Nel 2025 la Calabria si conferma una delle principali porte d’ingresso per i migranti diretti in Italia. Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Interno, nei primi otto mesi dell’anno sono stati 1.846 gli arrivi via mare registrati nella nostra regione, il secondo dato più alto a livello nazionale, subito dopo la Sicilia, che da sola ne concentra oltre 36.000.
Rispetto allo stesso periodo del 2024, la situazione appare sostanzialmente stabile, con un incremento nazionale del 2,44%, ma in forte diminuzione rispetto al 2023, quando l’Italia superò i 157.000 sbarchi.
La Calabria, nodo cruciale della rotta migratoria
La posizione geografica e la presenza di tratti costieri più esposti rendono la Calabria, soprattutto lungo il versante ionico, un punto di approdo frequente per le imbarcazioni in arrivo dal Nord Africa. Il Paese di partenza prevalente resta la Libia, che da sola rappresenta l’origine di oltre l’88% dei flussi diretti verso l’Italia nel 2025. Questo dato conferma un aumento marcato rispetto al 2024, mentre risultano fortemente ridotte le partenze da altri Paesi come la Tunisia e la Turchia.
I rischi in mare restano alti
Nonostante il calo complessivo degli sbarchi rispetto a due anni fa, le traversate nel Mediterraneo centrale continuano a rappresentare un pericolo. Secondo l’OIM, dall’inizio dell’anno sono già 427 le persone morte in mare e 319 quelle disperse, a conferma della necessità di rafforzare le operazioni di soccorso e monitoraggio.









