La comparsa del primo focolaio di Xylella fastidiosa in Calabria accende i riflettori anche sul comparto olivicolo del Vibonese. A intervenire è il Distretto del Cibo del territorio rurale vibonese, che guarda con preoccupazione alla presenza del batterio individuata nel territorio di Taurianova e chiede alle istituzioni di mantenere alta la soglia di attenzione.
Per l’organizzazione, l’individuazione del focolaio rappresenta un segnale che impone di agire rapidamente, soprattutto per evitare che la diffusione della Xylella possa coinvolgere altre aree della regione e mettere sotto pressione una filiera strategica per l’agricoltura calabrese.
Il plauso alla Regione per le prime misure
Il Distretto giudica positivamente la risposta arrivata dalla Regione Calabria e, in particolare, dall’assessorato all’Agricoltura guidato da Gianluca Gallo. L’organizzazione sottolinea l’attivazione delle prime misure di contenimento e dei tavoli tecnici destinati ad affrontare l’emergenza. Un intervento considerato necessario per definire una strategia di difesa degli uliveti e dell’intera filiera olivicola, indicata come uno degli ambiti centrali del Contratto di Distretto.
Il timore è che eventuali ritardi possano rendere più complessa la gestione del fenomeno. Per questo il Distretto considera fondamentale mantenere un coordinamento costante tra istituzioni, autorità fitosanitarie e operatori del settore.
Eradicazione e monitoraggio: “Nessuna deroga”
La richiesta rivolta alle autorità è quella di applicare in maniera puntuale tutte le misure previste per contenere il batterio. Il Distretto del Cibo del territorio rurale vibonese sollecita in particolare l’attuazione delle procedure di eradicazione, il monitoraggio continuo delle aree interessate e il rispetto delle restrizioni previste per la movimentazione delle piante sensibili.
La linea indicata è quella della massima severità nei controlli, senza rallentamenti o eccezioni che possano favorire una potenziale espansione della Xylella. Secondo l’organizzazione, una diffusione del batterio avrebbe conseguenze pesanti non soltanto sul piano economico, ma anche sulla biosicurezza agroalimentare regionale.
La paura per il futuro dell’olivicoltura calabrese
La preoccupazione espressa dal Distretto riguarda un patrimonio che va oltre la semplice produzione agricola. L’ulivo viene infatti considerato parte integrante del paesaggio calabrese e della storia delle comunità rurali.
Per questo motivo, l’eventuale propagazione della Xylella viene descritta come una minaccia capace di produrre effetti anche sul piano ambientale, sociale e culturale, oltre alle inevitabili ripercussioni sulle aziende agricole. Il settore olivicolo rappresenta infatti una componente significativa dell’economia rurale calabrese e un elemento caratterizzante del territorio.
L’appello agli agricoltori e ai vivaisti
La presidente del Distretto del Cibo, Luisa Caronte, invita nel frattempo agricoltori, aziende e vivaisti a collaborare con le autorità competenti, segnalando tempestivamente eventuali situazioni sospette. “Non possiamo permetterci distrazioni”, afferma Caronte, indicando nella rapidità delle segnalazioni uno degli strumenti più importanti per contenere il rischio.
Da parte del Distretto arriva inoltre la richiesta alla Regione Calabria di mantenere elevato il livello di vigilanza e di predisporre indennizzi rapidi per le eventuali aziende che dovessero essere coinvolte dalle operazioni di eradicazione.
La posizione dell’organizzazione è quindi netta: di fronte alla presenza della Xylella sul territorio calabrese, la priorità è impedire che il focolaio possa trasformarsi in un problema di dimensioni più ampie, proteggendo contemporaneamente uliveti, imprese agricole e patrimonio rurale.












