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10 Maggio 2026
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Depositi petroliferi a Vibo Marina, il rischio del rinnovo “condizionato”. Cascasi: “Un cavillo per non spostarli mai”

L’imprenditore: “Così si rischia di congelare la delocalizzazione, tradendo gli impegni assunti con la città e scoraggiando gli investimenti privati sul porto"

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Il dibattito sugli investimenti privati nel porto di Vibo Marina e sul futuro dei depositi costieri entra in una fase cruciale. Dopo le prese di posizione dell’amministrazione comunale e le informazioni rese pubbliche dal sindaco sui rapporti con i ministeri competenti, l’Autorità Portuale e la Meridionale Petroli, interviene l’imprenditore Francesco Cascasi, che chiede una scelta chiara e coerente sul rinnovo della concessione.

“Ubicazione ormai incompatibile con il porto”

Secondo Cascasi, la linea tracciata dal Comune è ormai inequivocabile. “La stessa amministrazione ha riconosciuto che l’attuale collocazione dei depositi è incompatibile con la destinazione dell’area portuale di Vibo Marina – afferma l’imprenditore –. È una realtà della quale devono prendere atto non solo l’Autorità Portuale, ma anche la proprietà della Meridionale Petroli”. Per Cascasi, continuare a insistere sulla permanenza degli impianti significherebbe forzare una situazione non più sostenibile: “Restare dove non si è più graditi né tollerati sarebbe una forzatura innaturale”.

Il ruolo del Comune e la rappresentanza della comunità

Pur riconoscendo che il parere del Comune in conferenza dei servizi non è formalmente vincolante, Cascasi sottolinea il valore politico e istituzionale dell’ente locale.
“Il Comune è titolare dell’assetto del territorio – spiega – ma soprattutto è l’ente che rappresenta la comunità di chi vive e lavora a Vibo Marina. Questo elemento non può essere considerato marginale”.

Il rischio del rinnovo “condizionato”

Nel mirino dell’imprenditore finisce l’ipotesi di un rinnovo della concessione con condizioni. “Avverto il pericolo del cavillo, del tentennamento, del pelo nell’uovo – osserva Cascasi –. Una volta rilasciata la concessione, questi elementi possono diventare il pretesto perfetto per sostenere che non esistono più le condizioni per la delocalizzazione“. Un rischio già visto, secondo l’imprenditore: “Quante volte abbiamo assistito a rimpalli di responsabilità che finiscono per lasciare tutto com’è?”.

“Meglio il diniego e una proroga tecnica”

Cascasi mette in dubbio anche la tenuta tecnica e giuridica di una concessione con clausole risolutive. “Non credo sia neppure tecnicamente possibile – afferma –. E in ogni caso, concedere il rinnovo significherebbe contraddire la premessa posta dallo stesso Comune, cioè l’assenza delle condizioni per farlo”. Da qui la proposta: “La scelta più nitida e coerente è un diniego al rinnovo, accompagnato da una proroga tecnica necessaria per completare le procedure di delocalizzazione, che sono già di per sé complesse e non brevi”.

Investimenti privati e affidamento giuridico

Il tema tocca direttamente anche gli investimenti privati sul porto. “La delibera del Consiglio comunale che impegna l’amministrazione alla delocalizzazione dei depositi costieri ha creato un affidamento negli investitori – ricorda Cascasi –. Le risorse vengono impegnate nella convinzione che si avvii un processo reale di bonifica e riqualificazione delle aree portuali”. Un affidamento che, secondo l’imprenditore, non è solo politico: “Ha anche una connotazione giuridica. Se quel messaggio venisse disatteso, non solo si bloccherebbero gli investimenti, ma potrebbero aprirsi anche ipotesi di contenzioso risarcitorio“.

“Serve coerenza per dare futuro a Vibo Marina”

La conclusione è un appello diretto alle istituzioni. “Occorre ancora uno sforzo di coerenza – conclude Francesco Cascasi –. Solo così Vibo Marina può finalmente trovare una nuova vita, liberando il porto da ciò che ne ha frenato lo sviluppo per troppo tempo”.

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