Un investimento di circa un milione di euro e uno stadio che, dal settembre 2023, resta indisponibile alle società sportive. È la situazione denunciata da Umile Bisignano, già sindaco di Bisignano, che chiede all’attuale amministrazione guidata da Francesco Fucile di fare chiarezza sulle condizioni dell’impianto comunale e sui tempi necessari per restituirlo alla comunità. Secondo quanto evidenziato dall’ex primo cittadino, la prolungata chiusura costringe atleti, famiglie e società sportive a rivolgersi alle strutture dei Comuni vicini, affrontando spostamenti, spese di carburante e ulteriori costi. Una situazione che, a suo giudizio, rende necessario conoscere le ragioni della mancata riapertura e soprattutto una data certa per il ritorno all’attività sportiva.

Stadio comunale, le domande sui lavori e sulle condizioni di sicurezza
Tra i punti sollevati da Umile Bisignano c’è anche una dichiarazione del sindaco Fucile, richiamata in un video pubblicato sui social, secondo la quale lo stadio sarebbe stato a norma già da tempo. L’ex sindaco chiede di conoscere gli atti tecnici e amministrativi sui quali si fondava quell’affermazione, evidenziando quella che considera una contraddizione tra le rassicurazioni e la persistente indisponibilità dell’impianto. Al centro delle sue osservazioni ci sono anche le fotografie scattate dopo le piogge, che mostrerebbero ristagni d’acqua sul terreno di gioco, e la collocazione delle torri faro nell’area compresa tra il campo e la pista ippica utilizzata per il Palio. Si tratta, secondo Bisignano, di aspetti che richiedono verifiche documentate sul sistema di drenaggio, sulle distanze e sulle protezioni. Da qui la richiesta all’amministrazione di rendere pubblici gli accertamenti effettuati e gli eventuali interventi correttivi programmati.
Il Palio del 5 luglio e la cronologia della Scia antincendio
Un altro interrogativo riguarda l’utilizzo dello stadio per il Palio del 5 luglio 2026, manifestazione che ha coinvolto cavalli, fantini e pubblico. Bisignano chiede all’amministrazione di chiarire in base a quali condizioni l’area sia stata utilizzata per l’evento, considerato che l’impianto risultava ancora indisponibile per le attività sportive. Nel suo intervento richiama inoltre le determinazioni comunali n. 769 del 14 settembre e n. 773 del 15 settembre 2026, relative ai diritti connessi alla Scia antincendio. L’ex sindaco precisa che la data degli atti, successiva alla manifestazione, non dimostra di per sé un eventuale ritardo nella presentazione della segnalazione. Chiede però di ricostruire la cronologia degli adempimenti: quando è stata depositata la Scia e quale documentazione attestava l’idoneità dell’area prima del Palio? La richiesta è quella di rendere disponibili gli atti, così da consentire una ricostruzione puntuale delle procedure seguite.
Palazzetto dello Sport, la segnalazione sui materiali ingombranti
Le contestazioni riguardano anche il Palazzetto dello Sport, dove sarebbe ancora presente materiale ingombrante già segnalato pubblicamente e documentato in precedenza attraverso un video. Secondo le successive segnalazioni richiamate da Bisignano, la quantità di materiali depositati sarebbe persino aumentata. L’ex sindaco domanda quali sopralluoghi siano stati effettuati e quali provvedimenti siano stati adottati, sollevando dubbi anche sulla gestione degli accessi alla struttura. Se l’immobile è chiuso con catene e lucchetti, chiede di chiarire chi ne abbia la custodia, come sia stato possibile introdurre i materiali e se il deposito fosse autorizzato. Una serie di interrogativi che, nella sua ricostruzione, investe la gestione e la tutela di un bene pubblico destinato alle attività sportive.
La richiesta al sindaco: pubblicare costi, lavori e data di riapertura
Per Umile Bisignano, la vicenda dello stadio e quella del Palazzetto chiamano in causa la capacità dell’amministrazione comunale di gestire le strutture pubbliche, rendicontare le risorse impiegate e garantire servizi ai cittadini. La richiesta rivolta al sindaco Fucile è quindi quella di mettere a disposizione della comunità un quadro completo: finanziamenti e somme spese, lavori eseguiti, condizioni di utilizzo, adempimenti in materia di sicurezza e tempi previsti per la riapertura dello stadio. “Dopo tre anni, non bastano più i facili palleggi, la credibilità delle rassicurazioni dipende dai documenti che le sostengono e dai risultati che finalmente seguiranno”, conclude l’ex sindaco, sollecitando risposte che consentano alle società sportive e alle famiglie di sapere quando potranno tornare a utilizzare l’impianto.














