14 Settembre 2026
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Bonus benzina da 100 euro, il Codacons frena: “Non basta guardare al reddito”

L'associazione contesta gli aiuti selettivi e avverte: il caro carburanti coinvolge anche il ceto medio. Nel mirino bonus e social card legati all'Isee

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Il caro carburanti torna al centro del confronto politico ed economico. Tra le ipotesi circolate per sostenere lavoratori e famiglie alle prese con l’aumento dei prezzi c’è anche quella di un nuovo bonus da 100 euro, destinato a determinate fasce di reddito. Una misura che, nelle ipotesi riportate, potrebbe essere rivolta ai lavoratori con redditi inferiori a una determinata soglia.

Proprio la scelta di legare gli aiuti al reddito viene contestata dal Codacons, che considera il criterio selettivo poco adatto ad affrontare un rincaro che, secondo l’associazione, produce effetti ben oltre le fasce economicamente più deboli.

La posizione è stata ribadita dal Codacons che ha espresso il proprio no a “bonus, social card o altri sostegni selettivi sulla base del reddito” contro il caro-carburanti.

“Benzina e gasolio costano allo stesso modo per tutti”

La contestazione parte da un dato elementare: il prezzo del carburante alla pompa non cambia in funzione del reddito di chi fa rifornimento. Per questo, secondo il Codacons, anche l’impatto dei rincari attraversa fasce sociali differenti e non può essere affrontato esclusivamente attraverso strumenti di sostegno destinati ai redditi più bassi.

“Il caro-carburanti non è un problema che riguarda esclusivamente le famiglie con redditi più bassi e non può essere affrontato attraverso l’Isee”, ha affermato il Codacons.

L’associazione sottolinea quindi come benzina e gasolio incidano sulle spese di lavoratori, famiglie, pendolari e imprese, indipendentemente dalla fascia reddituale di appartenenza.

Il rischio di lasciare scoperto il ceto medio

È soprattutto sul ceto medio che si concentra una parte della critica. Il timore espresso dal Codacons è che un sistema costruito esclusivamente sulla condizione reddituale finisca per escludere persone che non rientrano nelle soglie previste, ma che devono comunque fare i conti con costi di spostamento sempre più elevati.

L’associazione sostiene che il ceto medio rischierebbe di rimanere «troppo “ricco” per accedere agli aiuti ma non abbastanza da poter assorbire senza conseguenze” l’aumento dei costi legati agli spostamenti.

Il punto, dunque, non riguarda soltanto l’entità dell’eventuale contributo, ma il criterio con cui verrebbe distribuito. Per il Codacons, una misura selettiva non risolverebbe il problema alla sua origine.

Bonus e social card non abbassano il prezzo alla pompa

La seconda obiezione riguarda l’effetto concreto degli aiuti. Secondo l’associazione, bonus e social card possono attenuare temporaneamente il peso della spesa per alcune categorie, ma non modificano il prezzo di benzina e gasolio praticato alla pompa.

La proposta del Codacons è quindi quella di concentrare gli interventi direttamente sul costo dei carburanti, con misure di carattere più generale. L’associazione aveva chiesto misure rivolte alla generalità degli automobilisti, indicando tra gli strumenti possibili anche il rafforzamento del meccanismo delle accise mobili e interventi sui maggiori margini realizzati nei comparti interessati dai rincari. 

I prezzi restano sotto osservazione

Nel frattempo, i listini continuano a essere monitorati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Gli ultimi dati ufficiali disponibili indicano, sulla rete stradale e in modalità self, una media nazionale di 2,077 euro al litro per la benzina e 2,184 euro per il gasolio, con riferimento all’aggiornamento del 10 settembre 2026.

Il quadro rende quindi centrale il tema delle misure da adottare per contenere l’impatto dei rincari. Da una parte resta l’ipotesi di strumenti destinati a specifiche categorie; dall’altra il Codacons insiste sulla necessità di interventi che incidano direttamente sui prezzi e che non siano subordinati al reddito.

La posizione del Codacons

La linea dell’associazione dei consumatori, allo stato delle dichiarazioni ufficiali consultate, è dunque netta: no a bonus e social card costruiti esclusivamente sulla condizione reddituale e sì a interventi capaci di coinvolgere la platea più ampia degli automobilisti.

Il Codacons sostiene che il caro-carburanti abbia un impatto trasversale e che la risposta debba essere valutata sulla base dell’effettiva capacità di contenere il costo di benzina e gasolio, senza limitarsi a compensare la spesa soltanto per alcune fasce della popolazione. La definizione delle eventuali nuove misure resta invece affidata alle decisioni del Governo e agli strumenti che saranno concretamente individuati.

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