3 Agosto 2026
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Università in centro? Una buona idea, ma serviva una visione: le scelte contraddittorie a Catanzaro

Catanzaro fa un passo avanti e due indietro. Arriva la Magna Graecia nel cuore della città, ma il Liceo più importante della Calabria va a Siano. Senza case, bus e servizi le aule universitarie resteranno vuote. È questo il piano per salvare il centro?

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Il ritorno dell’Università Magna Graecia nel centro storico di Catanzaro rappresenta, almeno nelle intenzioni, una scelta condivisibile. Restituire funzioni culturali e accademiche al cuore della città significa investire nella sua identità, nella sua storia e nella sua capacità di attrarre giovani. È difficile essere contrari a questa scelta.

La domanda è un’altra

La domanda, tuttavia, è un’altra: perché questo progetto arriva solo oggi? E soprattutto: esiste davvero una strategia complessiva di rilancio del centro storico oppure si tratta di interventi isolati, magari in ottica elettorale? Il centro di Catanzaro avrebbe dovuto essere oggetto di un grande progetto di rigenerazione urbana molti anni fa. Non bastano alcune aule universitarie per riportare la vita in centro. Gli studenti scelgono una città universitaria quando trovano servizi efficienti, collegamenti rapidi, alloggi, biblioteche aperte, spazi di aggregazione, locali, attività culturali e una mobilità moderna. Se questi elementi non vengono costruiti contestualmente, il rischio è evidente. Gli studenti infatti continueranno a vivere e a frequentare le aree che già oggi offrono queste opportunità, come Catanzaro Lido, dove negli anni si è sviluppata spontaneamente una parte importante della vita sociale universitaria, nonostante gli affitti siano spesso limitati da settembre a giugno. Per questo motivo il dibattito non dovrebbe essere “Germaneto contro il centro”. Sarebbe un errore. Germaneto rappresenta un patrimonio costruito in oltre vent’anni di investimenti pubblici. Qui si concentrano i dipartimenti scientifici, il Policlinico universitario, i laboratori di ricerca, le infrastrutture tecnologiche e assistenziali che hanno consentito all’Università Magna Graecia di crescere e di acquisire un ruolo nazionale. Questo patrimonio deve essere rafforzato, non contrapposto al centro storico. La vera sfida consiste nel rendere complementari i due poli, attraverso collegamenti rapidi, una mobilità efficiente e una pianificazione urbanistica capace di far dialogare le diverse anime della città.

L’elemento che rende il dibattito complesso

C’è però un elemento che rende il dibattito ancora più complesso e che rischia di indebolire la credibilità della strategia complessiva. Da una parte si sostiene che il centro storico debba tornare ad essere popolato da studenti e giovani attraverso il ritorno dell’università. Dall’altra, una delle più importanti istituzioni scolastiche della Calabria, il Liceo Scientifico “Luigi Siciliani”, è stato trasferito in questi giorni nella nuova sede di Siano, allontanandolo proprio dal centro cittadino. Un percorso avviato negli anni per ragioni legate alla nuova struttura scolastica e tuttora al centro del dibattito pubblico anche per gli aspetti legati alla viabilità e ai servizi. È qui che emerge una domanda legittima. Se l’obiettivo è ripopolare il centro storico con migliaia di giovani, perché contemporaneamente si sposta fuori dal centro uno degli istituti superiori che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento della vita cittadina? Non si tratta di mettere in discussione la qualità della nuova sede del liceo, ma di interrogarsi sulla coerenza delle politiche urbane. Una città cresce quando le decisioni seguono una visione comune; quando invece una scelta sembra andare in una direzione e un’altra nella direzione opposta, è inevitabile che i cittadini si chiedano quale sia il progetto complessivo.

Potenzialmente una città universitaria moderna

La rigenerazione urbana di un centro storico non si realizza spostando semplicemente funzioni da un quartiere all’altro. Si costruisce attraverso una pianificazione che tenga insieme università, scuole, cultura, commercio, mobilità, sicurezza, residenzialità e qualità dello spazio pubblico. Catanzaro possiede tutte le potenzialità per diventare una città universitaria moderna, capace di valorizzare contemporaneamente il campus di Germaneto e il proprio centro storico. Ma ciò richiede una strategia chiara, condivisa e coerente nel tempo. Le grandi trasformazioni urbane non si misurano dal numero di edifici che cambiano destinazione d’uso, ma dalla capacità di creare luoghi nei quali studenti, ricercatori, famiglie e imprese scelgano spontaneamente di vivere, studiare e investire. La sfida che è chiamata oggi ad affrontare Catanzaro non scegliere tra il centro e Germaneto o Lido, ma costruire finalmente una città nella quale le diverse parti si rafforzino reciprocamente, evitando decisioni che rischiano di trasmettere un messaggio opposto rispetto agli obiettivi dichiarati.

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