3 Agosto 2026
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Regione Calabria, il valzer dei dirigenti: 17 assegnati d’ufficio e cinque raddoppiano (NOMI)

La DGR 475 ridisegna gli equilibri alla Cittadella: tredici candidati rimasti senza individuazione vengono ricollocati, quattro ottengono una destinazione senza avere presentato domanda. E per Ernesto Forte le caselle diventano due

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Più che un semplice elenco di nomi, gli allegati alla deliberazione di Giunta regionale n. 475 del 29 luglio 2026 sono una radiografia aggiornata del potere amministrativo alla Cittadella. Dicono chi resta, chi cambia Dipartimento, chi raddoppia, chi aveva presentato domanda ma non era stato individuato e chi, pur non avendo partecipato all’interpello, viene comunque assegnato d’ufficio.

La premessa tecnica è necessaria: la Giunta assegna i dirigenti ai Dipartimenti e alle strutture apicali, mentre il conferimento dello specifico incarico di Settore compete successivamente ai dirigenti generali. Non tutte le caselle dell’elenco, quindi, equivalgono già a una poltrona definitiva. Ma la geografia è tracciata e le differenze tra candidature, proposte di individuazione e decisioni finali sono già piuttosto eloquenti.

Sessantaquattro nomi e nessuno lasciato senza destinazione

Nell’Allegato A compaiono complessivamente 64 dirigenti. Stefania Buonaiuto è indicata in aspettativa perché incaricata quale dirigente generale reggente del Dipartimento Bilancio, Finanze e Patrimonio. Per gli altri 63, la distribuzione è questa: 40 sono dirigenti già assegnati al Dipartimento presso il quale vengono individuati; 4 risultano richiesti da un Dipartimento diverso da quello di appartenenza; 17 vengono collocati d’ufficio e 2 sono direttamente individuati dalla Giunta regionale.

La parte più interessante non è quella delle conferme, che rappresentano la maggioranza, ma il blocco delle assegnazioni d’ufficio. 13 dirigenti avevano regolarmente partecipato all’interpello, ma la loro candidatura non si era tradotta in una proposta di individuazione. Nel prospetto, accanto ai loro nomi, compare infatti la formula “nessuna individuazione”: Francesco Costantino, Emerenziana Romeo, Luciano Finati, Barbara Aversa, Giovanni Pulvirenti, Francesca Palumbo, Roberta Paviglianiti, Sabina Scordo, Consolata Loddo, Maria Rosaria Mesiano, Maria Rosa Nasso, Giovanni Pandullo e Vincenzo Ferrari.

Non si tratta, dunque, di dirigenti che non avevano presentato domanda. Al contrario, erano candidati alla procedura, ma nessuna delle candidature aveva condotto a un’individuazione proposta in loro favore. A quel punto è intervenuta la Giunta, assegnandoli comunque d’ufficio. Costantino, Romeo, Finati e Mesiano confluiscono nella Sostenibilità ambientale; Pulvirenti, Pandullo e Ferrari nell’Agricoltura; Aversa nella Salute; Palumbo al Bilancio; Paviglianiti alla Programmazione unitaria; Scordo all’Inclusione sociale e Welfare; Loddo all’Autorità di Audit; Nasso alle Infrastrutture. Sono dirigenti di ruolo che l’Amministrazione deve utilizzare e ai quali deve assicurare una collocazione organizzativa. Resta però significativo che la destinazione finale sia stata stabilita d’ufficio, dopo che le loro domande non avevano prodotto alcuna proposta di individuazione. In altre parole: avevano partecipato al valzer, ma il Dipartimento è stato scelto dalla Giunta.

4 non presentano domanda, ma l’assegnazione arriva lo stesso

Diverso e ancora più curioso è il caso dei dirigenti inseriti nella distinta sezione intitolata “Dirigenti senza candidatura”. Sono 4: Ernesto Forte, Maria Francesca Gatto, Maria Gabriella Rizzo e Francesco Venneri. Questi, a differenza dei tredici precedenti, non avevano presentato domanda nell’ambito dell’interpello. Anche per loro la Giunta procede d’ufficio. Forte viene assegnato alla UOA Politiche della Montagna; Rizzo al Dipartimento Inclusione sociale, Sussidiarietà e Welfare. Per Gatto e Venneri gli allegati parlano espressamente di conferma della reggenza, rispettivamente della UOA Istruzione e Sviluppo dei talenti e della UOA Transizione digitale.

La mancanza di candidatura, pertanto, non impedisce l’assegnazione e, in due casi, nemmeno la conferma dell’incarico già esercitato in reggenza. Il dato più saporito riguarda Ernesto Forte: senza candidatura nella procedura principale, viene assegnato alla UOA Politiche della Montagna e compare anche nell’Allegato B quale dirigente assegnato ad interim al Dipartimento Bilancio, Finanze e Patrimonio. Nessuna domanda nell’interpello, dunque, ma due caselle nella nuova mappa.

I 5 che raddoppiano

L’Allegato B individua cinque dirigenti destinatari di una seconda assegnazione ad interim: Sergio Nicola Tassone resta al Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree produttive e viene assegnato ad interim anche al Dipartimento per la Valorizzazione del capitale umano e l’Innovazione nel lavoro pubblico; Ernesto Forte viene assegnato alla UOA Politiche della Montagna e, ad interim, al Dipartimento Bilancio, Finanze e Patrimonio; Ersilia Amatruda resta all’Inclusione sociale, Sussidiarietà e Welfare e viene assegnata ad interim al Turismo, Cultura e Identità territoriale; Alessandra Celi resta alla Protezione civile e riceve l’interim al Dipartimento Asset strategici, Attrazione degli investimenti e Saperi; Pietro Cerchiara resta alle Infrastrutture e viene assegnato ad interim alla Sostenibilità ambientale.

Gli interim sono temporanei e dagli allegati non è possibile quantificare l’eventuale trattamento economico aggiuntivo. Sul piano organizzativo, però, il significato è chiaro: mentre alcuni dirigenti vengono collocati d’ufficio dopo avere presentato una candidatura rimasta senza individuazione, altri estendono il proprio raggio d’azione su due Dipartimenti.

Le due scelte dirette della Giunta e il peso delle UOA

Maria Antonella Cauteruccio e Paola Rizzo non appartengono né al gruppo dei candidati rimasti senza individuazione né a quello dei dirigenti senza candidatura. Accanto ai loro nomi compare direttamente la formula “individuazione della G.R.”. La prima viene assegnata alla UOA Sviluppo sistemi culturali; la seconda alla UOA Funzioni trasversali.

Non sono caselle marginali. La precedente DGR 673 del 20 dicembre 2025, che aveva istituito le quattro UOA Funzioni trasversali, Transizione digitale, Sviluppo sistemi culturali e Istruzione e sviluppo dei talenti, ricordava che il trattamento economico dei relativi responsabili è equiparato a quello dei dirigenti generali, ridotto del dieci per cento.

Cauteruccio e Rizzo erano già state individuate per le medesime UOA nel dicembre 2025. Adesso ricompaiono come scelte dirette della Giunta, mentre Gatto e Venneri, pur non avendo presentato candidatura al nuovo interpello, vengono confermati in reggenza nelle altre due strutture. Il risultato è che tutte e quattro le UOA considerate strategiche continuano a essere presidiate: due attraverso l’individuazione diretta della Giunta e due mediante la conferma d’ufficio delle reggenze.

Macrì, dal Consiglio alle Infrastrutture e poi al Governo del territorio

Tra i nomi politicamente più riconoscibili resta quello di Domenico Macrì, già capo di Gabinetto del presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso. Dopo la conclusione dell’incarico al Consiglio e il rientro in servizio il 12 novembre 2025, Macrì era stato assegnato alle Infrastrutture per il conferimento di una reggenza temporanea. Appena un mese dopo, con la DGR 673, era passato al Dipartimento Governo del territorio, Difesa del suolo e Politiche per la casa.

La nuova deliberazione consolida quest’ultima collocazione. Una traiettoria rapida: dal vertice politico del Consiglio regionale alle Infrastrutture e, subito dopo, al Governo del territorio. Formalmente tutto lineare; amministrativamente, un percorso che racconta quanto velocemente possano cambiare gli equilibri interni alla macchina regionale.

I traslochi e il “caso boomerang”

Quattro posizioni sono classificate come individuazioni di dirigenti già assegnati a un altro Dipartimento, con conseguente richiesta di nuova assegnazione. Saveria Cristiano viene destinata all’Agricoltura, Aree interne e Politiche di connessione territoriale; Elvira Costantino al Segretariato generale; Giuseppe Pavone al Lavoro, Imprese e Aree produttive.

La quarta posizione è quella di Giovanni Aramini. Nella colonna relativa alla proposta di individuazione compare il Dipartimento Governo del territorio, Difesa del suolo e Politiche per la casa, mentre la determinazione finale lo assegna alla Sostenibilità ambientale. Una proposta di trasferimento che, almeno leggendo il risultato riportato nell’allegato, si conclude con il ritorno alla precedente collocazione.

Il risultato complessivo non è una rivoluzione. È piuttosto una redistribuzione chirurgica delle leve amministrative: molte conferme, alcuni traslochi mirati, tredici candidature rimaste senza individuazione ma recuperate attraverso l’assegnazione d’ufficio, quattro assegnazioni effettuate in totale assenza di candidatura e cinque doppi incarichi ad interim. In fondo, il messaggio degli allegati è persino più chiaro delle formule regolamentari: alla Cittadella si può presentare domanda e finire altrove, non essere individuati e ricevere comunque una destinazione oppure non candidarsi affatto e ritrovarsi ugualmente assegnati. Le caselle difficilmente restano vuote. E, qualche volta, una sola casella non basta.

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