7 Novembre 2026
7 Novembre 2026
Pubblicità – facebook.com
Pubblicità

Hacker filorussi, taglia sul dark web per i dati di Tajani: “Non mi farò intimidire”. Occhiuto lo difende

Solidarietà della premier Giorgia Meloni e del governatore calabrese Roberto Occhiuto. Il vicepremier: "Ci attaccano per la nostra posizione sull'Ucraina".

Pubblicità – autobencivenni.com
Pubblicità

Una taglia sul dark web per ottenere informazioni personali su esponenti delle istituzioni italiane ed europee. Tra i bersagli degli hacker filorussi c’è anche il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, i cui dati, insieme a quelli dei familiari, sarebbero stati diffusi online. Una vicenda che solleva interrogativi sulla sicurezza informatica e sulla protezione delle informazioni riservate di figure istituzionali. Tajani ha denunciato pubblicamente l’accaduto, indicando nella posizione italiana a sostegno dell’Ucraina la ragione politica dell’attacco. Sul caso, secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, è al lavoro la Procura di Roma.

La denuncia di Tajani: “Non mi farò intimidire in nessun modo”

A rendere pubblica la vicenda è stato lo stesso Antonio Tajani, attraverso un messaggio pubblicato su X. Il vicepremier ha confermato la diffusione sul dark web di informazioni personali che riguardano lui e i suoi familiari, assicurando che le intimidazioni non condizioneranno la sua attività politica e istituzionale.
“Non mi farò intimidire in nessun modo”, ha scritto il ministro degli Esteri. “Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme”.
Tajani ha poi collegato l’iniziativa degli hacker alle scelte di politica estera del governo italiano. “La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino”, ha affermato, aggiungendo che difendere la libertà, la democrazia e l’indipendenza di uno Stato sovrano viene considerato pericoloso da queste organizzazioni criminali.

La taglia sul dark web: 18 persone nel mirino degli hacker filorussi

Secondo quanto ricostruito dal Fatto Quotidiano, dietro l’iniziativa ci sarebbe il gruppo di hacker filorussi NoName057(16), già noto per attività ostili contro obiettivi occidentali.
Dal 26 ottobre, il gruppo avrebbe pubblicato sul dark web una serie di schede relative a 18 persone, considerate avversarie della Federazione Russa, offrendo denaro in cambio di ulteriori informazioni personali e riservate.
Non si tratterebbe quindi soltanto della diffusione di dati già disponibili, ma anche di una richiesta rivolta ad altri utenti per ottenere nuovi elementi sui soggetti indicati. Un meccanismo che, secondo la ricostruzione giornalistica, rappresenterebbe una forma di pressione e intimidazione nei confronti delle persone coinvolte.
I profili pubblicati conterrebbero informazioni biografiche, dati pubblici e riferimenti privati, tra cui numeri di telefono, indirizzi di posta elettronica e recapiti delle abitazioni.

Nel mirino anche il procuratore Lo Voi e il capo della Polizia postale Gabrielli

L’elenco delle persone finite nel mirino degli hacker comprenderebbe, oltre al ministro Antonio Tajani, anche il procuratore di Roma Francesco Lo Voi e il responsabile della Polizia postale Ivano Gabrielli.
Tra i nomi italiani figura inoltre Paolo Tassan-Zanin, sindaco di Aviano, in provincia di Pordenone, territorio che ospita una base aerea militare statunitense.
La lista avrebbe anche una dimensione internazionale. Tra le personalità indicate compaiono Michael Schmid, presidente di Eurojust, Benjamin Krause, magistrato della Procura di Francoforte, Holger Münch, alla guida della polizia criminale tedesca, e Michael Alexander Martens, giornalista d’inchiesta indicato come ricercato da Mosca.
Secondo quanto riportato, il gruppo NoName057(16) viene considerato vicino agli apparati dell’intelligence militare russa, il GRU. Si tratta di un collegamento riferito nelle ricostruzioni sull’attività degli hacker, non di una responsabilità giudiziaria accertata nell’ambito di questa specifica vicenda.

La Procura di Roma indaga sulla diffusione dei dati personali

La vicenda sarebbe già all’attenzione della Procura di Roma, che, secondo il Fatto Quotidiano, sta indagando sulla pubblicazione delle informazioni e sull’attività degli hacker.
Le schede e le richieste di dati sarebbero rimaste accessibili online per almeno due settimane. Un elemento che alimenta la preoccupazione per i rischi legati alla diffusione di informazioni sensibili e alla possibilità che vengano utilizzate per ulteriori iniziative ostili.
L’episodio si inserisce nel più ampio contesto delle minacce informatiche e delle operazioni di pressione digitale che interessano esponenti politici, magistrati e responsabili della sicurezza di diversi Paesi europei.

Meloni: “Grande preoccupazione, serve la massima determinazione”

Sulla vicenda è intervenuta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso solidarietà al ministro degli Esteri.
“Esprimo la mia piena solidarietà al vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, per quanto emerso sull’attività di hacker filorussi e sulla diffusione sul dark web di dati personali che lo riguardano”, ha dichiarato la premier in una nota.
Meloni ha definito particolarmente grave la circolazione di informazioni riservate riguardanti rappresentanti delle istituzioni. “La messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni desta grande preoccupazione e va affrontata con la massima determinazione”.
La presidente del Consiglio ha inoltre richiamato un’altra polemica politica, relativa alla diffusione di immagini false. “Altrettanto preoccupante è la circolazione di immagini false, diffuse anche da esponenti dell’opposizione. La libertà di espressione non può mai diventare terreno di disinformazione”, ha aggiunto.

Occhiuto si schiera con Tajani e attacca Bonaccini per la foto falsa

Anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, vicesegretario nazionale di Forza Italia, ha espresso vicinanza al vicepremier, condannando la diffusione dei dati personali sul dark web.
“Piena solidarietà ad Antonio Tajani per la diffusione dei suoi dati personali e di quelli dei familiari sul dark web e per l’attenzione degli hacker filorussi”, ha dichiarato il governatore calabrese.
Occhiuto ha poi collegato la vicenda alla polemica sulla fotografia falsa pubblicata da Stefano Bonaccini, esponente del Partito democratico.
“A questo si aggiunge la vicenda della foto falsa pubblicata da Bonaccini, un episodio che non si addice alla caratura di un dirigente politico nazionale”, ha affermato.
Il presidente della Regione ha concluso ribadendo il proprio sostegno al ministro degli Esteri: “Tajani ha la mia vicinanza, nella convinzione che il suo impegno al governo meriti rispetto e non intimidazioni”.
La vicenda degli hacker filorussi apre così un nuovo fronte di tensione sul terreno della cybersicurezza, mentre proseguono gli accertamenti sulla diffusione dei dati e sulle richieste di informazioni personali rivolte contro rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee.

Pubblicità – edilexpocalabria.com
Pubblicità – facebook.com
Pubblicità – scaranogroup.it

LASCIA UN COMMENTO

ARTICOLI CORRELATI

Pubblicità
Pubblicità – cisal.org
Pubblicità – autobencivenni.com

ULTIME NOTIZIE

Pubblicità – micheleaffidato.it
× Sponsor