Si alza lo scontro politico sulla proposta di legge regionale dedicata agli idonei dei concorsi pubblici. Il Gruppo Idonei Concorsi – Coordinamento Nazionale, attraverso una nota firmata dalla presidente nazionale Luana Tassone, accusa la Regione Calabria di aver svuotato di efficacia il provvedimento che avrebbe dovuto valorizzare lo scorrimento delle graduatorie, parlando di un vero e proprio “tradimento del merito”.
Secondo il Coordinamento, quanto emerso durante la seduta della Prima Commissione del Consiglio regionale del 4 settembre rappresenterebbe un radicale ridimensionamento della proposta originaria.
La contestazione: “La legge è stata svuotata dei suoi effetti“
Nel comunicato, il Gruppo Idonei Concorsi sostiene che la proposta di legge n. 65, presentata dai consiglieri Gianpaolo Bevilacqua e Mattiani, avrebbe perso il suo carattere vincolante a seguito degli emendamenti discussi in Commissione.
In particolare, gli idonei evidenziano come il testo originario prevedesse l’obbligo per Regione, aziende sanitarie, enti strumentali e società partecipate di procedere allo scorrimento delle graduatorie ancora valide prima di indire nuovi concorsi.
Secondo quanto riportato nella nota, gli emendamenti presentati dal consigliere Gianpaolo Bevilacqua e sottoscritti dal consigliere Polimeni avrebbero invece sostituito quell’obbligo con una formulazione che prevede soltanto la possibilità di “verificare prioritariamente” lo scorrimento delle graduatorie.
Per il Coordinamento, questa modifica trasformerebbe la norma da disposizione cogente a semplice indicazione, lasciando agli enti ampia discrezionalità nell’indizione di nuovi concorsi.
Il nodo della validità limitata a dodici mesi
Tra le principali contestazioni figura anche l’emendamento relativo all’articolo 4 della proposta.
Il Gruppo Idonei Concorsi evidenzia come la norma, nella nuova formulazione, avrebbe una validità limitata a 12 mesi dalla sua entrata in vigore.
Secondo il Coordinamento, tale limite temporale rischierebbe di rendere inefficace il provvedimento proprio mentre molte graduatorie attualmente vigenti si avvicinano alla naturale scadenza, con la conseguenza che numerosi professionisti potrebbero non essere mai chiamati.
Le accuse alla maggioranza regionale
Nel documento vengono rivolte critiche anche all’indirizzo politico della maggioranza che sostiene il presidente Roberto Occhiuto.
Gli idonei sostengono che la scelta di modificare la proposta dimostrerebbe la mancanza di volontà politica di valorizzare le professionalità già selezionate attraverso i concorsi pubblici, preferendo continuare a indire nuove procedure concorsuali.
Il Coordinamento richiama inoltre i sacrifici affrontati da migliaia di candidati per conseguire l’idoneità e sottolinea quello che definisce un paradosso: i punteggi ottenuti nei concorsi banditi dalla Regione Calabria, si legge nella nota, verrebbero utilizzati da altre amministrazioni italiane, mentre sul territorio regionale gli stessi idonei continuerebbero a non trovare spazio.
Il confronto con altre politiche sul lavoro
Nel comunicato si mette inoltre a confronto la gestione delle graduatorie con altre iniziative adottate dalle istituzioni regionali.
Secondo gli idonei, mentre vengono promossi strumenti come il reddito di merito e incentivi destinati ad alcune categorie professionali, non verrebbe garantita un’adeguata valorizzazione delle graduatorie concorsuali già esistenti.
Il Coordinamento ribadisce che gli enti pubblici avrebbero bisogno di personale già selezionato attraverso procedure concorsuali e in possesso delle competenze necessarie nei diversi settori dell’amministrazione.
“Risponderemo nelle urne“
La parte finale del documento assume un chiaro significato politico.
Il Gruppo Idonei Concorsi afferma infatti che la questione si sarebbe ormai spostata sul terreno del confronto politico e annuncia che gli idonei, insieme alle rispettive famiglie, terranno conto delle scelte compiute dalle istituzioni nelle prossime consultazioni elettorali.
“Utilizzeremo l’unico strumento sovrano in nostro possesso: il voto“, si legge nella nota, nella quale il Coordinamento sostiene che il consenso sarà orientato verso chi dimostrerà concretamente di voler valorizzare il merito, le graduatorie concorsuali e le competenze maturate attraverso le selezioni pubbliche.












