Il verdetto della classifica è già scritto, ma l’amarezza per un risultato negativo non svanisce nel nome del piazzamento acquisito. Alberto Aquilani riceve gli elogi per la qualità del gioco espresso al Barbera, ma preferisce mantenere alta la tensione del gruppo in vista degli impegni decisivi. Il tecnico non nasconde il fastidio per una gestione dei momenti chiave che ha impedito di tradurre la superiorità territoriale in punti concreti. Secondo l’allenatore, la squadra ha pagato a caro prezzo alcuni cali di concentrazione che, in una fase a eliminazione diretta, risulterebbero fatali.
Il coraggio come marchio di fabbrica
Oltre il rammarico per il punteggio, resta la solidità di un progetto tattico che ha permesso al Catanzaro di competere ai vertici per l’intera stagione. La prestazione in un palcoscenico prestigioso contro un avversario di rango conferma la crescita di un gruppo che non rinuncia mai alla propria proposta di gioco. “Perdere non ci fa piacere ed è ovvio che andiamo via da qui arrabbiati. Se possiamo essere soddisfatti perché abbiamo fatto una buona prestazione, quando poi fai una prestazione di questo tipo devi portare a casa i punti. Secondo me siamo stati un po’ leggerini in alcune circostanze, sia in fase offensiva, sia in fase difensiva, perché abbiamo preso due gol evitabili e queste cose incidono” ha dichiarato Aquilani analizzando con estrema lucidità le lacune emerse durante i novanta minuti in Sicilia.
La ricetta per il salto di qualità definitivo
La proiezione verso il futuro immediato richiede un ulteriore sforzo in termini di cinismo e cattiveria agonistica. Per l’allenatore giallorosso, la chiave del successo risiede nella capacità di essere “maniacali” e nel saper azzannare la partita quando l’avversario concede spazio. “Se parliamo della prestazione sono molto soddisfatto perché è una squadra che continua a crescere, che viene a giocare in questo stadio e contro questo avversario con coraggio: questo mi dà fiducia per il futuro. Il coraggio è stata la componente chiave per qualificarci da quinti con due giornate d’anticipo, altrimenti per noi sarebbe stata impossibile. Quindi siamo soddisfatti da un lato e arrabbiati dall’altro: se avremo la bravura di tornare qui dovremo stare molto più attenti” ha proseguito il tecnico, ribadendo come la personalità sia stata la molla della stagione calabrese.
Verso il Bari con un occhio al tabellone
Con il quinto posto blindato, l’ultima gara casalinga contro il Bari servirà a rifinire la condizione atletica e mentale prima della post-season. Il Catanzaro attende di conoscere l’avversario del turno preliminare, ma la fiducia nei propri mezzi resta il pilastro su cui costruire l’assalto alla Serie A. In merito ai margini di miglioramento, Aquilani è stato categorico: “Contro certi giocatori e in certi stadi devi alzare tutto: quando ti capita di far gol devi segnare, quando ci sono palloni “mezze e mezze” dentro l’area devi essere più cattivo. La squadra è stata motivata e concentrata nonostante i cambi, siamo cresciuti tutti individualmente rispetto a inizio stagione e dobbiamo sempre essere maniacali nella nostra proposta: è l’unica arma che abbiamo per competere contro queste squadre. Chi temo come avversario al primo turno? Non lo dico, ma mi auguro di rivederci perché vuol dire che l’avremmo passato”.







