L’inchiesta della Procura di Roma legata al Ponte sullo Stretto continua ad alimentare il dibattito politico e istituzionale. Sulla vicenda è intervenuta il sindaco di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, che ha richiamato la necessità di fare piena chiarezza nel rispetto delle indagini in corso.
“Sono garantista, ma serve trasparenza”
Commentando gli sviluppi dell’inchiesta, Caminiti ha ribadito il proprio approccio garantista, evidenziando come allo stato attuale si sia ancora nella fase delle indagini.
Il sindaco ha sottolineato che la presenza di avvisi di garanzia e attività investigative non equivale all’accertamento di responsabilità penali, ma ha aggiunto che, per una questione di correttezza istituzionale ed etica pubblica, la situazione deve essere chiarita. “È ovvio che per una questione di etica della politica, tutto questo adesso va assolutamente chiarito”
Il riferimento al progetto del Ponte
Nel suo intervento, la prima cittadina ha ricordato come il Ponte sullo Stretto rappresenti uno dei temi più rilevanti del dibattito nazionale degli ultimi anni. Secondo Caminiti, proprio la centralità dell’opera rende necessario che ogni aspetto emerso dall’indagine venga approfondito dagli organi competenti, evitando però conclusioni anticipate.
“Le valutazioni sui reati spettano alla magistratura”
Il sindaco ha inoltre rimarcato la distinzione tra il piano politico-amministrativo e quello giudiziario. A suo avviso, la politica può esprimere valutazioni sugli atti amministrativi e sulle scelte legate alla gestione delle procedure, mentre eventuali profili di rilevanza penale devono essere accertati esclusivamente dalla magistratura. “La nostra può essere una valutazione su fatti amministrativi, non certo su fatti di reato”
Il richiamo alla responsabilità della politica
Caminiti ha infine invitato il mondo politico a riflettere sul proprio atteggiamento nei confronti delle vicende giudiziarie, evidenziando come le posizioni debbano essere assunte sulla base di fatti accertati e non di semplici ipotesi investigative. Resta fermo che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità potranno essere accertate solo dagli organi giudiziari competenti.









