Cresce la tensione politica a Castrolibero in vista dell’appuntamento con le urne cittadine previsto tra una manciata di settimane. Nei giorni scorsi abbiamo sentito i candidati a sindaco Ciccio Serra e Nicoletta Perrotti, oggi è la volta di Pasquale Villella, anch’ egli aspirante primo cittadino in una realtà che sta diventando osservata politica speciale.
Dottor Villella, dica la verità: appena ha fiutato puzza di spaccatura epocale in’ Orlandinolandia’, si è immediatamente proposto come terzo incomodo, è così?
Mi permetto di suggerire che questa non è una narrazione esatta. Il sottoscritto, unitamente ai tanti amici con i quali da anni condividiamo l’impegno politico sul territorio, prendendo atto dell’alleanza con la Lega da parte del vero leader di Rinascita Civica, Orlandino Greco, e di gran parte dei componenti dell’allora maggioranza, oggi spaccata, prese prontamente le distanze da quella linea. Stiamo parlando di tre anni fa. La reazione dell’allora Sindaco Greco, con la complicità dell’allora Assessore Perrotti, fu quella di escludermi dal progetto di Rinascita Civica, tagliando fuori la Commissione Cultura che presiedevo gratuitamente da ogni attività dell’Amministrazione. Mantenendo fede al nostro rapporto con i cittadini, ci siamo attrezzati per continuare a dare loro rappresentanza e prossimità, aprendo un’associazione denominata “Partecipazione È Libertà”, con una sede autofinanziata dai soci fondatori con la quale abbiamo continuato dal basso a dare vita ad eventi culturali e sociali. Mi sarei aspettato, per coerenza con quanto accaduto, che la lista “Rinascita Civica” oggi si chiamasse lista “IdM-Lega”, visti gli atteggiamenti prepotenti dei protagonisti sopracitati. Ciò premesso, dopo una sintesi tra diversi contesti associativi, nello scorso febbraio abbiamo lanciato la mia candidatura a Sindaco, quando la maggioranza uscente era ancora un blocco granitico che governava il territorio. A circa 15 giorni dal termine di scadenza per la presentazione delle liste abbiamo assistito ad un’operazione di palazzo, degna della peggiore prima Repubblica, che vede il Sindaco F.F., con parti della maggioranza e della minoranza contrapporsi, ad oggi senza nessuna motivazione politica, contro Rinascita Civica. Ergo: noi siamo in campo da tempo, per contrastare una gestione trasformista nonché arrogante della cosa pubblica, ciò che è avvenuto dopo mi auguro sappiano spiegarlo le altre liste. E magari spiegare anche come fanno a governare insieme dopo essersi candidati l’ uno contro l’altro.
I cittadini di Castrolibero, secondo lei, come guardano al derby Perrotti-Serra, hanno compreso quello che è successo?
Molti cittadini tuttora mi domandano se questa non sia l’ennesima scissione studiata a tavolino per tentare di impedire l’avanzata delle forze del cambiamento. In effetti, il mancato riassetto degli equilibri in Consiglio Comunale tra maggioranza e opposizione, alla luce della spaccatura avvenuta in Rinascita Civica, desta molto stupore. Serra è rimasto sindaco e la Perrotti non ha pensato minimamente a dimettersi da assessore nonostante il fortissimo scontro politico che, si sa, le poltrone in campagna elettorale sono utili. Ma noi andremo avanti lo stesso, con coscienza pulita e con il consenso popolare: la partita è apertissima. Siamo l’unica vera alternativa in campo e solo chi è fazioso può affermare il contrario. Al popolo sovrano, come sempre, l’ultima parola.
La vostra cittadina , obiettivamente, non è reduce da anni di malgoverno, eppure lei vuole cambiarla. Perché, e a partire da cosa?
Mi spiace contraddirla nuovamente ma se avessi pensato che Castrolibero fosse stata ben governata non sarei sceso in campo e magari avrei tirato una monetina per scegliere chi votare fra Serra e la Perrotti che sono due facce della stessa medaglia. Potrebbe rispondermi che questa è una mia opinione.Di obiettivo, però, parlano i dati: un paese che perde il 10% della popolazione, che perde di anno in anno i suoi giovani costretti a cercare fortuna altrove, con i punti cardini per lo sviluppo socio-economico del territorio lasciati al proprio destino e con una gestione finanziaria sull’orlo del dissesto, non possiamo affermare che va tutto bene madama la marchesa. Negli ultimi consigli comunali sono stati approvati una gran mole di debiti fuori bilancio e il prossimo si appresta a dichiarare un predissesto finanziario.
Noi siamo partiti da un incipit: Castrolibero fuori dal dormitorio. Che non è un’affermazione dissacrante ma, al contrario, una presa d’atto del grande potenziale inespresso della terza città dell’area urbana cosentina. Realtà quali il centro polifunzionale commerciale di Andreotta, la zona mista di Ortomatera ed il centro storico devono tornare ad essere foriere di socialità e di produzione. Incentivare l’edilizia popolare, anziché pensare a nuove colate di cemento in un paese che perde pezzi di popolazione, significa guardare con attenzione al drammatico contesto economico nel quale vivono le giovani generazioni, con redditi che variano dalle 500 alle 800€ al mese. Non è un libro delle favole ma ciò che Castrolibero ha espresso nella sua storia. Non si tratta di demonizzare tutto ma oggi questa classe dirigente è troppo concentrata sul carrierismo personale e sulle rendite di posizione, meno sul bene comune. Noi sogniamo una Castrolibero che torni ad essere lealmente competitiva nell’area urbana e quindi porre un argine alla fuga di intelligenze: appunto, non un banale dormitorio ma una città realmente viva.







