9 Luglio 2026
9 Luglio 2026
spot_img

“Ndrangheta stragista bis, la Corte decide: attesa per la sentenza su Graviano e Filippone

I giudici della Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria si sono ritirati in camera di consiglio dopo le repliche finali. La Procura ha chiesto due ergastoli per gli imputati accusati degli attentati ai carabinieri nel 1994

spot_img

È iniziata l’attesa per la sentenza del processo “Ndrangheta stragista bis”. La Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria, presieduta dal giudice Angelina Bandiera con il giudice a latere Caterina Asciutto, è entrata in camera di consiglio al termine dell’ultima udienza.
Al centro del procedimento ci sono Giuseppe Graviano, boss siciliano già condannato per le stragi mafiose degli anni Novanta, e Rocco Santo Filippone, indicato dagli inquirenti come esponente della cosca Piromalli di Gioia Tauro.

La richiesta della Procura: due condanne all’ergastolo

Dopo l’annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, i giudici d’appello sono chiamati a pronunciarsi nuovamente sulle accuse contestate ai due imputati.
Il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo ha ribadito la richiesta di condanna all’ergastolo per entrambi, ritenendoli responsabili della strategia stragista che avrebbe colpito anche i carabinieri tra il 1993 e il 1994.
Secondo l’accusa, Graviano e Filippone sarebbero coinvolti nel duplice omicidio dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, uccisi il 18 gennaio 1994 lungo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, oltre che negli altri due attentati contro pattuglie dell’Arma.

Le ultime parole in aula prima del verdetto

Nel corso dell’udienza conclusiva ci sono state anche le dichiarazioni spontanee di Giuseppe Graviano, poi le repliche del procuratore Lombardo e quelle dei difensori degli imputati e dei rappresentanti delle parti civili.
Terminata la discussione, la Corte si è ritirata per deliberare.
La camera di consiglio dovrebbe proseguire almeno fino a domani pomeriggio, quando potrebbe arrivare il verdetto su uno dei procedimenti più delicati legati alla stagione delle stragi mafiose degli anni Novanta.
La decisione dei giudici dovrà stabilire se confermare l’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura o se modificare il quadro emerso nei precedenti gradi di giudizio.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor