In occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio, nella quale persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, il cappellano universitario don Corapi lancia un appello alle nuove generazioni affinché rompano il muro del silenzio e contribuiscano a costruire una cultura della legalità fondata sul coraggio della verità.
“La mafia vince quando scegliamo il silenzio”
“Quello che fa davvero paura – afferma don Corapi – non è soltanto la mafia. A fare paura sono il silenzio, l’indifferenza e la rassegnazione. È quando ci abituiamo al male, quando scegliamo di voltare lo sguardo, che la criminalità trova terreno fertile.”
Secondo il cappellano universitario, il ricordo di Paolo Borsellino non può limitarsi a una commemorazione simbolica, ma deve tradursi in un impegno concreto e quotidiano, soprattutto nell’educazione delle coscienze delle nuove generazioni.
“La legalità è una scelta di vita”
“Abbiamo il dovere di alzare la testa e chiamare le cose con il loro nome. La legalità non è uno slogan, ma una scelta di vita che richiede coraggio, responsabilità e libertà. I giovani devono essere protagonisti di questo cambiamento, senza cedere alla cultura dell’omertà e dell’indifferenza.”
Per don Corapi, sono proprio i giovani a rappresentare la risorsa più importante nella costruzione di una società capace di contrastare ogni forma di criminalità e di affermare i valori della giustizia.
L’appello a istituzioni, scuola e famiglie
Nel giorno dedicato al ricordo di uno dei simboli della lotta alla mafia, don Corapi invita istituzioni, scuola, università, Chiesa e famiglie a fare rete per formare cittadini liberi, consapevoli e responsabili.
“Il sacrificio di Paolo Borsellino ci ricorda che la giustizia ha bisogno di donne e uomini che non abbassino mai la testa. Il modo migliore per onorarne la memoria è non smettere mai di avere il coraggio della verità.”











