garanzia di avere il tetto completo per la partita con il Palermo del 21 novembre. Per le coperture laterali l’attesa sarà ulteriore. E va mantenuta una distinzione: autorizzare l’uso degli spalti e concluderne la copertura sono due risultati diversi.

Il Comune rivendica le fondazioni già eseguite per le coperture centrale ed Est, annuncia la ripresa delle lavorazioni a Ovest e propone aggiornamenti settimanali. Sono avanzamenti da registrare. Per misurare il recupero del ritardo servono ora un programma aggiornato, le sue condizioni tecniche e i passaggi necessari per il collaudo. Il 30 ottobre era stato confermato pubblicamente. La prossima scadenza dovrà essere sostenuta da qualcosa di più resistente di una rassicurazione.

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