2 Ottobre 2026
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Processo sul naufragio di Cutro, il contrammiraglio Sciarrone: “La Guardia di finanza rifiutò il supporto della Guardia costiera”

Nuova udienza nel processo sul naufragio di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023. Davanti al Tribunale di Crotone il contrammiraglio Giuseppe Sciarrone ha ricostruito le comunicazioni: "Ci dissero che la motovedetta era già in mare", ha dichiarato

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Prosegue il processo sul naufragio di Cutro, la tragedia del 26 febbraio 2023 in cui persero la vita 94 migranti. Nell’udienza odierna ha testimoniato il contrammiraglio Giuseppe Sciarrone, comandante della Direzione marittima di Reggio Calabria, ricostruendo le comunicazioni intercorse nelle ore precedenti al disastro.

“La Guardia di finanza respinse il nostro aiuto”

Nel corso della deposizione, Sciarrone ha riferito che la Guardia costiera aveva offerto supporto operativo alla Guardia di finanza nelle ricerche del caicco Summer Love, ma che tale disponibilità sarebbe stata respinta.

“Le parole della Finanza chiusero quell’interlocuzione. Rimasero d’accordo che, nel caso, avrebbero approfittato delle nostre motovedette”, ha dichiarato il contrammiraglio.

Secondo l’ufficiale, la Guardia costiera operò sulla base delle informazioni ricevute nel corso della notte.

“Mi aspettavo che le cose che ci erano state dette quella notte fossero rispondenti a quelle comunicazioni, perché quello che abbiamo fatto è stato fatto in base a quelle comunicazioni”, ha spiegato.

“Ci dissero che la motovedetta era già in mare”

Rispondendo alle domande del pubblico ministero Matteo Staccini, Sciarrone ha ricostruito le telefonate intercorse tra i due corpi.

“Io non sapevo chi ci fosse in mare quella notte. Nella chiamata che ha fatto il nostro operatore ci è stato detto che la motovedetta V5006 della Guardia di finanza era in mare e avrebbe atteso il caicco in zona. L’operatore ha dato per scontato che quell’informazione fosse corretta”, ha affermato.

“L’intercettazione del caicco era possibile”

Nel corso della testimonianza, il contrammiraglio ha espresso anche una valutazione tecnica sulla possibilità di intercettare l’imbarcazione prima del naufragio.

“Secondo me l’intercetto del caicco era possibile, perché se non riescono a intercettare un bersaglio che naviga a sei nodi verso costa…”, ha dichiarato.

La classificazione dell’evento e il ruolo di Frontex

Sciarrone ha affrontato anche il tema della mancata attivazione di un’operazione Sar (Search and Rescue), spiegando che l’evento venne inizialmente classificato come operazione di law enforcement, cioè di polizia.

“Nell’avviso di Frontex non c’era scritto da nessuna parte che fossero migranti. Ho letto il messaggio: c’era scritto possible people“, ha riferito.

Secondo il contrammiraglio, la prima valutazione spettava proprio all’aereo di Frontex, che, sulla base delle condizioni meteo e della navigabilità dell’imbarcazione, classificò l’intervento come operazione di polizia e non di soccorso.

“Tuttavia era ovvio che bisognava intercettare la barca, era doveroso”, ha aggiunto.

Il mancato tracciamento del caicco

Un altro passaggio della deposizione ha riguardato il periodo compreso tra il primo avvistamento dell’imbarcazione, alle 22:26, e il successivo rilevamento alle 3:34, durante il quale il caicco non sarebbe stato monitorato.

“Questo bisogna chiederlo a Frontex, che avrebbe dovuto tracciarlo e restare sull’obiettivo. Non è stato tracciato”, ha concluso il contrammiraglio.

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