Una clamorosa svolta burocratica scuote l’esito delle consultazioni amministrative nel Reggino, trasformando il verdetto delle urne in un intricato caso istituzionale. Massimo Nucera, noto imprenditore locale e leader storico del sindacato dei balneari della provincia di Reggio Calabria, non è stato proclamato sindaco di Condofuri a causa di una presunta causa di incandidabilità. Il formale provvedimento di blocco è giunto direttamente dalla Prefettura di Reggio Calabria, che ha notificato la comunicazione ufficiale agli uffici del seggio elettorale principale del municipio.
La decisione degli organi di governo è scattata a seguito delle canoniche verifiche di rito effettuate sul casellario giudiziario dell’aspirante primo cittadino, un faldone documentale che era stato precedentemente trasmesso e sottoposto al vaglio della Commissione elettorale circoscrizionale. L’esito di questi controlli ha spinto le autorità a sospendere l’iter di insediamento, congelando di fatto la transizione amministrativa della cittadina in attesa che venga fatta piena luce sui profili di idoneità giuridica del candidato.
Il verdetto delle urne e il precedente commissariamento
Il blocco della proclamazione giunge come una vera e propria doccia fredda per la coalizione che aveva sostenuto l’imprenditore reggino. Massimo Nucera, che si era presentato agli elettori alla guida di una lista civica di area centrodestra, era riuscito a imporsi nella competizione elettorale conquistando il 40,53% dei voti validi. Un risultato importante che gli aveva permesso di superare gli altri due candidati alla carica di primo cittadino, entrambi sostenuti da altrettante liste civiche, staccando il diretto inseguitore con uno scarto di circa cento preferenze.
La vicenda va a innestarsi in un contesto politico locale già profondamente segnato da una forte instabilità istituzionale. Il Comune di Condofuri, che nel corso della passata legislatura era guidato da una coalizione di centrosinistra, proveniva infatti da un periodo di gestione straordinaria. L’ente locale era stato commissariato nel 2025 a causa del definitivo sfaldamento della maggioranza consiliare, un evento che aveva interrotto anticipatamente il mandato amministrativo e che oggi, alla luce di questo nuovo stop prefettizio, rischia di prolungare la paralisi gestionale del municipio reggino.








