22 Settembre 2026
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Caro energia, Meloni rivendica 60 miliardi di interventi: “Così abbiamo calmierato le bollette”

Dalla produzione nazionale di petrolio alla detassazione degli aumenti contrattuali: tutti i temi affrontati a "Porta a Porta"

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Il caro energia resta uno dei nodi strutturali indicati da Giorgia Meloni per spiegare le difficoltà di crescita dell’economia italiana. Ospite di “Porta a Porta”, la presidente del Consiglio ha fatto il punto sulle politiche del governo affrontando anche il futuro della Zes unica, i salari e alcune questioni legate alla scuola.

Proprio sul costo dell’energia Meloni ha ricordato le risorse utilizzate negli ultimi anni per contenere l’impatto delle bollette su famiglie e imprese. “60 miliardi è stata la spesa complessiva negli ultimi quattro anni per cercare di calmierare le bollette delle famiglie e delle imprese”, ha dichiarato.

La premier ha collegato il tema energetico a una più ampia questione di competitività del sistema italiano, indicando tra i problemi strutturali anche la produttività e il livello degli investimenti in innovazione e capitale umano.

Zes unica, l’obiettivo è estendere le semplificazioni

Nel corso dell’intervista Meloni si è soffermata anche sulla possibilità di estendere la Zes unica all’intero territorio nazionale. Secondo la presidente del Consiglio, l’operazione presenta difficoltà soprattutto per quanto riguarda il trasferimento a livello nazionale di uno strumento pensato per favorire gli investimenti.

L’indirizzo sul quale starebbe lavorando l’esecutivo riguarda in particolare l’estensione delle semplificazioni amministrative. “C’è ovviamente anche la questione dei crediti d’imposta, ma quello che io considero più importante di tutto è come semplificare per un’azienda che chiede l’autorizzazione e che vuole investire, creare ricchezza e creare posti di lavoro”, ha spiegato Meloni.

La premier ha aggiunto che il provvedimento sarebbe in fase avanzata e potrebbe arrivare all’esame di uno dei prossimi Consigli dei ministri, sottolineando inoltre l’esistenza di una convergenza sul tema.

Petrolio e produzione nazionale

Sul fronte dell’energia, Meloni ha richiamato anche la necessità di aumentare la produzione nazionale di idrocarburi. “Abbiamo accelerato anche per l’estrazione del petrolio italiano perché noi lo andiamo a comprare in giro per il mondo ma poi ce l’abbiamo nei nostri mari”, ha affermato.

Il tema della produzione interna si inserisce nella strategia del governo sulla sicurezza energetica, insieme agli interventi sulle rinnovabili e al percorso annunciato sul nucleare.

Salari, conferma della detassazione degli aumenti

Un altro passaggio dell’intervista ha riguardato il lavoro dipendente e i salari. Meloni ha rivendicato la misura di detassazione degli aumenti contrattuali nel settore privato, spiegando che l’aliquota è stata portata al 5%.

“Dagl studi che ha il ministero del Lavoro, la misura ha riguardato oltre 4 milioni di lavoratori che hanno avuto un aumento grazie a questa misura”, ha detto la presidente del Consiglio, annunciando l’intenzione di confermare l’intervento nella prossima legge di Bilancio.

“Piano piano stiamo recuperando con i salari”, ha aggiunto Meloni.

Scuola, il confronto sul numero di alunni stranieri

Durante l’intervista si è parlato anche della proposta relativa alla presenza di alunni stranieri nelle classi. Meloni ha sostenuto che evitare una concentrazione degli studenti stranieri nelle stesse classi rappresenterebbe una misura di buon senso.

La presidente del Consiglio ha richiamato anche il precedente delle circolari emanate quando Sergio Mattarella era ministro dell’Istruzione, sostenendo che già allora fossero state indicate disposizioni orientate a evitare la concentrazione degli studenti stranieri nelle medesime classi. La premier ha quindi ribadito il proprio sostegno all’impostazione della proposta.

La sfida della crescita resta legata ai fattori strutturali

Nel passaggio conclusivo dedicato all’economia, Meloni ha individuato nella bassa produttività, negli investimenti insufficienti in innovazione e capitale umano e nel costo dell’energia alcuni dei principali fattori che, a suo giudizio, condizionano la crescita italiana.

“C’è una bassa produttività che è dovuta intanto alla natura del nostro tessuto produttivo, e da una difficoltà, o comunque da investimenti sull’innovazione, sul capitale umano che non sono sufficienti”, ha affermato.

A questi elementi, secondo la presidente del Consiglio, si aggiunge la questione del costo dell’energia, definita una materia “strutturale estremamente complessa” sulla quale il governo sostiene di avere lavorato negli ultimi anni.

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