Un nuovo ribasso sul gasolio, ma la distanza tra il prezzo consigliato e il tetto massimo dichiarato resta evidente. Eni ha ridotto di 2 centesimi al litro il prezzo consigliato del diesel, portandolo da 2,21 a 2,19 euro al litro.
Con questa modifica, il listino torna al livello del primo price cap comunicato dalla compagnia il 25 settembre. Il limite ufficiale indicato da Eni, tuttavia, rimane fissato a 2,25 euro al litro.
Il taglio riguarda il prezzo consigliato ai distributori e non equivale necessariamente a una riduzione applicata in modo uniforme su tutta la rete. Il costo effettivo alla pompa può infatti variare in base al gestore, alla disponibilità del carburante e alle condizioni del singolo impianto.
Faib Confesercenti e Fegica: “Il tetto volontario non basta”
La nuova riduzione non risolve, secondo le organizzazioni dei gestori, le criticità del meccanismo adottato su base volontaria. Faib Confesercenti e Fegica contestano il funzionamento del sistema e chiedono un intervento normativo che introduca un limite ai prezzi dei carburanti con regole valide per tutti.
In una nota diffusa nell’ambito della discussione sul price cap, le due associazioni denunciano le difficoltà incontrate dagli automobilisti nella ricerca dei distributori con i prezzi più bassi.
“Appena all’ottavo giorno di price cap dei trenta annunciati, il tetto, almeno sul gasolio, salta via come un tappo di bottiglia”, affermano le organizzazioni dei gestori.
La critica riguarda soprattutto le differenze tra gli impianti che applicano il prezzo più conveniente e quelli che restano su livelli superiori. Secondo la nota, una parte dei distributori con il prezzo ribassato si troverebbe senza prodotto disponibile a causa dei limiti della logistica, mentre altri impianti continuerebbero a vendere a prezzi più alti, con il rischio di accumulare carburante invenduto.
Distributori in difficoltà e mercato diviso
Le associazioni descrivono una situazione che, a loro giudizio, rischia di alimentare tensioni lungo tutta la filiera. Da una parte ci sono gli automobilisti che cercano i distributori più convenienti e possono trovarsi davanti a impianti senza carburante; dall’altra, gli operatori che lamentano gli effetti delle differenze di prezzo sulla concorrenza.
Nella stessa comunicazione, Faib Confesercenti e Fegica riferiscono le proteste dei retisti indipendenti e delle pompe bianche, oltre alle preoccupazioni espresse da autotrasportatori, agricoltori e pescatori.
La questione, sostengono le associazioni, non riguarda soltanto il costo sostenuto da chi fa rifornimento, ma anche gli effetti dei prezzi dei carburanti sui costi delle attività produttive e, più in generale, sull’economia nazionale.
La proposta: un price cap introdotto per legge
La richiesta dei rappresentanti dei gestori è quella di superare il sistema volontario attraverso un tetto ai prezzi stabilito per legge. La misura, secondo la loro proposta, dovrebbe avere carattere temporaneo, essere proporzionata alla situazione e basarsi su criteri trasparenti e parametri oggettivi.
L’obiettivo indicato nella nota è contenere il costo dei carburanti senza compromettere la continuità degli approvvigionamenti e il funzionamento concorrenziale del mercato.
“Una cosa è fuori di dubbio: i prezzi dei carburanti debbono per forza essere contenuti. Lo si deve a chi fa il pieno e ancora di più ai fondamentali dell’economia del Paese”, scrivono Faib Confesercenti e Fegica.
Le associazioni aggiungono che “un tetto, un vero price cap, introdotto per via legislativa, con una struttura temporanea, proporzionata, trasparente, fondata su parametri oggettivi e idonea a preservare sia l’approvvigionamento sia il funzionamento concorrenziale del mercato, è la strada maestra”.
Si tratta della posizione espressa dalle organizzazioni di categoria, che chiedono quindi un intervento pubblico con regole uniformi, in alternativa a un meccanismo affidato alle decisioni volontarie degli operatori.
La proposta sarà presentata il 12 ottobre a Roma
Faib Confesercenti e Fegica hanno annunciato la presentazione della loro “Proposta di intervento straordinario sui prezzi dei carburanti – price cap” in occasione del Confesercenti Forum 2026.
La conferenza stampa è prevista per il 12 ottobre alle ore 12, in Piazza del Popolo, a Roma. L’appuntamento servirà a illustrare nel dettaglio la proposta delle due associazioni per un intervento straordinario sui prezzi.
Nel frattempo, il quadro resta caratterizzato da un nuovo ribasso del prezzo consigliato da Eni e dalla richiesta dei gestori di introdurre un limite legislativo. Il prezzo indicato dalla compagnia per il gasolio è sceso a 2,19 euro al litro, mentre il tetto ufficiale comunicato da Eni rimane a 2,25 euro.















