3 Novembre 2026
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Legge di stabilità, Cisl Calabria: “Servono correzioni, oltre 300 tagli nella scuola e precari da tutelare”

Il sindacato riconosce alcune misure positive, ma denuncia le criticità della manovra e chiede modifiche durante l'iter parlamentare

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La Legge di stabilità contiene interventi che accolgono alcune delle richieste avanzate dalla Cisl, ma presenta ancora criticità che devono essere corrette durante il passaggio parlamentare. È la posizione espressa dalla Cisl Calabria, che rilancia sul territorio le osservazioni della segretaria generale nazionale Daniela Fumarola e indica le priorità da affrontare, con particolare attenzione alle conseguenze della manovra sulla regione. Il sindacato annuncia di voler lavorare insieme alla Segreteria nazionale per migliorare il provvedimento e rivolge un appello alla deputazione calabrese, affinché si faccia portavoce delle esigenze del territorio.

Scuola, pensioni e fisco: le criticità della manovra

Tra i punti contestati c’è il taglio di 7.000 posti tra docenti e personale Ata, di cui oltre 300 in Calabria. Una riduzione che, secondo la CISL regionale, rischia di indebolire ulteriormente il sistema scolastico e penalizzare soprattutto i territori che hanno già maggiori difficoltà. Da qui la richiesta di cancellare il provvedimento. Il sindacato esprime perplessità anche sulla flat tax al 15% prevista per le partite Iva con redditi fino a 100mila euro. Una misura che, nella valutazione della Cisl Calabria, crea una disparità di trattamento rispetto ai lavoratori dipendenti, soggetti a un’aliquota del 43% nella stessa fascia reddituale. Sul fronte previdenziale, nel mirino finisce il blocco dell’indicizzazione delle pensioni superiori a 2.447 euro lordi, che rischia di ridurre ulteriormente il potere d’acquisto dei pensionati.

Sanità, risorse insufficienti rispetto ai costi

La manovra porta il finanziamento sanitario a 146,3 miliardi di euro, ma per la Cisl Calabria questo incremento non garantisce automaticamente un rafforzamento dei servizi. Le nuove risorse, infatti, potrebbero essere assorbite dall’aumento dei costi legati ai rinnovi contrattuali, all’energia e ai farmaci. Per il sindacato è quindi necessario assicurare investimenti effettivi e adeguati, in grado di sostenere la qualità dell’assistenza e tutelare concretamente il diritto alla salute.

Le misure positive e la necessità di tutelare salari e pensioni

Accanto agli aspetti critici, la Cisl riconosce alcuni interventi che considera positivi. Tra questi figurano il taglio dell’Irpef per i redditi fino a 55mila euro, la conferma della detassazione dei premi di risultato e degli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti nazionali, gli investimenti sulla Zes e gli incentivi alle assunzioni di giovani e donne. Il sindacato valuta positivamente anche la tassazione agevolata al 15% delle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni.

Queste misure, tuttavia, non sarebbero sufficienti senza interventi strutturali contro il caro energia e l’inflazione. La CISL chiede politiche capaci di difendere il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, favorire una distribuzione più equa del valore lungo le filiere produttive e introdurre meccanismi che permettano di adeguare i salari all’inflazione reale, soprattutto nei casi in cui i rinnovi contrattuali arrivano in ritardo.

Ex Tis e precari della Cultura: circa 600 lavoratori in attesa

La presa di posizione della Cisl Calabria si concentra anche su alcune vertenze occupazionali che interessano direttamente la regione. Una delle priorità riguarda i precari ex Tis della scuola, i cui contratti sono scaduti lo scorso luglio, e i lavoratori precari del Ministero della Cultura, che rischiano di rimanere senza occupazione alla fine di novembre in assenza di un intervento specifico. Complessivamente si tratta di circa 600 lavoratori calabresi. Per il sindacato è necessario individuare soluzioni concrete che garantiscano continuità occupazionale e valorizzino professionalità ed esperienze già maturate, evitando di disperdere competenze importanti.

Tirocinanti di inclusione sociale, la richiesta di maggiori risorse

Un altro capitolo riguarda i Tirocinanti di inclusione sociale (TIS). La Cisl Calabria sollecita il Governo a incrementare il finanziamento strutturale, attualmente pari a 5 milioni di euro, per consentire la stabilizzazione anche dei tirocinanti rimasti fuori dalle procedure assunzionali attualmente in corso. L’obiettivo è ampliare le possibilità di assunzione e dare una prospettiva definitiva a chi, pur avendo maturato esperienza negli enti e nei servizi coinvolti, non è stato incluso nei percorsi avviati.

Sanità calabrese, superare i tetti di spesa per il personale

Infine, il sindacato richiama la necessità di intervenire sui vincoli relativi alla spesa per il personale sanitario. In una regione ancora sottoposta al Piano di rientro, la Cisl ritiene indispensabile superare limiti considerati ormai anacronistici, così da rendere possibili nuove assunzioni e rafforzare i servizi. La posizione del sindacato si riassume nella necessità di legare il diritto alla salute alla disponibilità di personale adeguato e a strutture in grado di garantire prestazioni efficienti. “Senza personale non c’è sanità”, è il messaggio conclusivo della CISL Calabria, che chiede risposte concrete alle istituzioni nazionali e regionali.

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