Torso nudo, costume e piedi scalzi nel borgo? Vietato. Massaggi e trattamenti estetici abusivi sul litorale? Vietati. Treccine e acconciature afro su tutto il territorio comunale? Vietate anche quelle. Tropea stringe le maglie sul decoro urbano e sulla tutela della salute pubblica nel pieno della stagione turistica. Il sindaco Giovanni Macrì ha firmato nuove ordinanze per restituire piena attualità a provvedimenti già introdotti negli anni scorsi e, secondo l’amministrazione comunale, progressivamente finiti in secondo piano. L’obiettivo è chiaro: evitare che la città, e in particolare il suo centro storico, venga vissuta come una prosecuzione della spiaggia. “Siamo perfettamente consapevoli – sottolinea il primo cittadino – che spesso, nelle destinazioni balneari, vi è l’attitudine a considerare tutto in funzione mare e tutto in stile balneare. Tuttavia non è tollerabile accettare o far finta di non vedere che si pensi di essere ancora al mare anche quando si passeggia nel salotto del nostro borgo”.
<h2>Torso nudo, costume e piedi scalzi: nel borgo scatta il divieto</h2>
Le nuove disposizioni ribadiscono il divieto di circolare nel borgo a torso nudo, in costume da bagno o a piedi scalzi. Una linea già tracciata negli anni passati e ora rilanciata dall’amministrazione Macrì per contrastare comportamenti ritenuti incompatibili con il decoro di una destinazione turistica internazionale.
Per il sindaco non si tratta soltanto di una questione estetica, ma anche di rispetto degli spazi pubblici e dell’identità del centro storico. Da qui la scelta di rimettere al centro norme che, secondo l’amministrazione, avevano perso forza nella percezione collettiva.
«Non facciamo altro – spiega Macrì – che rinnovare quanto avevamo già previsto e messo in campo sin dal 2019 con ordinanze poi recepite dai nostri regolamenti. Oggi è necessario restituire attualità e smalto a quelle regole fondamentali di decoro e igiene pubblica».
Massaggi abusivi e trattamenti estetici: multe anche per i clienti
Il giro di vite riguarda anche il litorale. L’ordinanza vieta lo svolgimento e la fruizione di massaggi, trattamenti pseudo-terapeutici e pratiche estetiche non autorizzate. Il provvedimento nasce dall’analisi dei rischi igienico-sanitari legati a prestazioni effettuate da operatori privi dei requisiti richiesti e in contesti non idonei.
Secondo il Comune, la manipolazione eseguita in assenza di condizioni igieniche adeguate può esporre cittadini e turisti al rischio di infezioni cutanee. Ulteriori pericoli derivano dall’utilizzo di oli, lozioni e prodotti di provenienza ignota, che se applicati sulla pelle sotto il sole possono provocare reazioni allergiche e fenomeni di fotosensibilizzazione. La novità più rilevante è il principio della responsabilità bilaterale: la sanzione amministrativa, da 125 a 500 euro, potrà essere applicata sia a chi effettua abusivamente la prestazione sia al cliente che decide di usufruirne.
Treccine e acconciature afro vietate su tutto il territorio comunale
Tra le novità introdotte dalle ordinanze c’è anche il divieto di realizzare treccine e acconciature afro su tutto il territorio comunale, non soltanto sulle spiagge. Una misura che l’amministrazione collega alla stessa esigenza di contrastare pratiche abusive, prive di autorizzazioni e potenzialmente rischiose sotto il profilo igienico-sanitario. Il Comune punta anche sulla prevenzione informativa. Per strutture ricettive e stabilimenti balneari scatterà l’obbligo di esporre al pubblico un estratto dell’ordinanza, in modo da informare turisti e ospiti sulle nuove regole. Sono previste sanzioni anche per chi non espone correttamente gli avvisi.
Stabilimenti responsabili in solido e allontanamento dei trasgressori
Il provvedimento coinvolge direttamente anche i titolari delle concessioni demaniali. Qualora le violazioni vengano accertate all’interno di uno stabilimento balneare, il concessionario potrà essere ritenuto responsabile in solido con i trasgressori. In caso di violazioni reiterate nelle aree sensibili, la Polizia Locale potrà inoltre applicare misure di allontanamento immediato. L’obiettivo dichiarato è evitare che le pratiche abusive si radichino nei luoghi a maggiore presenza turistica, compromettendo sicurezza, decoro e qualità dell’offerta.
Centro storico, stop ai cantieri privati e ai rumori fino al 30 settembre
Macrì ha firmato anche un’altra ordinanza, relativa alla sospensione temporanea delle attività edilizie private e delle lavorazioni rumorose nel centro storico e in piazza Vittorio Veneto durante il periodo di massima affluenza turistica. Le disposizioni saranno in vigore da domenica 5 luglio fino al 30 settembre 2026 e si applicheranno al centro storico, a piazza Vittorio Veneto e alle aree immediatamente adiacenti ad alto flusso turistico.
Stop, dunque, a demolizioni, ricostruzioni, ristrutturazioni, restauri, rifacimenti di facciate e a qualsiasi lavorazione capace di produrre rumori, polveri o vibrazioni, indipendentemente dal titolo edilizio posseduto. Vietato anche l’utilizzo di martelli demolitori, fletti, betoniere, gru, escavatori, compressori e attrezzature simili. Entro cinque giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza, i privati dovranno rimuovere ponteggi, recinzioni, cassoni, macerie e mezzi d’opera, restituendo le aree al pubblico decoro. Le autorizzazioni di occupazione del suolo pubblico per fini edili si intendono sospese.
Le eccezioni e le sanzioni
La sospensione non si applica alle opere pubbliche o di pubblico interesse, agli interventi urgenti sulle reti di servizi come acqua, energia elettrica, gas e telecomunicazioni, né ai lavori di somma urgenza della Protezione civile o necessari a eliminare pericoli imminenti per la pubblica incolumità. Eventuali deroghe potranno essere autorizzate solo in casi di assoluta e documentata urgenza dal responsabile dell’Area Governo del Territorio. La vigilanza sarà affidata alla Polizia Locale. In caso di violazione sono previste sanzioni amministrative da 125 a 500 euro, oltre al ripristino dei luoghi a spese dei responsabili e alla sospensione delle autorizzazioni. Per l’inquinamento acustico le multe potranno arrivare da 2mila a 20mila euro.










