6 Novembre 2026
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Irto (Pd) attacca il Governo: “Manovra scandalosa, spinta verso i privati e Calabria penalizzata nelle cure”

Il senatore evidenzia la contrazione delle risorse e le drammatiche percentuali di prevenzione in Calabria. Richiesta una revisione dei criteri di riparto del Fondo nazionale

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Una dura presa di posizione contro le scelte di politica economica dell’esecutivo centrale sul fronte della tutela della salute giunge dal senatore Nicola Irto, segretario regionale del Partito Democratico in Calabria. Al centro della contestazione vi sono le misure inserite nella Manovra finanziaria, ritenute penalizzanti per il Servizio sanitario nazionale e destinate ad amplificare i divari territoriali nell’accesso alle prestazioni assistenziali, in particolar modo nel Mezzogiorno.

“Il governo di centrodestra spinge sempre di più verso la sanità privata. Lo conferma lo spaventoso definanziamento del Servizio sanitario nazionale, che nella Manovra vede il paradosso di appena 7,1 miliardi di risorse aggiuntive nel triennio 2027-2029, contro gli oltre 18 miliardi richiesti dalle Regioni. Contestualmente, si prevede un contemporaneo aumento di tre punti percentuali del tetto di spesa per le prestazioni acquistate dai privati accreditati. Sono dati che dimostrano la volontà dell’esecutivo di lasciare la sanità pubblica senza le risorse necessarie e di alimentare il ricorso a quella privata,con conseguenze pesantissime, soprattutto per il Mezzogiorno”, denuncia in una nota il parlamentare dem.

I dati sull’assistenza e la crisi della prevenzione in Calabria

L’analisi condotta dal segretario dem mette in luce un progressivo ridimensionamento del rapporto tra spesa sanitaria e prodotto interno lordo, con ricadute dirette sulla rinuncia alle cure da parte dei cittadini e sull’efficacia dei programmi di prevenzione primaria sul territorio regionale.

“Nel 2029 il Fondo sanitario nazionale scenderà al 5,87 per cento del Pil. Già nel 2025, ben 5,6 milioni di italiani hanno rinunciato a visite ed esami. In Calabria, poi, la situazione è drammatica. Secondo l’Osservatorio nazionale screening, nel 2025 l’adesione allo screening colorettale si è fermata al 6,4 per cento e quella allo screening cervicale al 16,7 per cento.Sono i dati allarmanti di una prevenzione gravemente insufficiente, con disuguaglianze enormi”, precisa Irto nella sua disamina.

La richiesta di nuovi criteri di riparto e lo stop all’autonomia

Di fronte al quadro descritto, l’opposizione parlamentare sollecita un cambio di rotta strutturale nella quantificazione e nell’assegnazione delle risorse alle Regioni, criticando contestualmente le riforme sull’autonomia differenziata.

“Bisogna aumentare le risorse e cambiare i criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, che devono considerare il fabbisogno effettivo di cure, gli indici di deprivazione socioeconomica, la morbilità, le comorbilità, la fragilità delle aree interne, le condizioni della viabilità e i tempi per raggiungere gli ospedali. Il governo mostra una miopia e una sordità politiche impressionanti. Come se non bastasse, insiste sull’autonomia differenziata, che aggraverà le diseguaglianze territoriali. La salute non può diventare un privilegio per paperoni o per chi abita nelle regioni più ricche. Il diritto alle cure deve essere uguale per tutti, come impone la Costituzione”, conclude il senatore Nicola Irto.

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