Il nome ora c’è. Anche la laurea. Quello che continua a mancare è una spiegazione completa sul motivo per cui, prima della nomina, sia stato necessario modificare l’inquadramento del capo di Gabinetto. La dottoressa Anna Rotundo è la nuova responsabile dell’ufficio di staff del sindaco Nicola Fiorita. Il decreto porta la data del 9 settembre 2026 e chiude la successione aperta dal passaggio di Salvatore Bullotta in Giunta, al posto di Vincenzo Costantino.
Rotundo è laureata in Economia, Diritto e Cooperazione e ha frequentato corsi universitari di alta formazione. Un dato che dà una risposta al retroscena circolato nelle settimane precedenti su una possibile candidata priva del titolo di studio. Quel sospetto, alla luce della nomina, non ha trovato conferma. Resta intatta, però, la questione politico-amministrativa: se la persona scelta possiede la laurea e i requisiti richiesti, che bisogno c’era di cambiare il profilo del posto proprio alla vigilia della nomina?
La casella liberata da Bullotta
La vicenda nasce alla fine di agosto, quando Fiorita porta Salvatore Bullotta dallo staff del sindaco dentro l’esecutivo comunale. Per consentirne l’ingresso esce Vincenzo Costantino. A Bullotta vengono affidate diverse deleghe, tra cui Affari generali, Pubblica istruzione, Politiche giovanili e Beni culturali.
Lo spostamento lascia vacante una delle caselle più delicate di Palazzo De Nobili: quella del capo di Gabinetto, figura di raccordo tra il sindaco, la struttura politica e la macchina comunale. Proprio mentre quel posto si libera, la Giunta interviene sull’assetto dell’ufficio e trasforma l’inquadramento previsto: non più un trattamento parametrato all’area dirigenziale, ma una collocazione nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione.
I due atti possono certamente avere ragioni autonome. La loro successione, però, impone una domanda: la riorganizzazione nasceva da un’esigenza già maturata all’interno del Comune oppure è stata decisa in funzione del nuovo incarico da conferire?
La laurea chiude una polemica, non il caso
Nella prima ricostruzione di Calabria7 l’ipotesi di una candidata senza laurea era stata riferita come indiscrezione politica, precisando che non esistevano allora né un nome, né un curriculum, né un decreto in grado di provarla. Era stato inoltre chiarito che la delibera non cancellava il requisito del titolo di studio.La nomina consente adesso di separare definitivamente i fatti dalle voci. Anna Rotundo è laureata. L’incarico è stato conferito dal sindaco intuitu personae, trattandosi di una collaborazione esterna inserita nel suo staff. È una scelta fiduciaria e non c’è nulla di anomalo, in sé, nel fatto che Fiorita individui direttamente la persona chiamata a lavorare al suo fianco.Ma il carattere fiduciario risponde soltanto a una domanda: perché il sindaco ha scelto Anna Rotundo? Non risponde all’altra: perché la Giunta ha cambiato l’assetto del posto che Rotundo avrebbe poi occupato?
La fiducia può motivare la preferenza per una professionista. Non rende superflua la motivazione amministrativa di una riorganizzazione, soprattutto quando questa arriva in una fase politicamente delicata, dopo un avvicendamento in Giunta e a ridosso dell’ultimo tratto della consiliatura. In altre parole, l’intuitu personae spiega la nomina; non può diventare la spiegazione universale di tutti gli atti che l’hanno preceduta.
Due riorganizzazioni in diciannove giorni
Il dato più difficile da archiviare resta la tempistica. Come documentato da Calabria7, la modifica è intervenuta appena diciannove giorni dopo una precedente riorganizzazione dello stesso ufficio. Un intervallo talmente breve da rendere inevitabile una domanda: quale nuova esigenza è emersa in meno di tre settimane?
Se il precedente assetto era già inadeguato, perché era stato approvato? Se invece era adeguato, quale fatto sopravvenuto ha reso necessario correggerlo quasi immediatamente? Il passaggio di Bullotta in Giunta ha imposto soltanto la ricerca di un successore oppure ha cambiato anche le necessità funzionali dell’ufficio?
Il risparmio annunciato deve diventare un numero
La Giunta ha presentato il nuovo assetto anche come un’operazione di contenimento della spesa. Se così è, basta mettere in fila cifre omogenee e verificabili.Nei prospetti esaminati da Calabria7, il costo annuo del nuovo capo di Gabinetto è indicato in 63.676,39 euro, comprensivi degli oneri a carico dell’ente: 37.216,39 euro per la parte fissa e 26.460 euro per il salario accessorio. Quest’ultimo comprende un emolumento lordo di 20mila euro parametrato alla fascia E delle Elevate Qualificazioni.
Il fascicolo riporta per un dirigente un costo standard di 68.402,89 euro, ma riferito al solo trattamento fondamentale. Sottrarre automaticamente i 63.676,39 euro complessivi da quella cifra produrrebbe una differenza di 4.726,50 euro che non rappresenta un risparmio certificato, perché i due importi non includono le stesse voci.
Per sapere quanto il Comune risparmi davvero occorre un dato molto semplice: il costo complessivo annuo della precedente posizione, comprensivo di trattamento accessorio e oneri, confrontato con il costo complessivo della nuova. Finché questo raffronto non viene reso pubblico, il risparmio resta una motivazione dichiarata, non una misura dimostrata.
Funzioni e inquadramento, l’altro nodo da chiarire
La delibera attribuisce al capo di Gabinetto compiti di coordinamento e direzione della struttura, collocandolo nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione. È quindi necessario capire quali poteri concreti accompagnino quelle formule e dove si collochi il confine tra il supporto fiduciario al sindaco e l’attività amministrativa riservata alla struttura dell’ente.
Il titolo di studio di Rotundo rende superato il dubbio personale sul requisito della laurea, ma non esaurisce la verifica sulla coerenza tra contratto, funzioni e nuovo inquadramento. Anche questo chiarimento tutela anzitutto la professionista, che deve poter esercitare il proprio incarico dentro un perimetro definito e non essere chiamata a rispondere delle scelte organizzative compiute prima del suo arrivo.
La domanda resta rivolta a Fiorita
Forza Italia aveva trasformato il caso in un attacco politico, parlando di una “partita delle poltrone”. La nomina di una professionista laureata ridimensiona uno degli argomenti circolati nel dibattito, ma non cancella la necessità di una risposta da parte dell’amministrazione.Fiorita dovrebbe spiegare quale esigenza organizzativa abbia imposto la modifica, perché sia emersa a diciannove giorni dalla precedente riorganizzazione, quali funzioni cambino e quale sia il risparmio effettivo per il Comune. Sono domande che non mettono sotto accusa Anna Rotundo e non contestano al sindaco il diritto di scegliere una collaboratrice di fiducia. Servono a comprendere la logica degli atti.Ora il nome c’è. La laurea pure. Manca ancora il motivo per cui, prima di scrivere quel nome nel decreto, Palazzo De Nobili abbia sentito il bisogno di riscrivere il profilo della poltrona.












