4 Novembre 2026
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Omicidio dell’ex capo ultrà dell’Inter, la confessione di Simoncini in aula: “Nessuna giustificazione, vivrò col rimorso”

In videocollegamento dal carcere si è assunto la responsabilità per il suo ruolo nell’agguato del 2022. Secondo la Dda, era sullo scooter con Daniel D’Alessandro, accusato di aver sparato a Vittorio Boiocchi

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Una testimonianza di responsabilità e pentimento ha segnato l’apertura dell’udienza dinanzi alla Corte d’Assise di Milano nell’ambito del processo per l’omicidio dello storico capo ultrà dell’Inter, Vittorio Boiocchi, assassinato a colpi di arma da fuoco nel 2022. Andrea Simoncini, uno dei due esecutori materiali del delitto, ha reso brevi dichiarazioni spontanee in videocollegamento dal carcere, rivolgendosi direttamente ai congiunti della vittima presenti in aula.

“Non potrò mai avere il vostro perdono, ma di fronte alla mia responsabilità provo rimorso, ho strappato una vita preziosa e non ho giustificazioni, mentre voi soffrite io sono logorato e accetterò la pena per quello che ho fatto. Non voglio ricevere conforto, vivrò ogni giorno con il mio pentimento e con un profondo e sentito rimorso”, ha affermato Simoncini di fronte al collegio giudicante.

Il quadro degli imputati e la riunione delle posizioni processuali

Nel dibattimento presieduto dal giudice Antonella Bertoja figurano, assieme a Simoncini e a Daniel D’Alessandro, indicato dagli inquirenti come il soggetto che ha materialmente premuto il grilletto, gli ex vertici della tifoseria organizzata nerazzurra e oggi collaboratori di giustizia Andrea Beretta e Marco Ferdico, affiancati da Gianfranco Ferdico, padre di quest’ultimo. Nel corso della seduta odierna la Corte ha disposto la riunione al procedimento della posizione di Mauro Nepi, anch’egli ex ultrà interista, attualmente detenuto in relazione all’inchiesta “doppia curva” del 2024 e contestualmente imputato per il fatto di sangue.

L’ipotesi omicidiaria formulata dai magistrati della Dda Paolo Storari e Stefano Ammendola, all’esito delle indagini condotte dalla Squadra mobile della Polizia di Stato, si avvale dell’aggravante mafiosa. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Simoncini e D’Alessandro si trovavano a bordo dello scooter impiegato per raggiungere e giustiziare Boiocchi.

Le dinamiche dell’inchiesta e il calendario delle udienze

Il quadro probatorio si fonda sulle confessioni rese dalla totalità degli imputati, pur a fronte di divergenze e sfumature tra le singole ricostruzioni. Le dichiarazioni fornite da Andrea Beretta a partire dalla fine del 2024 hanno consentito agli investigatori di fare luce sui dettagli dell’esecuzione, rispetto alla quale Beretta si è accusato quale mandante, indicando in Marco Ferdico il ruolo di organizzatore dell’agguato.

Ferdico ha a sua volta chiamato in causa il coinvolgimento di Nepi, per il quale è prevista la resa dell’esame da imputato o il rilascio di dichiarazioni spontanee nell’udienza fissata per il prossimo 14 dicembre. Il calendario dibattimentale previe la requisitoria dei rappresentanti della pubblica accusa per il primo febbraio, mentre gli interventi dei collegi difensivi si terranno nelle giornate dell’8 e del 15 febbraio.

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