2 Settembre 2026
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Barriere architettoniche nelle scuole, l’Italia viaggia a due velocità. Maglia nera per la Calabria

Profonda spaccatura territoriale. Il Mezzogiorno resta indietro per dotazione di elevatori, bagni adattati e scale a norma, con picchi negativi in Campania e nella nostra regione.

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L’inclusione scolastica e l’abbattimento delle barriere architettoniche negli istituti italiani continuano a procedere a ritmi drammaticamente diseguali, tracciando una spaccatura netta tra le diverse aree del Paese. È la fotografia scattata da uno studio della rivista specializzata Tuttoscuola, condotto sui dati ufficiali del Ministero dell’Istruzione e del Merito relativi all’anno scolastico 2023-2024. Il report mette in luce criticità strutturali marcate soprattutto nel Mezzogiorno, dove i presìdi fondamentali per la mobilità e l’autonomia degli studenti con disabilità risultano ancora ampiamente insufficienti.

La mappa degli elevatori e il divario sulle scale a norma

Per quanto concerne il raggiungimento dei piani superiori, l’indagine ha preso in esame i 29.639 edifici scolastici dotati di scalinate. Di questi, 22.093 strutture (pari al 74,5%) dispongono di rampe a norma per l’accessibilità. Il dato più alto si registra nelle Isole con l’81,4%, seguite dal Nord Ovest con l’80,4% e dal Nord Est con il 78,4%. Più staccate compaiono le regioni del Centro al 69,5% e il Sud, che chiude la classifica fermandosi al 66%.

La forbice territoriale si allarga in modo determinante se si analizza la presenza di ascensori, montascale e piattaforme elevatrici. Su un totale di 39.993 complessi scolastici monitorati, il 26% si sviluppa interamente al piano terra, mentre il restante 74% necessita di strumenti meccanici per consentire la fruizione dei piani elevati agli alunni con disabilità motorie o sensoriali. A livello nazionale, gli edifici a più piani equipaggiati con impianti di sollevamento sono 15.961, pari al 53,9%. Tuttavia, la percentuale crolla dal 66,5% rilevato nel Nord Ovest ad appena il 36,5% del Sud, configurando un divario che sfiora i trenta punti percentuali. Nelle restanti macroaree, il Nord Est attesta una copertura del 58,2%, il Centro si posiziona al 55,3% e le Isole raggiungono il 51,7%.

Servizi igienici accessibili: le maglie nere regionali

Un quadro del tutto analogo emerge dall’osservazione dei servizi igienici idonei all’utilizzo da parte di studenti con disabilità. Nell’anno scolastico preso in esame, ne risultavano provvisti 27.131 edifici su 39.993, corrispondenti al 67,8% del patrimonio edilizio scolastico nazionale.

A trainare le percentuali positive sono ancora una volta le regioni del Nord Ovest con il 79,6% e del Nord Est con il 73,8%. Il Centro e le Isole si attestano sui valori medi nazionali con rispettivamente il 66,8% e il 66,4%, mentre il Sud si arresta al 53,7%. I divari diventano macroscopici nel confronto tra le singole regioni: se la Valle d’Aosta vanta la quasi totalità degli edifici a norma con il 95,7%, all’estremità opposta si collocano Calabria e Campania, dove meno della metà delle scuole dispone di servizi igienici adeguati, fermandosi rispettivamente al 44,2% e al 42,4%.

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