L’obesità continua ad avanzare in Italia e lo fa seguendo dinamiche sempre più preoccupanti. A lanciare il nuovo allarme sono i dati Istat 2025 presentati a Roma durante l’ottava edizione dell’Italian Barometer Obesity Forum, dedicato al tema “Obesità in Italia 2026: dati, impatti, prospettive politico-sanitarie e legislative di intervento”.
L’incremento più marcato interessa le donne tra i 18 e i 34 anni, la cui prevalenza è passata dal 3,6% del 2016 al 6,3%, con una crescita del 75% nell’arco di un decennio. Anche tra gli uomini della stessa fascia d’età il fenomeno risulta in aumento, seppur con un ritmo inferiore, passando dal 4,6% al 6,2%.
L’incremento prosegue anche nelle fasce successive: tra i 35 e i 44 anni l’incidenza sale dall’8,5% al 10,3%, mentre tra i 45 e i 54 anni raggiunge il 12,5%, rispetto all’11,1% registrato nel 2016.
Minori sempre più esposti: oltre uno su quattro è in eccesso di peso
Particolarmente significativa è la situazione che riguarda bambini e adolescenti.
Secondo il rapporto Istat 2025, il 26% dei minori tra i 3 e i 17 anni presenta un eccesso ponderale, percentuale che raggiunge il 32,3% nella fascia compresa tra 3 e 10 anni.
L’indagine evidenzia inoltre un forte legame tra condizioni socioeconomiche e obesità infantile. La quota sale infatti al 35,8% quando entrambi i genitori sono in sovrappeso o obesi, mentre risulta più elevata nelle famiglie con minori disponibilità economiche e con livelli di istruzione più bassi.
“Il fenomeno colpisce maggiormente chi dispone di meno strumenti economici e culturali”, ha spiegato Roberta Crialesi, dirigente del Servizio Sanità, salute e assistenza dell’Istat, illustrando i dati presentati durante il Forum.
Le conseguenze sulla salute: diabete, malattie cardiovascolari e fertilità
Gli esperti sottolineano come l’obesità rappresenti una patologia complessa, capace di coinvolgere numerosi apparati dell’organismo.
“La vera gravità dell’obesità risiede nella sua natura multisistemica, associandosi a numerose complicanze come diabete di tipo 2, ipertensione, dislipidemie, apnea ostruttiva del sonno, osteoartrosi e malattie cardiovascolari“, ha dichiarato Paolo Sbraccia, presidente della Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation e docente dell’Università di Roma Tor Vergata.
Lo specialista ha richiamato l’attenzione anche sulle ripercussioni nelle donne più giovani.
“L’obesità triplica il rischio di infertilità, aumenta le probabilità di aborto e riduce progressivamente le possibilità di concepimento con l’aumentare dell’indice di massa corporea. Inoltre, aggrava la sindrome ovarica poliendocrino-metabolica, influenzando sia la funzione riproduttiva sia quella metabolica”, ha precisato Sbraccia nel corso dell’incontro.
Sud più colpito, Calabria tra le regioni con distribuzione più uniforme
Il quadro territoriale conferma un marcato divario tra Nord e Sud.
Secondo i dati Istat, il Molise registra la maggiore incidenza di obesità, con il 14% della popolazione interessata, seguito da Puglia (13,2%), Sicilia (12,5%) e Campania (12%).
Sul versante opposto si collocano Toscana (8,7%), Provincia autonoma di Bolzano (8,8%) e Liguria (9,3%).
Per quanto riguarda la Calabria, il report non la inserisce tra le regioni con la prevalenza più elevata, ma evidenzia un altro elemento: insieme a Veneto, Emilia-Romagna e Basilicata, presenta una distribuzione dell’obesità relativamente omogenea sul territorio regionale, senza le forti disuguaglianze interne osservate in altre aree del Paese.
Sedentarietà in calo, ma resta un fattore di rischio decisivo
Un dato incoraggiante riguarda la diminuzione della sedentarietà, scesa dal 41,4% del 2016 al 32,4%.
Nonostante il miglioramento, quasi un italiano su tre continua a non praticare attività fisica, con una prevalenza maggiore tra le donne (35,8%) rispetto agli uomini (28,8%).
Il rapporto evidenzia inoltre che chi conduce una vita sedentaria presenta una probabilità significativamente più alta di sviluppare obesità: la prevalenza raggiunge infatti il 15,8%, contro il 9,5% osservato tra chi svolge regolarmente attività fisica. Le informazioni riportate derivano dai dati Istat 2025 presentati nel corso dell’Italian Barometer Obesity Forum 2026 e dalle dichiarazioni rese dagli esperti intervenuti durante l’evento.










