Si accendono i riflettori sulla detenzione nel carcere di Rebibbia di Valter Lavitola, l’ex editore finito in custodia cautelare con la pesante accusa di essere il mandante dell’attentato contro il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Nelle ultime ore, indiscrezioni di stampa basate su fonti interne alla Polizia penitenziaria avevano descritto un episodio di presunta violenza ai danni del faccendiere, che sarebbe stato affrontato e schiaffeggiato da un gruppo di altri reclusi. Un quadro subito ridimensionato e congelato dal suo avvocato penalista.
Nessuna conferma ufficiale sulle presunte percosse a Rebibbia
Sulla ricostruzione dei fatti avvenuti dietro le sbarre della struttura capitolina vige la massima cautela. Il legale di Lavitola ha infatti chiarito come non vi siano attestazioni formali in merito all’episodio raccontato dai media.
“Al momento non ho alcuna informazione di eventuali aggressioni a Valter Lavitola, che ieri abbiamo sentito alle 17. Poi, contattato intorno alle 20 da fonti dei media, mi era stato riferito informalmente che potrebbe essere stato aggredito. In ogni caso se si fosse trattato di qualcosa di grave saremmo stati sicuramente informati.” Così Sergio Cola, avvocato di Valter Lavitola, in carcere per l’attentato a Sigfrido Ranucci.
I nodi procedurali e la richiesta di scarcerazione immediata
Accanto al giallo sulla sicurezza dell’indagato all’interno del penitenziario, la battaglia difensiva si sposta ora sul piano prettamente procedurale. La difesa contesta una presunta irregolarità nelle tempistiche fissate dagli uffici giudiziari per la discussione dell’istanza di riesame, ritenendo che il superamento delle scadenze previste dalla legge debba portare all’immediata caducazione della misura di custodia cautelare.
“I tempi di fissazione del Riesame hanno superato i quindici giorni dalla nostra richiesta. Tecnicamente, per questo motivo, Lavitola andrebbe scarcerato. Riproporremo la questione all’udienza del Riesame e in caso di rigetto faremo ricorso in Cassazione”. Cosi Sergio Cola, avvocato di Valter Lavitola, in carcere per l’attentato a Sigfrido Ranucci. La richiesta per la scarcerazione di Lavitola era stata già respinta. Il 7 settembre l’ex editore rilascerà davanti ai magistrati dichiarazioni spontanee, oltre a una memoria difensiva.












