2 Settembre 2026
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Caporalato nella Piana di Sibari, Gallo: “Ora bisogna capire se ci sono legami con la criminalità organizzata”

Dopo i 20 fermi, l'assessore regionale all'Agricoltura interviene sull'inchiesta e annuncia che la Regione potrebbe costituirsi parte civile

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L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro porta alla luce un quadro in parte già noto, ma che conferma l’esistenza di una piaga rispetto alla quale è necessario l’impegno di tutte le istituzioni per ripristinare condizioni di dignità e legalità in agricoltura e negli altri settori portanti dell’economia calabrese”. È quanto afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, intervenendo sull’operazione condotta nella Piana di Sibari, che ha portato a 20 fermi.

Gallo esprime inoltre “apprezzamento” per il lavoro svolto dalla Dda di Catanzaro insieme all’Arma dei Carabinieri, richiamando anche le parole del presidente della Regione Roberto Occhiuto, secondo cui l’operazione ha consentito di “assestare un colpo durissimo a un sistema criminale fondato sullo sfruttamento”.

“Una realtà estremamente preoccupante”

Per l’assessore regionale, quanto emerso dall’inchiesta restituisce “una realtà estremamente preoccupante”. Un fenomeno sul quale, sottolinea Gallo, la Regione Calabria è già impegnata da tempo attraverso azioni di contrasto e prevenzione, anche in collaborazione con le organizzazioni sindacali e con le rappresentanze del mondo produttivo.

“È un terreno sul quale occorre lavorare con sempre maggiore determinazione, per garantire i più elementari principi di civiltà, dignità e uguaglianza”, afferma Gallo. L’obiettivo, secondo l’assessore, non riguarda soltanto la tutela dei lavoratori, ma anche la necessità di “liberare l’economia regionale da forme di illegalità e condizionamenti che ne frenano e ne compromettono lo sviluppo”.

Riflettori sui possibili legami con la criminalità organizzata

L’inchiesta, secondo Gallo, potrebbe inoltre aprire la strada a ulteriori approfondimenti. “Adesso è necessario fare piena luce anche su ulteriori livelli e responsabilità”, dichiara l’assessore, facendo riferimento alla possibile esistenza di ulteriori dinamiche che emergerebbero dalla stessa indagine.

In particolare, Gallo richiama la necessità di accertare gli eventuali collegamenti tra i fenomeni di sfruttamento e la criminalità organizzata. “Siamo fiduciosi che anche su questi aspetti sarà fatta chiarezza”, aggiunge l’assessore, assicurando che la Regione continuerà a fare la propria parte affinché “l’agricoltura calabrese e, più in generale, l’intera economia regionale siano libere da ogni forma di sfruttamento e di condizionamento illegale”.

La Regione valuta la costituzione di parte civile

Sul fronte istituzionale, Gallo annuncia infine che, insieme al presidente Occhiuto e alla Giunta regionale, sarà valutata “nei tempi e nelle sedi opportune” la possibilità di una costituzione di parte civile della Regione Calabria nel procedimento penale che scaturirà dall’inchiesta.

Un eventuale passo che rafforzerebbe la posizione della Regione nella vicenda giudiziaria e che si inserisce nella linea annunciata dall’assessore: contrastare il caporalato, tutelare la dignità del lavoro e impedire che fenomeni di sfruttamento e illegalità possano condizionare lo sviluppo dell’economia calabrese.

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