La Flc Cgil Area Vasta CZ-KR-VV torna a denunciare con forza la vicenda legata alla presenza di amianto nel plesso San Francesco dell’Istituto Gravina di Crotone, inserito in un contesto territoriale già profondamente segnato da contaminazione ambientale, omissioni istituzionali e gravi conseguenze sanitarie per la popolazione.
A esprimere preoccupazione è il segretario generale Alfonso Marcuzzo, che parla di una situazione tutt’altro che improvvisa: “Non siamo davanti a un’emergenza imprevedibile, ma all’ennesima manifestazione di un problema cronico, più volte segnalato e mai affrontato in maniera definitiva”.
Docenti, Ata e studenti esposti a un rischio prolungato
Secondo il sindacato, la criticità riguarda in modo particolare il personale docente e Ata, “costretto a trascorrere negli ambienti scolastici un’intera vita lavorativa, con una possibile esposizione prolungata a fattori nocivi per la salute”. Una condizione che, sottolinea la Flc Cgil, “rappresenta una palese violazione dei principi di tutela e prevenzione previsti dalla normativa vigente in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro”.
Crolli e proteste riaccendono l’allarme amianto a Crotone
A rafforzare l’allarme contribuiscono anche i recenti crolli di materiali in cemento-amianto nell’area dell’ex Mercato Generale, oltre alle denunce dei cittadini e alle iniziative pubbliche, tra cui flash mob e prese di posizione davanti al Liceo Gravina. Episodi che, per il sindacato, dimostrano come il problema amianto a Crotone non possa più essere considerato marginale o circoscritto.
“La presenza di amianto in luoghi che dovrebbero essere presidio di sicurezza, cultura e futuro – evidenzia Marcuzzo – chiama in causa una responsabilità collettiva delle istituzioni”.
Il caso dell’ex scuola San Francesco e le bonifiche incomplete
L’area dell’ex scuola San Francesco, già oggetto in passato di videoinchieste, segnalazioni e interventi parziali di bonifica, viene indicata come “simbolo di una gestione frammentaria e insufficiente dell’emergenza ambientale nel quartiere”. Per la Flc Cgil non sono più accettabili interventi tampone, ritardi burocratici o rimpalli di competenze mentre studenti e lavoratori continuano a frequentare spazi potenzialmente nocivi.
Le richieste del sindacato agli enti competenti
La Flc Cgil chiede risposte immediate e vincolanti da parte di Comune, Provincia, Asp e di tutti gli enti proprietari e responsabili degli edifici scolastici. In particolare, il sindacato sollecita sopralluoghi tecnici approfonditi e monitoraggi ambientali, la massima trasparenza sugli esiti delle verifiche e l’avvio urgente delle operazioni di bonifica, garantendo la continuità didattica solo in condizioni di piena e certificata sicurezza.
“La sicurezza non è negoziabile”
“La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e di istruzione non sono negoziabili – ribadisce la Flc Cgil –. La scuola non può diventare un luogo di esposizione al rischio né lo spazio in cui si scaricano i costi dell’inerzia politica e amministrativa”.
Il sindacato conclude assicurando che continuerà a vigilare, denunciare e mobilitarsi, affinché la sicurezza resti un diritto fondamentale e non una concessione.













