6 Novembre 2026
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Case gratis in Calabria, cosa c’è dietro l’annuncio di Occhiuto. Chi può averle, quali spese restano e quando arrivano le chiavi

Decine di messaggi a Calabria7 dopo il lancio di “Ripopola Calabria”. Abbiamo letto il bando e le convenzioni e contato gli alloggi nel catalogo. Sono 50 in 26 Comuni, concessi per dieci anni senza affitto dopo i lavori. Domande entro le 17 del 18 dicembre

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Un lettore siciliano che vive in Francia ci scrive che da tempo vorrebbe trasferirsi in Calabria. Adesso vuole sapere da dove cominciare. Dal Nord Italia c’è chi dice che, se l’offerta è vera, è pronto a lasciare tutto. Qualcuno lascia il proprio numero di telefono su Messenger. Dopo il nostro primo articolo sono arrivati decine di messaggi. Ci hanno scritto pensionati, giovani e liberi professionisti, dalla Francia, dalla Polonia, dalla Macedonia del Nord e dalla Svizzera. C’è chi chiede dove si presenta la domanda, chi pensa di poter comprare casa e chi vuole sapere se sia davvero possibile vivere in un borgo calabrese senza pagare l’affitto.

Il bando esiste. La Regione lo ha approvato con il decreto n. 18785 del 4 novembre 2026 e le candidature sono aperte. Per capire che cosa significa la promessa di Roberto Occhiuto di “vivere in Calabria a zero euro”, bisogna leggere anche il contratto che l’assegnatario firmerà con il Comune. È lì che si trovano le spese a suo carico, gli obblighi di residenza e i tempi che separano una casa vista sullo schermo da una casa in cui si può entrare.

Dieci anni senza affitto. Le bollette restano

La Regione finanzia il recupero, il Comune cura i lavori e conserva la proprietà dell’immobile. Con il verbale di consegna delle chiavi iniziano i dieci anni di comodato gratuito. L’assegnatario ha di regola 30 giorni per trasferire la residenza e deve vivere stabilmente nell’abitazione per tutta la durata del contratto. Sono vietati la sublocazione e l’uso della casa come sede di attività commerciali o professionali.

Chi entra dovrà mettere in conto volture, bollette, manutenzione ordinaria e oneri d’uso, oltre alle imposte eventualmente dovute. Dovrà provvedere anche agli arredi. La manutenzione straordinaria spetta al Comune, salvo i danni imputabili all’assegnatario. Alla scadenza, Regione e Comune potranno prevedere un rinnovo o un riscatto a prezzo calmierato. Il bando attuale non dà diritto ad acquistare la casa.

Nelle precedenti iniziative delle case a 1 euro, la cifra simbolica è il prezzo della compravendita. Chi firma il rogito diventa proprietario e si fa carico delle spese notarili e dei lavori di ristrutturazione, secondo le condizioni fissate dal singolo Comune. Con Ripopola Calabria la casa resta di proprietà del Comune e la Regione finanzia i lavori. Chi ottiene l’alloggio può viverci per dieci anni senza pagare un affitto, a condizione che vi trasferisca e mantenga la residenza. Restano a suo carico bollette, arredi e manutenzione ordinaria. Alla scadenza dei dieci anni, l’eventuale acquisto dipenderà da nuove decisioni di Regione e Comune.

Dal lettore in Francia al pensionato che vive al Nord

Per il lettore siciliano che vive in Francia, il primo dato da controllare è l’iscrizione all’AIRE. Se è cittadino italiano iscritto all’anagrafe degli italiani residenti all’estero e ha gli altri requisiti, può candidarsi dalla Francia. Può farlo anche un pensionato che vive al Nord da almeno tre anni. L’avviso è aperto ai maggiorenni e non prevede un limite massimo d’età o una soglia Isee. Chiede la residenza fuori dalla Calabria da almeno tre anni, un indirizzo PEC e di non aver mai beneficiato di contributi pubblici per acquistare un’abitazione. Prevede anche cause ostative legate a determinate condanne e alla normativa antimafia. Chi risiede già in Calabria è escluso. Chi possiede una casa può candidarsi, anche se la proprietà può incidere in caso di parità in graduatoria.

Per chi scrive dall’estero conta anche la cittadinanza. Un cittadino francese o polacco può accedere con un’identità digitale riconosciuta dal sistema eIDAS. A chi ha la cittadinanza di un Paese terzo, come la Macedonia del Nord, l’avviso chiede un titolo che consenta la residenza in Italia e una credenziale ammessa dal portale. Per chi ha soltanto la cittadinanza svizzera, il bando non indica un percorso specifico. Il settore regionale può chiarire quale documentazione accetta.

Da Cessaniti a Lattarico, la casa si sceglie in base a chi ci vivrà

A Cessaniti, nel Vibonese, le due case del catalogo sono entrambe in via Bellini. Misurano 85 metri quadrati ciascuna e rientrano nella fascia prevista per tre persone. Chi pensa di trasferirsi da solo deve invece cercare tra 40 e 59 metri quadrati. Al 6 novembre, fra le 50 proposte, ce ne sono soltanto quattro di quelle dimensioni. Una ad Alessandria del Carretto, una a Cellara e due a Lattarico. Per due persone la fascia va da 60 a 79 metri quadrati, per tre da 80 a 100, per nuclei da quattro a sette persone da 101 a 140.

Il Cosentino concentra 29 alloggi su 50. Oltre ai tre paesi con proposte per chi vive da solo, nel catalogo ci sono Altilia, Belmonte Calabro, Cerisano, Dipignano, Lago, Laino Borgo, Mongrassano, Rovito, San Lorenzo Bellizzi, San Vincenzo la Costa, Scigliano e Torano Castello. Le 12 case del Catanzarese si trovano ad Amato, Centrache, San Floro, San Mango d’Aquino, Torre di Ruggiero e Zagarise. Nel Reggino sono sei, tra Grotteria, Sant’Ilario dello Ionio e Santo Stefano in Aspromonte. Completano la mappa le due di Cessaniti e l’unica proposta del Crotonese, a Caccuri.

Dalla domanda alle chiavi possono passare molti mesi

La candidatura si presenta sul portale Ripopola Calabria entro le 17 del 18 dicembre 2026, ora italiana. Si entra con SPID, CIE o un’identità digitale eIDAS, si compila il profilo e si indicano fino a tre abitazioni compatibili con il proprio nucleo, in ordine di preferenza. La domanda risulta inviata quando il sistema genera il numero di protocollo. Il bando e le guide, anche in inglese, si trovano nella sezione Documentazione. Per assistenza si può scrivere a ripopola@regione.calabria.it.

Ogni casa avrà una propria graduatoria. Le domande ammissibili partono da 50 punti su 100. Un emigrato calabrese di ritorno può ottenere 10 punti se rientra nella definizione del bando, che richiede almeno cinque anni continuativi fuori regione. I figli fiscalmente a carico valgono fino a 10 punti, la presenza di una persona con disabilità ne vale 6 e il lavoro agile documentato 4. Ci sono punti anche per famiglie con un solo genitore, giovani coppie, autonomi e alcune categorie di professionisti. A parità si guarda prima al punteggio per la disabilità, poi all’assenza di diritti su abitazioni in Italia, con le eccezioni previste. Se la parità persiste, ha precedenza il candidato più giovane.

Anche chi arriva primo deve aspettare. Dopo la graduatoria, Regione e Comune firmano la convenzione. È da quella firma che decorrono i 18 mesi massimi previsti per la riqualificazione. La consegna può avvenire entro 20 giorni dal collaudo, una volta completate le verifiche. Le immagini del catalogo mostrano anche come le abitazioni potranno apparire dopo il recupero. La data del trasloco dipenderà dall’andamento del singolo cantiere.

I conti del piano e la prova dei borghi

I 20 milioni di euro del Piano di sviluppo e coesione riguardano l’intero programma. L’avviso indica una dotazione di 17.507.892,45 euro. Un decreto di luglio fissa in 1.420.533,46 euro il quadro economico della piattaforma digitale, per un contratto di 24 mesi. Per i lavori il tetto è di 2.000 euro a metro quadrato lordo, fino a 280 mila euro per alloggio. Quanto costerà recuperare ciascuna casa si vedrà negli atti di concessione e nei conti dei cantieri.

I Comuni hanno segnalato 328 alloggi. Il decreto ne ammette 112 alla pubblicazione e ne indica 65 con riserva, in attesa di approfondimenti. Oggi si può concorrere per le prime 50 case in catalogo. Se tutte saranno abitate, il piano regionale stima circa 110 nuovi residenti nei 26 Comuni, poco più del 2% del calo demografico atteso al 2035 negli stessi territori. Ad Alessandria del Carretto, che contava 352 abitanti al 1° gennaio 2025, l’arrivo di una sola famiglia si sentirebbe già.

Antonello Talerico, della segreteria regionale di Forza Italia, ha contestato l’efficacia del piano se al recupero delle abitazioni non si accompagnano lavoro e servizi. È una questione che riguarda anche chi ci scrive oggi. Dopo aver scelto una casa, bisogna capire come raggiungere la scuola, dove trovare un medico o da dove lavorare. I messaggi arrivati in redazione dicono quanta attenzione ha suscitato l’annuncio. Tra un anno dalla consegna, il dato da cercare sarà quante famiglie vivono ancora nei borghi che hanno scelto.

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