23 Luglio 2026
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Pollino devastato dalle fiamme, bruciati 900 ettari tra boschi e macchia mediterranea

Il commissario straordinario dell’Ente Parco Luigi Lirangi traccia il primo bilancio: colpiti soprattutto Morano Calabro, San Basile e Saracena

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Il versante calabrese del Parco nazionale del Pollino conta i danni dopo il vasto incendio che per circa una settimana ha interessato l’area. Secondo una prima valutazione fornita dall’Ente Parco, le fiamme hanno distrutto circa 900 ettari di territorio, una superficie che porta il bilancio complessivo vicino ai mille ettari di vegetazione compromessa.

A tracciare un primo quadro della situazione è stato il commissario straordinario del Parco, Luigi Lirangi, precisando che si tratta di una stima ancora provvisoria e che ulteriori verifiche saranno necessarie per definire con maggiore accuratezza l’impatto dell’incendio.

Le aree maggiormente colpite

I danni più rilevanti si sono concentrati nel territorio di Morano Calabro, dove sono andati distrutti circa 600 ettari di vegetazione, mentre altre zone interessate sono quelle di San Basile e Saracena, rispettivamente con circa 178 e 140 ettari coinvolti. Il fuoco ha colpito soprattutto ampie aree di macchia mediterranea, boschi misti di latifoglie e conifere, con una prevalenza di leccio, oltre a una zona caratterizzata da una fustaia di pino nero nata da un vecchio intervento di rimboschimento.

Salve le aree naturalistiche più importanti

Nonostante l’estensione dell’incendio, il commissario del Parco ha sottolineato come siano state preservate le parti più delicate e preziose del patrimonio naturale del Pollino. I secolari pini loricati, le roverelle monumentali e i boschi più rari presenti alle quote più elevate non sono stati raggiunti dalle fiamme. Il rogo, infatti, non ha interessato il Dolcedorme né i versanti più incontaminati della catena montuosa, evitando danni alle aree di maggiore valore ambientale.

Il ruolo delle condizioni climatiche

Secondo le prime ricostruzioni dell’Ente Parco, l’incendio non sarebbe partito all’interno del perimetro dell’area protetta, ma da una zona esterna successivamente interessata dalla propagazione delle fiamme. A determinare l’espansione del fronte di fuoco avrebbero contribuito condizioni meteorologiche particolarmente critiche, con temperature elevate, forte siccità e raffiche di vento che hanno favorito il rapido avanzamento dell’incendio verso il territorio del Parco nazionale del Pollino.

Le attività di monitoraggio e valutazione dei danni continueranno nei prossimi giorni per stabilire l’effettiva entità delle conseguenze sul patrimonio ambientale dell’area protetta.

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