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22 Maggio 2026
22 Maggio 2026
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Malati di tumore in preghiera da Mamma Natuzza: “Le chiediamo il miracolo ad alta voce”

Nella Cappella di Paravati il pellegrinaggio dei sofferenti che invocano la Serva di Dio. La testimonianza di Maria Teresa: "Ho un cancro terminale, davanti alla sua tomba trovo la forza di resistere"

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Centinaia le persone malate di tumore che si recano per pregare e chiedere il miracolo della guarigione nella Cappella che custodisce le spoglie mortali di Mamma Natuzza. Un esercito di “sofferenti” che invocano l’intercessione della Mistica per dare “posa al loro dolore immenso”.

La testimonianza di Maria Teresa: “Cerco la quiete dell’anima”

“Quando vengo – ha raccontato Maria Teresa di Messina – dalla Serva di Dio cerco la “quiete” dell’anima. Invoco il perdono per i miei peccati e la forza di continuare a vivere in questa fase terminale del mio cancro che mi sta distruggendo il corpo. Non c’è giorno che non provo dolore e disperazione. Ma quando vengo a trovare Mamma Natuzza provo sollievo perché le chiedo il miracolo ad alta voce. Sono convinta che mi ascolta. Presta attenzione alle mie parole che scaturiscono da un cuore provato dalla malattia. A gridate le dico: Mamma Natuzza proprio adesso mi vuoi abbandonare. Voglio essere guarita. Se devo morire perché il miracolo non mi viene fatto allora tu e la Madre Celeste datemi la forza di resistere. Proprio quando smetto di parlarle (come ad una Madre) e gridare al cielo iIl mio dolore sento dentro di me una forza che mi spinge ad andare avanti per il bene di mio marito, dei miei figli e dei miei nipotini. Per loro voglio vivere. La mia è una resistenza contro il dolore che mi perseguita notte e giorno. Chi vuole bene Mamma Natuzza non si deve arrendere mai. Anzi li invito a chiedere la sua consolazione con tutta la forza che hanno in corpo perché li ascolta. Non vi vergognate quando siete davanti alla sua tomba. Pregate e chiedete ad alta voce. Vi ascolteranno sia lei che il Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime. La sento vicino a me mentre le parlo ad alta voce”.

Il legame profondo con i malati

Mamma Natuzza ha sempre avuto un legame profondo e intimo con i malati, offrendo loro conforto spirituale, speranza e sostegno nella sofferenza. Attraverso la preghiera e un forte amore materno, la mistica di Paravati ha accompagnato innumerevoli persone nella loro lotta contro gravi patologie.

Il rapporto tra Natuzza e i malati di tumore si articola in alcuni punti fermi della sua spiritualità: Accettazione e conforto. Natuzza non prometteva guarigioni miracolose automatiche, ma invitava i malati ad accogliere la sofferenza offrendola a Gesù e alla Madonna. L’importanza della medicina. Un elemento cardine del suo consiglio era l’affidamento ai medici. Aiutava i malati a credere nella scienza e nelle possibilità di cura terrena, unendo a queste la forza della preghiera. Preghiera costante. Spesso esortava i fedeli e chi soffriva a recitare il Rosario e a chiedere l’intercessione divina per ottenere forza e consolazione.

Il testamento spirituale della mistica di Paravati

Sono migliaia le testimonianze di persone che si rivolgono a lei per chiedere aiuto nella malattia. Mai perdere di vista il suo testamento spirituale. Il suo insegnamento ultimo è sempre stato quello di non fermarsi alla sua figura terrena, ma di elevare lo sguardo verso la fede. Numerose testimonianze di guarigioni e conversioni sono state raccolte da chi le stava accanto. Natuzza Evolo accoglie il dolore e con le sue preghiere fa di tutto per lenirlo.

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