Importante svolta giudiziaria per l’imprenditore Francesco Franzé, titolare dell’omonima ditta individuale e della Spurgojet srl. Il Tar della Calabria ha infatti accolto integralmente i ricorsi riuniti presentati dai legali dell’imprenditore, annullando le informazioni interdittive antimafia emitati dalla Prefettura di Vibo Valentia nel corso del 2025.
La decisione dei giudici amministrativi arriva al termine di un articolato percorso legale curato dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Marianna Zampogna, i quali avevano contestato i provvedimenti per eccesso di potere, illogicità, difetto d’istruttoria e violazione delle garanzie costituzionali. Il Tar ha condiviso appieno l’impianto difensivo, superando anche i precedenti pronunciamenti di fase cautelare.
La motivazione dei giudici: difetto di motivazione e mancata valutazione del controllo giudiziario
Nel merito della decisione, il collegio amministrativo ha evidenziato come la Prefettura non abbia tenuto adeguatamente conto del percorso di bonifica e trasparenza intrapreso dalle imprese, ammesse al controllo giudiziario dal Tribunale di Catanzaro ai sensi dell’articolo 34 bis del Codice Antimafia.
“La motivazione, nella parte in cui si è fondata sulla riconducibilità al contesto familiare dell’attività aziendale, si mostra insufficiente a delineare una pertinente e autonoma valutazione” stabilisce la sentenza del Tar della Calabria, sottolineando come l’Ufficio Territoriale del Governo abbia omesso di ponderare correttamente le risultanze positive del controllo giudiziario ai fini della valutazione del rischio di infiltrazione.
Piena riabilitazione per il gruppo imprenditoriale
L’annullamento dei provvedimenti ripristina la piena operatività commerciale delle società coinvolte, escludendo in modo definitivo ogni valutazione negativa in merito a condizionamenti criminali.
Grazie alla pronuncia del tribunale amministrativo, le ditte di Francesco Franzé tornano sul mercato con piena capacità di agire e far crescere le proprie attività sul territorio, vedendo riconosciute le ragioni sostenute dall’inizio della vicenda dal collegio difensivo.














