Il cammino che condurrà al Catanzaro Pride, in programma per l’8 agosto 2026, si fa sempre più intenso. Il comitato organizzatore sta costruendo un percorso capillare sul territorio, caratterizzato da incontri e iniziative che pongono al centro il tema dell’inclusione e dei diritti civili.
Il Comitato Catanzaro Pride e l’associazione Arciequa hanno preso recentemente parte al Salimora Pride a Capo Vaticano. In questa occasione, è stata presentata una performance dedicata alla memoria di Mirko e Kathy e dell’attivista Federico Pace (ragazzo transgender vittima di una recente aggressione a Roma). Gli organizzatori hanno spiegato il senso del gesto: “È proprio a queste persone che abbiamo voluto dedicare il nostro pensiero, con la volontà di trasformare il dolore in partecipazione, memoria e lotta condivisa“.
L’entusiasmo della comunità: il successo a Lamezia Terme
La crescente partecipazione attorno alla manifestazione è confermata dai numeri: l’incontro tenutosi il 3 luglio presso il Caffè Retrò di Lamezia Terme ha registrato la presenza di oltre 120 persone. “La serata ha mostrato ancora una volta come l’onda dell’Orgoglio e del Catanzaro Pride stia attraversando tutta la provincia e la regione, coinvolgendo sempre più persone in un percorso collettivo di visibilità, diritti e partecipazione”.
Il Pride come atto politico per il riconoscimento dei diritti
Il presidente di Arciequa ha ribadito il valore della manifestazione, sottolineando che “Il Pride è memoria, diritti e partecipazione“. L’impegno ha una valenza che trascende la celebrazione: “Ecco perché servono i Pride: per far capire a chi governa che è fondamentale proteggere la comunità con leggi contro l’omolesbobitransfobia“.
In questo percorso di avvicinamento, gli organizzatori guardano all’8 agosto come a un momento di resistenza: “In questo percorso di avvicinamento al Catanzaro Pride dell’8 agosto, ogni appuntamento rappresenta per noi non solo un momento di presenza pubblica, ma anche un’occasione per ribadire il senso profondo del Pride: stare accanto a chi subisce violenza, a chi viene discriminato, picchiato, deriso o bullizzato, ma continua comunque ad alzare la voce, a resistere e a denunciare“. Il Pride, concludono dal comitato, rimane “non soltanto una celebrazione, ma anche un atto politico e collettivo di difesa dei diritti, della dignità e della libertà di tutte e tutti”










