Quando si parla di sanità, l’attenzione si concentra spesso sulle liste d’attesa, sulle nuove tecnologie o sugli investimenti strutturali. Tutti aspetti importanti. Esiste però una risorsa senza la quale nessuna riforma può funzionare: il capitale umano. La disponibilità di medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e personale amministrativo rappresenta il principale indicatore della capacità di un ospedale di garantire cure tempestive, sicure e di qualità. Nel caso dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro, i dati pubblici consentono su questo aspetto delicato quanto essenziale, alcune riflessioni.
I numeri della carenza di organico
Secondo la programmazione aziendale, la dotazione organica minima necessaria è pari a 3.160 dipendenti a tempo indeterminato, mentre il personale effettivamente in servizio risultava pari a 2.919 unità, con una differenza di 237 professionisti. Tra le assunzioni considerate prioritarie figuravano 96 medici, 80 infermieri, 30 operatori socio-sanitari, 11 dirigenti sanitari e 20 unità di personale amministrativo, professionale e tecnico. Senza considerare le assunzioni da prevedere se come più volte affermato, nel 2027 sarà aperto un nuovo pronto soccorso al Policlinico.
Una difficoltà che riguarda tutto il sistema sanitario
Si tratta di numeri che non devono essere letti con allarmismo, bensì come la rappresentazione di una difficoltà organizzativa condivisa da gran parte del Servizio sanitario nazionale. Le carenze di personale sono infatti il risultato di molteplici fattori quali pensionamenti, ridotta attrattività del sistema pubblico regionale, crescente mobilità professionale, vincoli programmatori e difficoltà nel reperire figure di alta specializzazione. Non è casuale che anche nel 2026 l’Azienda abbia avviato procedure straordinarie di reclutamento per il personale infermieristico, motivandole con l’esigenza di assicurare la continuità dell’assistenza, in particolare durante il periodo estivo.
Il ruolo strategico della Dulbecco
Il punto centrale, tuttavia, va oltre il semplice numero delle assunzioni. La Dulbecco rappresenta un hub ospedaliero-universitario della Calabria e garantisce assistenza ad alta complessità, attività di emergenza-urgenza, ricerca e formazione dei futuri medici e professionisti sanitari. Ogni carenza di organico, quindi, rischia di ripercuotersi contemporaneamente sull’assistenza, sulla didattica e sulla ricerca.
Le persone prima di cemento e tecnologia
Per questo motivo, investire sul personale significa investire sulla qualità delle cure. Una TAC può essere acquistata. Un robot chirurgico può essere finanziato. Un nuovo reparto può essere inaugurato. Ma medici, infermieri e operatori qualificati non si formano in pochi mesi né possono essere sostituiti con facilità.
La sfida del nuovo management
La vera sfida dei prossimi anni sarà rendere il sistema sanitario nuovamente attrattivo, programmando il fabbisogno con largo anticipo, accelerando i percorsi di reclutamento, valorizzando le competenze e creando condizioni di lavoro capaci di trattenere i professionisti. Da questo punto di vista fondamentale sarà la nomina del nuovo management aziendale ed in particolare la figura del direttore generale e non più di commissario dopo anni. Difendere il personale significa difendere il diritto alla salute. Perché la prima infrastruttura della sanità non è fatta di cemento o tecnologia: è fatta di persone.










