La depurazione torna al centro dell’agenda regionale proprio alla vigilia dell’estate, quando la qualità delle acque diventa non solo una questione ambientale, ma anche un tema di salute pubblica, immagine turistica e tenuta economica dell’intera fascia costiera vibonese. Il punto è stato fatto in Prefettura, a Vibo Valentia, nel corso di un tavolo tecnico convocato dal prefetto Anna Aurora Colosimo e dedicato alle problematiche dell’inquinamento marino, al funzionamento degli impianti di depurazione dei comuni costieri e alle azioni da mettere in campo per prevenire nuove criticità lungo il litorale.
Alla riunione hanno preso parte la procuratrice facente funzioni Concettina Iannazzo, l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, i sindaci dei comuni costieri, i rappresentanti delle forze dell’ordine, della Guardia costiera, Sorical e gli organismi tecnici impegnati nelle attività di monitoraggio e protezione ambientale.
Il caso Vibo: Silica, Portosalvo e il torrente Sant’Anna
Il passaggio più delicato riguarda il territorio comunale di Vibo Valentia e, in particolare, gli impianti Silica e Portosalvo, sui quali sono in corso opere per circa 9 milioni di euro. Si tratta di interventi considerati strategici perché legati anche alla tutela del mare di Bivona e al superamento di una criticità storica: il rapporto tra il sistema depurativo e il torrente Sant’Anna, indicato negli anni come uno dei punti sensibili per la qualità delle acque lungo una delle spiagge più frequentate del territorio comunale.
L’obiettivo è evitare che il percorso dei reflui depurati continui a rappresentare un fattore di rischio per il tratto di mare interessato, soprattutto nei periodi di maggiore pressione antropica. Il collegamento tra il depuratore della Silica e quello di Portosalvo dovrebbe consentire di convogliare le acque trattate verso la condotta sottomarina, allontanandole dalla battigia e riducendo il rischio di trascinamento verso il mare di sedimenti e materiali accumulati nel letto del torrente.
La scadenza del 30 giugno
Secondo quanto riferito dall’assessore regionale all’Ambiente, gli interventi principali in corso sugli impianti vibonesi dovrebbero concludersi entro il 30 giugno. Montuoro ha spiegato che la Regione sta seguendo il cronoprogramma dei lavori e che nei prossimi giorni sarà effettuato un sopralluogo per verificare lo stato dei cantieri e comunicare l’esito definitivo degli interventi. “Abbiamo fatto un focus insieme ai sindaci sulle principali problematiche che riguardano particolarmente la tutela del mare”, ha affermato l’assessore al termine della riunione. Il vertice, ha aggiunto, è stato anche “l’occasione per confrontarci sui tanti interventi che la Regione ha effettuato su questa fascia costiera insieme a Sorical e soprattutto per fare una riflessione sulle azioni future da intraprendere”.
Montuoro: “Siamo in dirittura d’arrivo”
Sul collegamento tra i due depuratori, Montuoro ha usato parole nette: “Siamo in dirittura d’arrivo per risolvere un problema ultra-ventennale e per dare la possibilità ai cittadini di poter usufruire di una spiaggia alla quale sono molto legati”. Una frase che fotografa il peso della vicenda. Perché la depurazione, nel Vibonese, non è soltanto una questione tecnica. È un tema che negli anni ha prodotto divieti di balneazione, proteste, polemiche e un diffuso senso di sfiducia da parte dei cittadini, soprattutto nelle aree costiere più esposte.
L’assessore ha indicato anche un secondo passaggio operativo, con una previsione leggermente più lunga: “Dovrebbe essere completato entro i primi 15 giorni di luglio”. Nei prossimi giorni, ha annunciato ancora Montuoro, la Regione darà comunicazioni più dettagliate sugli ulteriori interventi programmati per la depurazione nel Vibonese.
Nuovi investimenti sugli impianti del territorio
Montuoro ha annunciato che sono in programma altri interventi sulla depurazione del Vibonese, con l’obiettivo di continuare a investire risorse per efficientare gli impianti. “Vogliamo continuare su questa direzione”, ha spiegato l’assessore. “Investiremo ingenti risorse per cercare di ammodernare e intervenire su tutti quegli impianti di depurazione che hanno bisogno di investimenti importanti e per supportare i sindaci nelle azioni che quotidianamente portano avanti”. Il tema sarà al centro anche di un nuovo confronto con i sindaci della fascia tirrenica, convocato insieme al presidente della Regione Roberto Occhiuto, per fare il punto sugli investimenti in corso, sugli interventi già realizzati e sulle azioni ancora da programmare.
La Prefettura prepara i controlli
Accanto al capitolo degli investimenti, c’è quello dei controlli. La Prefettura intende rafforzare il coordinamento tra forze dell’ordine, autorità marittima, Comuni e organi tecnici per intercettare tempestivamente eventuali criticità. “L’intento”, ha spiegato il prefetto Anna Aurora Colosimo, “è quello di mettere insieme le esigenze del territorio. Con le forze di Polizia andremo a programmare, nella prossima riunione del Comitato di ordine e sicurezza pubblica, ulteriori azioni di controllo”.
Si tratterà di controlli mirati soprattutto a individuare sversamenti, situazioni anomale e possibili fonti di contaminazione che richiedono un monitoraggio costante. “Il lavoro che la Regione sta compiendo”, ha affermato ancora la prefetta, “sarà trasferito sul territorio, anche attraverso le forze di Polizia”.
Sversamenti abusivi e segnalazioni: il ruolo dei sindaci
Il prefetto ha insistito sulla necessità di una circolazione rapida delle informazioni. I sindaci, in questo quadro, diventano il primo presidio istituzionale sul territorio: devono segnalare anomalie, criticità e situazioni sospette con tempestività, in modo da consentire interventi immediati. Colosimo ha definito la riunione “importante e ormai consolidata negli anni, perché consente di mettere insieme tutte le esigenze del territorio” su una problematica rispetto alla quale “c’è una sensibilità ormai molto matura”. Il monitoraggio resta il tema centrale. “Monitorare diventa fondamentale”, ha detto il prefetto, “perché, pur trovandoci di fronte a un sistema di depurazione molto più organizzato rispetto al passato, gli sversamenti abusivi sono sempre in agguato”.









