4 Novembre 2026
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Caso Stasi, la difesa gioca su due tavoli: il Riesame fissa l’udienza il 10 novembre

La difesa ha attivato due procedimenti paralleli: uno davanti alla gip, che deve ancora pronunciarsi sulla richiesta di revoca, l’altro davanti al Tribunale della libertà. Martedì prossimo il collegio esaminerà il ricorso del sindaco sospeso di Corigliano Rossano

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Per Flavio Stasi, il primo passaggio decisivo ha già una data, ma non ancora una risposta.
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha fissato al 10 novembre alle 9,30 l’udienza sul ricorso presentato dalla difesa, contro gli arresti domiciliari disposti nell’ambito dell’inchiesta Ginestra.
La gip Fabiana Giacchetti, invece, non ha ancora deciso sull’istanza con cui gli avvocati hanno chiesto di revocare la misura cautelare. Due strade aperte nello stesso giorno, quindi, ma con tempi e passaggi diversi.
E adesso è il calendario del Riesame a dettare il primo appuntamento.
Lunedì pomeriggio 2 novembre, al termine dell’interrogatorio di garanzia, gli avvocati Mauro Mitidieri e Maurizio Minnicelli hanno inoltrato in via telematica alla gip una memoria difensiva accompagnata dalla richiesta di revoca dei domiciliari. Poi hanno anche depositato il ricorso al Tribunale della libertà, che ha già calendarizzato l’esame della vicenda.
Al centro della memoria ci sono una trentina di atti prodotti dall’amministrazione comunale e dalla giunta, che la difesa considera utili a documentare l’attività svolta dall’esecutivo Stasi contro la criminalità organizzata.
Tra questi figurano ordini di demolizione di fabbricati riconducibili a soggetti finiti all’attenzione della Procura, diffide e provvedimenti adottati per contrastare possibili tentativi di infiltrazione nella macchina amministrativa.
È questo il materiale che i legali contrappongono al quadro accusatorio contenuto nell’ordinanza, nella quale al sindaco viene contestato lo scambio elettorale politico-mafioso in relazione alle comunali del giugno 2024.

Che cosa deve valutare il Riesame

Il 10 novembre il collegio non sarà chiamato a stabilire se Stasi sia colpevole o innocente: a quello ci penserà un eventualmente processo. Dovrà verificare, invece, se esistono ancora i presupposti per mantenerlo agli arresti domiciliari.
La valutazione riguarda due aspetti precisi.
Il primo è la consistenza dei gravi indizi di colpevolezza, cioè gli elementi che, secondo l’accusa, collegano l’indagato ai fatti contestati. Il secondo riguarda le esigenze cautelari: le ragioni concrete per cui, secondo il giudice, sarebbe necessario limitare la libertà di una persona prima ancora di una sentenza.

Il codice stabilisce che il Tribunale decida entro dieci giorni dalla ricezione degli atti. Se il termine non viene rispettato, la misura cautelare perde efficacia. Al termine dell’esame il collegio potrà confermare i domiciliari, annullare l’ordinanza oppure modificarla, sostituendo la misura con una meno restrittiva.

Le conseguenze, per Stasi, sarebbero evidentemente diverse. L’annullamento dei domiciliari, in assenza di altre misure che producano lo stesso effetto, gli consentirebbe di tornare a esercitare le funzioni di sindaco, oggi affidate al vicesindaco.
La sospensione dalla carica è infatti una conseguenza prevista dalla legge Severino in presenza di determinate misure cautelari. Fa eccezione il divieto di dimora nel territorio comunale, che comporta a sua volta la sospensione.
Se invece il Riesame confermasse l’ordinanza, la difesa potrebbe rivolgersi alla Cassazione, contestandola per motivi di legittimità.

La partita parallela davanti al gip

Resta aperto anche il primo fronte, quello avviato con la richiesta di revoca presentata a Fabiana Giacchetti. Su questa istanza la gip deve pronunciarsi entro cinque giorni dal deposito, dopo aver acquisito il parere della Direzione distrettuale antimafia.
I tempi indicati portano quindi la decisione prima dell’udienza fissata dal Riesame.

Se la richiesta venisse accolta, la revoca della misura renderebbe superfluo l’esame del ricorso. In caso di rigetto, invece, il procedimento davanti al Tribunale della libertà proseguirebbe regolarmente.
La difesa ha così messo in campo due strumenti distinti, entrambi diretti a ottenere la revoca dei domiciliari, senza affidare l’esito della propria iniziativa a un solo passaggio giudiziario.
Fino a quando non arriverà una decisione, Flavio Stasi resterà agli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico, e sospeso dalle funzioni di sindaco.
L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari: per Stasi e per tutti gli altri indagati resta valido, naturalmente, il principio della presunzione di innocenza.

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