“Ora che il nuovo servizio di portierato è partito, il sindaco Enzo Romeo spieghi ai cittadini quale sia la sua effettiva utilità, quale necessità abbia determinato questa scelta e, soprattutto, quale maggiore sicurezza e controllo venga garantito rispetto al precedente sistema”. A chiederlo è la consigliera comunale del Gruppo Misto Antonella Petracca, che pone l’attenzione anche sugli orari previsti dal servizio.
Le due questioni: orari e come si effettua il controllo
“Parliamo di un servizio che comporta una spesa di circa 25.000 euro. Per questo è doveroso capire cosa ricevano concretamente i cittadini in cambio. Gli orari, in particolare, meritano una spiegazione: lunedì, mercoledì e venerdì: presidio fino alle 13.00, poi vuoto dalle 13.00 alle 19.00, per poi tornalle 19.00 per la chiusura; martedì e giovedì: vuoto dalle 13.00 alle 15.00, chiusura alle 17.30 per tornare alle 19.00 per chiudere. Di fronte a questi intervalli – sottolinea Petracca – è legittimo chiedere chi garantisca il controllo degli accessi e la gestione di eventuali criticità quando il portierato passivo non è presente. Ma c’è un’altra questione fondamentale: se il servizio nasce anche per garantire il controllo degli accessi, come viene effettuato concretamente questo controllo? Dall’avvio del servizio giovedì 1 ottobre chi entra nel Palazzo Municipale non viene invitato a dichiarare dove debba recarsi o quale ufficio debba raggiungere, quale funzione di controllo degli accessi viene effettivamente svolta?”.
“E se occorre intervenire in un’altra ala?”
Dice, inoltre, la consigliera: “E ancora: con una sola unità all’ingresso principale, cosa accade se è necessario intervenire in un’altra parte dell’edificio? E la tanto decantata vigilanza passiva notturna quante verifiche garantisce concretamente? La società privata risponde direttamente degli eventuali danni al patrimonio comunale? Non contesto a priori l’affidamento esterno ma chiedo che il Sindaco spieghi alla cittadinanza la necessità di questa scelta, gli obiettivi del servizio, le modalità con cui vengono controllati gli accessi, la copertura effettiva e il rapporto tra costi e benefici. Si sceglie di smantellare un servizio che funzionava in maniera continuativa per sostituirlo con un modello spezzettato, discontinuo e costoso. Qual è la reale urgenza e impellenza che ha giustificato questa scelta? Con quali criteri precisi è stata individuata la ditta aggiudicataria? E da quali capitoli di bilancio si sta attingendo per coprire questi circa 25.000 euro?”
Il “pianto del coccodrillo”
Petracca conclude: “Ci troviamo di fronte a un quadro economico e gestionale che lascia sconcertati. Da un lato assistiamo a un utilizzo del Fondo di Riserva dell’Ente portato quasi al prosciugamento per far fronte a capitoli di spesa che appaiono legati alla normale ordinarietà e non a eventi imprevedibili ed eccezionali. Viene da chiedersi: se domani, Dio non voglia, si dovesse verificare una vera ed impropria emergenza per la città, con quali coperture e in che modo l’amministrazione Romeo intenderebbe correre ai ripari? O dovremmo assistere al solito “pianto del coccodrillo” dopo aver prosciugato le casse che un buon padre di famiglia definirebbe semplicemente irragionevole e illogico? I cittadini hanno il diritto di sapere perché si spendono risorse pubbliche e, soprattutto, quale servizio concreto ricevono in cambio. Il Sindaco venga nel merito e lo spieghi alla città”.













