9 Luglio 2026
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Catanzaro, bolletta dell’acqua da 4mila euro azzerata dopo la diffida del Codacons: “Ora si controllino tutte le fatture anomale”

L’errore riconosciuto dal Comune riaccende il caso delle maxi richieste agli utenti: l’associazione chiede una verifica generale prima del passaggio al nuovo gestore

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Una bolletta dell’acqua da quasi 4mila euro è stata completamente azzerata dal Comune di Catanzaro dopo la diffida presentata dal Codacons. La richiesta di pagamento, inizialmente notificata come somma dovuta dal cittadino, è stata annullata attraverso l’emissione di una nota di credito.
L’amministrazione ha riconosciuto la presenza di una “lettura errata”, procedendo alla rideterminazione dell’importo, sceso a circa 130 euro.
Un caso che, secondo il Codacons, non può essere archiviato come un semplice errore amministrativo.

Una maxi bolletta non è solo un disguido

“Una cosa è correggere una piccola imprecisione. Altra cosa è chiedere 4mila euro per consumi non dovuti”, sottolinea l’associazione.
Una cifra simile, per molte famiglie, non rappresenta soltanto un’anomalia contabile: può trasformarsi in paura, ansia, rischio di morosità e possibile avvio di procedure di recupero.
La domanda sollevata dal Codacons è diretta: cosa sarebbe accaduto se il cittadino non avesse contestato quella richiesta?
Avrebbe pagato? Sarebbe stato considerato moroso? La somma sarebbe rimasta registrata come credito? Sarebbe stata trasferita nella posizione dell’utente in vista del subentro del nuovo gestore del servizio idrico?
È proprio questo il punto che, secondo l’associazione, trasforma il singolo episodio in una questione di interesse pubblico.

Il nodo delle letture stimate e dei consumi fuori scala

Il Codacons riferisce di aver ricevuto numerose segnalazioni su fatture idriche considerate anomale, spesso basate su letture stimate o comunque difficili da verificare.
Il problema riguarda in particolare quei casi in cui nella stessa bolletta viene indicato un consumo medio annuo contenuto e, contemporaneamente, viene richiesto il pagamento di quantità di acqua molto superiori, calcolate sulla base di dati presunti.
“Prima si controlla. Poi, se il consumo è reale, si fattura. Non il contrario”, sostiene il Codacons.
Secondo l’associazione, una bolletta errata non resta un semplice foglio di carta: diventa una possibile morosità, un credito apparente nei sistemi contabili e una pretesa che, se non contestata, rischia di consolidarsi.

“Un credito fondato su una lettura errata non è un credito. È una pretesa inesistente”, viene ribadito.

La richiesta al Comune: “Servono verifiche su tutte le fatture 2024/2025”

Il Codacons chiede ora al Comune di Catanzaro di rendere pubblici alcuni dati: quante fatture relative al 2024 e al 2025 siano state emesse sulla base di letture stimate, quante presentino consumi fuori scala rispetto allo storico delle utenze, quante rettifiche siano state effettuate per “lettura errata” e quali controlli siano stati svolti prima dell’invio delle bollette.
Una richiesta che assume particolare rilevanza perché la fatturazione degli ultimi anni viene collegata al processo di allineamento delle posizioni degli utenti in vista del passaggio al nuovo gestore del servizio idrico.
“Proprio per questo serve una bonifica preventiva. Non si possono trasferire debiti inesistenti, morosità apparenti o crediti non verificati, costringendo domani i cittadini a difendersi davanti a un soggetto diverso per errori nati oggi”, afferma il Codacons.
L’associazione ha già coinvolto anche ARERA, chiedendo verifiche sul rispetto delle regole relative a misure, stime, tentativi di lettura, rettifiche e controlli sulla qualità del servizio.

Di Lieto: “L’acqua pubblica si difende tutelando i cittadini”

Sul caso interviene anche Francesco Di Lieto, che richiama il tema della tutela degli utenti.
“C’è poi un tema di coerenza che non può essere ignorato: non si può parlare di acqua pubblica, bene comune e tutela dei cittadini, e poi lasciare che nelle case arrivino bollette sproporzionate, fondate su letture errate, stimate o non chiaramente documentate”, afferma.
Secondo Di Lieto, la questione si inserisce in un quadro più ampio, considerando le segnalazioni degli utenti su disagi legati alla qualità dell’acqua, interruzioni del servizio e problemi quotidiani nella gestione della rete.
“Il cittadino non può subire due volte: prima un servizio che non sempre appare all’altezza di un bene essenziale; poi una fatturazione che pretende somme abnormi senza dimostrare, prima dell’invio della bolletta, la piena correttezza delle letture e dei consumi”, aggiunge.

“Il rischio è una tassa sulla disattenzione”

Per il Codacons la vicenda pone anche un problema sociale: non tutti gli utenti hanno gli strumenti per contestare una fattura errata.
“L’acqua pubblica non si difende con le dichiarazioni. Si difende impedendo che un cittadino venga travolto da una bolletta sbagliata”, afferma l’associazione.
Il timore è che a pagare siano soprattutto le persone più fragili: chi non sa interpretare una fattura, chi vive con risorse limitate, chi teme di diventare moroso e preferisce pagare senza contestare.
“Il rischio è evidente: si finisce per costruire una tassa sulla disattenzione. Paga chi non controlla. Paga chi non capisce. Paga chi non contesta. Paga chi è più fragile”, denuncia il Codacons.

Le richieste: stop alle anomalie e controlli prima del trasferimento al nuovo gestore

L’associazione chiede al Comune di sospendere le posizioni anomale, verificare d’ufficio le bollette sproporzionate, documentare le letture e bloccare solleciti e recuperi sulle fatture contestate.
Tra le richieste anche la possibilità per gli utenti di effettuare l’autolettura e la certificazione della correttezza delle posizioni prima di ogni trasferimento al nuovo gestore.
Ai cittadini che hanno ricevuto bollette dell’acqua molto superiori ai consumi abituali il Codacons consiglia di verificare subito la situazione: controllare il contatore, fotografarlo, conservare la documentazione e presentare reclamo chiedendo la sospensione della richiesta e il ricalcolo sulla base dei consumi effettivi.
Perché, conclude l’associazione, l’acqua è davvero pubblica solo quando il cittadino non viene lasciato solo a difendersi da una bolletta sbagliata.

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