La svolta per il Marina Resort Porto Santa Venere arriva da due nuovi provvedimenti dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio. Sono state infatti sottoscritte le concessioni demaniali suppletive a favore della Cadi Srl, società riconducibile all’imprenditore Francesco Cascasi, necessarie per ampliare gli spazi a disposizione e adeguare la configurazione dell’intervento previsto nel porto di Vibo Marina. A firmare gli atti sono stati il presidente dell’Autorità portuale Paolo Piacenza e Domenica Marcello, amministratrice unica della società. Il passaggio consente di aggiornare il progetto e rappresenta un nuovo avanzamento per un investimento stimato in circa 27 milioni di euro, rimasto per anni impantanato tra richieste, ricorsi e difficoltà burocratiche. L’obiettivo è realizzare un approdo turistico da 300 posti barca, affiancato da servizi per la nautica da diporto e strutture ricettive. Le ricadute occupazionali previste oscillano tra 200 e 250 unità, considerando sia i lavoratori impiegati direttamente sia quelli legati all’indotto.
Dal progetto iniziale alla nuova configurazione del porto
La firma assume un significato particolare se si considera il percorso amministrativo degli ultimi mesi. Il 30 gennaio 2026 l’Autorità portuale aveva respinto una richiesta della Cadi relativa all’acquisizione di circa 2.025 metri quadrati aggiuntivi. La decisione era arrivata dopo le osservazioni della Capitaneria di porto, che aveva evidenziato possibili criticità per la sicurezza delle manovre e per gli spazi lungo la banchina Fiume, utilizzata anche dai mezzi veloci diretti alle Isole Eolie. Un successivo passaggio si era registrato a giugno, con l’approvazione da parte del Comitato di gestione di una revisione del progetto originario. Le modifiche avevano riguardato la disposizione dei pontili, la banchina di servizio e la collocazione dell’impianto di rifornimento.
I due atti appena sottoscritti consentono ora di acquisire 384 metri quadrati ulteriori, destinati alle operazioni di movimentazione, rifornimento e ormeggio delle imbarcazioni. L’ampliamento è quindi più limitato rispetto a quello inizialmente richiesto, ma si accompagna a una diversa organizzazione delle strutture, elaborata tenendo conto delle esigenze operative dello scalo.
Sei pontili, servizi per i diportisti e rifornimento carburante
Il piano aggiornato introduce una soluzione basata su sei pontili galleggianti, che prenderanno il posto della precedente configurazione progettuale. La nuova disposizione punta a rendere più flessibile la gestione degli ormeggi e a consentire l’accoglienza di imbarcazioni di dimensioni differenti. Tra le opere previste figura anche una struttura polifunzionale di circa 379 metri quadrati, destinata ai servizi per gli utenti della marina, insieme a una banchina di servizio e agli spazi dedicati alle attività nautiche. Un altro elemento oggetto di revisione è l’impianto di distribuzione del carburante, che sarà collocato sulla banchina Fiume, all’interno dell’area concessa. Secondo quanto indicato dall’Autorità portuale, la soluzione individuata permetterà di mantenere la continuità del servizio passeggeri.
Piacenza: “Un passo per valorizzare il porto di Vibo Marina”
Il presidente dell’Autorità di Sistema portuale, Paolo Piacenza, ha sottolineato il valore del provvedimento per lo sviluppo dello scalo vibonese. “Con la sottoscrizione di questi due atti compiamo un ulteriore passo nella valorizzazione del porto di Vibo Valentia Marina», ha dichiarato, evidenziando che l’intervento punta a realizzare «una marina yacht in grado di offrire servizi più moderni, organizzati e qualificati alla nautica”. Per Piacenza, il progetto può contribuire ad arricchire l’offerta del porto e ad accrescerne l’attrattività turistica. Il presidente ha inoltre richiamato il ruolo della collaborazione tra amministrazione pubblica e operatori privati, considerando la crescita della nautica da diporto una componente della strategia di valorizzazione degli scali del Sistema portuale.
Una vicenda iniziata nel 2000, tra ricorsi e intimidazioni
L’iter del progetto affonda le radici nel 2000, quando Francesco Cascasi presentò la prima istanza. Una nuova richiesta arrivò nel 2005, mentre la concessione demaniale sarebbe stata ottenuta soltanto nel 2023, dopo una lunga sequenza di pareri, contenziosi e pronunciamenti della giustizia amministrativa. Alla complessità delle procedure si è aggiunta la vicenda personale e imprenditoriale di Cascasi, che negli anni ha denunciato le pressioni della ‘ndrangheta e i tentativi di infiltrazione nelle proprie attività. Le intimidazioni sono arrivate fino agli spari contro la sua abitazione di Briatico. Una situazione che ha portato l’imprenditore a trasferire la famiglia a Ferrara e parte delle attività fuori dalla Calabria.
La sua storia è stata ricostruita anche nel libro Nonostante tutto, scritto da don Ennio Stamile. Nel novembre 2025 erano state annunciate le attività preliminari per l’allestimento del cantiere, ma il percorso non aveva ancora superato tutti gli ostacoli. Il 14 ottobre scorso Cascasi aveva incontrato alla Cittadella regionale il presidente Roberto Occhiuto, accompagnato da Sergio Gaglianese, alla guida dell’associazione La Tazzina della Legalità, per rappresentare le difficoltà che continuavano a frenare l’investimento.
Un investimento che coinvolge l’intera offerta turistica
Il Marina Resort non si limita alla realizzazione dell’approdo. Il programma complessivo comprende anche un cantiere nautico, la riqualificazione del lido La Rada e due strutture alberghiere: lo storico Hotel Miramare, già riqualificato, e il nuovo albergo TLF. La previsione di 300 ormeggi e di un’occupazione potenziale compresa tra 200 e 250 unità restituisce la dimensione economica dell’intervento. Per Vibo Marina, il progetto potrebbe rappresentare un tassello importante nel rafforzamento dei servizi legati alla nautica e nell’ampliamento dell’offerta turistica della costa.













