10 Agosto 2026
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Catanzaro, svolta sulla depurazione: 148 milioni per il nuovo sistema a due poli

Approvato il Documento di indirizzo alla progettazione. L'intervento riguarderà 135 mila abitanti equivalenti e punta a superare le criticità storiche, anche rispetto alla procedura d'infrazione europea

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Dopo decenni di attese e progetti rimasti sulla carta, Catanzaro si avvia verso una nuova configurazione del sistema depurativo, con un investimento complessivo stimato in 148,4 milioni di euro per una capacità di 135 mila abitanti equivalenti.
Il progetto prevede il superamento dell’attuale modello attraverso due poli depurativi, destinati a servire aree differenti della città: uno a Germaneto e l’altro nell’area del Castace. La nuova impostazione dovrebbe consentire, una volta completata, di dismettere lo storico impianto di Verghello e procedere alla sua bonifica.
Il primo passo concreto è arrivato con l’approvazione del Documento di indirizzo alla progettazione (Dip) da parte del subcommissario Antonino Daffinà. Il provvedimento è necessario anche per poter procedere alla richiesta di ulteriori risorse finanziarie.

Un investimento che parte da 14,5 milioni

Il quadro economico complessivo supera i 148 milioni di euro, mentre una prima dotazione di 14,5 milioni è già disponibile e consentirà di avviare l’intervento sul polo di Germaneto.
L’opera sarà organizzata in cinque macro-fasi, con la possibilità di procedere successivamente attraverso lotti funzionali, così da accompagnare progressivamente la realizzazione dell’intero sistema.
“Il completamento del sistema depurativo consentirà di arrivare a una soluzione costruita sui due poli di Germaneto e Castace, permettendo la disattivazione e la contestuale bonifica integrale delle linee di trattamento dello storico depuratore di Verghello”, ha spiegato Daffinà.

Meno pressione sulla costa e sul Golfo di Squillace

Uno degli obiettivi centrali è la razionalizzazione della rete fognaria, evitando di dover realizzare lunghi collegamenti verso un unico impianto.
La nuova organizzazione dovrebbe inoltre ridurre alla fonte il carico organico, i nutrienti e i solidi sospesi destinati al sistema di trattamento, con effetti diretti sulla qualità ambientale del territorio.
Secondo Daffinà, questo consentirà di rafforzare la tutela del litorale del Golfo di Squillace, nell’area di Catanzaro Lido, contribuendo al mantenimento dell’attuale livello di qualità delle acque di balneazione.
L’intervento viene quindi presentato non soltanto come un’opera infrastrutturale, ma anche come uno strumento per migliorare la vivibilità del quartiere marinaro, tutelare l’ambiente e sostenere la vocazione turistica della città.

Fiorita: “Abbiamo cambiato impostazione”

Il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita rivendica il lavoro svolto dall’Amministrazione per modificare l’impostazione progettuale rispetto alle ipotesi del passato.
“Abbiamo promosso una decisa inversione di rotta rispetto al passato. È stato archiviato il vecchio modello incentrato sulla realizzazione di un unico e grande depuratore decentrato”.
Secondo Fiorita, quella soluzione non avrebbe tenuto adeguatamente conto della particolare conformazione urbanistica di Catanzaro, caratterizzata da una struttura policentrica e da distanze significative tra le diverse aree della città.
“Abbiamo invece lavorato per costruire una soluzione più moderna, sostenibile e funzionale, capace di coniugare la tutela dell’ambiente con quella del territorio e con le esigenze dei cittadini”.

L’obiettivo: superare una criticità che dura da decenni

Il nuovo assetto, sottolinea il sindaco, nasce dalla collaborazione tra Comune, Struttura commissariale e Regione, con il coinvolgimento degli uffici tecnici e di Sogesid.
“Il nuovo sistema articolato sui poli del Corace e del Castace rappresenta esattamente questa nuova visione. È un risultato importante che consente finalmente di guardare al completamento del sistema depurativo con una prospettiva concreta”.
L’obiettivo dichiarato è duplice: superare le criticità che da decenni interessano la depurazione a Catanzaro e creare le condizioni per la riqualificazione del quartiere marinaro e dell’intero territorio cittadino. Il nuovo sistema dovrebbe inoltre contribuire al superamento della procedura di infrazione comunitaria legata alla depurazione.

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