5 Luglio 2026
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Sanità vibonese: il Pd promuove il confronto sulla legge di iniziativa popolare della Cgil per il rilancio del sistema pubblico

Un dibattito aperto sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale, tra criticità locali e proposte di rilancio

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Nei giorni scorsi, il Partito Democratico di Vibo ha organizzato un momento di riflessione pubblica dedicato al futuro del sistema sanitario calabrese, prendendo le mosse della proposta di legge di iniziativa popolare proposta dalla CGIL intitolata “Io Firmo – il diritto alla salute“. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di avviare un confronto costruttivo per il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale, affinché torni ad essere un pilastro universale e pubblico.

All’evento hanno partecipato figure importanti tra cui Enzo Scalise, Segretario Generale CGIL Area Vasta CZ-KR-VV, e Rosellina Madeo, Consigliere Regionale PD e Vice Presidente della Commissione Sanità, insieme a numerosi rappresentanti della società civile e del mondo sanitario.

Gli obiettivi della proposta

La proposta di legge punta a rendere concreto e inalienabile il diritto alla salute in ogni angolo del Paese, chiedendo con forza che la sanità venga esclusa dalle logiche dell’autonomia differenziata. Il progetto mira a invertire la tendenza di declino del sistema, proponendo un rafforzamento strutturale basato su investimenti concreti, come l’incremento del finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale al 7,5% del PIL. Questo intervento è considerato fondamentale per valorizzare adeguatamente chi opera ogni giorno nel settore e per avviare un piano di assunzioni a tempo indeterminato, necessario per garantire prevenzione, assistenza, cura e, soprattutto, per abbattere le lunghe liste d’attesa che affliggono i cittadini. Il testo, inoltre, pone l’accento sullo sviluppo omogeneo dell’assistenza territoriale previsto dal DM 77/2022, includendo Case della Comunità e Ospedali di Comunità, oltre a misure specifiche per le persone non autosufficienti, che in Italia rappresentano quasi quattro milioni di cittadini.

Le difficoltà sul territorio vibonese

Nonostante l’utilizzo dei fondi PNRR per la creazione di centri di assistenza territoriale in Calabria, la realtà locale mostra un volto difficile, segnato dalla mancanza cronica di personale e dalle ripercussioni di politiche nazionali poco attente alla medicina di prossimità. Nel vibonese, la situazione è resa ancora più complessa da una carenza di organico stimata attorno al 10%, un deficit che risente di logiche orientate quasi esclusivamente al rientro dal disavanzo economico, trascurando i reali bisogni della popolazione. Attualmente, il sistema sanitario del territorio regge soltanto grazie all’abnegazione e al profondo senso del dovere di medici e infermieri, i quali però sono ormai arrivati al limite della sopportazione.

Azienda Zero e le prospettive future tra burocrazia e nuove proposte

Il dibattito ha toccato anche il tema dell’Azienda Zero, che nelle intenzioni iniziali del presidente Occhiuto doveva rappresentare uno strumento di snellimento amministrativo e centralizzazione virtuosa dei concorsi pubblici. Il bilancio attuale sembra diverso, con la creazione di un vero e proprio ingorgo burocratico che ha rallentato le procedure di reclutamento e sottratto alle ASP la necessaria autonomia per gestire le emergenze e le carenze improvvise di personale. Davanti a questo scenario, il Partito Democratico ha annunciato che porterà proposte concrete di miglioramento in seno alla prossima Conferenza dei Sindaci dell’ASP di Vibo Valentia. I temi principali saranno il servizio di emergenza-urgenza 118, le prospettive dell’assistenza territoriale e le criticità complessive che colpiscono la sanità provinciale, con l’impegno costante di sollecitare risposte tempestive da parte di tutte le istituzioni coinvolte.

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