La mole di gioco espressa sul campo continua a non tradursi in punti per il Catanzaro, che incassa in Alto Adige una sconfitta pesante per contro il Südtirol e resta ancora a secco in classifica. Per la quarta gara di fila tra campionato e coppa la compagine giallorossa subisce almeno due reti, un bottino amaro che stride fortemente con quanto mostrato sul piano della prestazione complessiva.
La frustrazione di Gorgone e l’analisi del momento
L’allenatore Giorgio Gorgone non ha nascosto tutta la propria ampiezza di amarezza per un esito apparso fin troppo severo rispetto all’andamento della sfida, sottolineando come la squadra non meriti la punizione che la graduatoria le sta riservando in questo avvio di stagione. “Non saprei come provare a giocare male e vincere le partite, se sapessi come farlo oggi opterei per questo perché i ragazzi non meritano assolutamente quanto è successo, nel secondo tempo il Sudtirol non ha superato la metà campo”, ha commentato il tecnico romano.
Il bilancio delle prime uscite ufficiali vede i calabresi superati per 3-2 a Vicenza, 2-1 a Pisa e infine piegati dal doppio svantaggio contro la formazione tirolese, che già in Coppa Italia aveva avuto la meglio ai calci di rigore. “Sono grande e so che questi momenti capitano, per quello che abbiamo proposto non ci stanno, però adesso gira così. So pure che il vento cambia velocemente – aggiunge Gorgone – in questo momento bisogna capire che vanno alzate le antenne perché appena succede qualcosa noi andiamo sotto e dobbiamo far cambiare il vento il prima possibile. Per quanto visto in queste tre partite non mi aspettavo di avere zero punti”.
Le scelte tattiche e il richiamo alla concentrazione
Nel tentativo di raddrizzare l’inerzia del match, la guida tecnica delle aquile ha provato ad alzare la trazione anteriore dell’undici iniziale inserendo Pecorino al fianco di Koffi e Iemmello, passando a un 3-4-2-1 a spiccata vocazione offensiva. La reazione d’impatto non è tuttavia bastata a scardinare l’impianto difensivo degli avversari, abili a concretizzare le rare occasioni concesse.
“Se pensavo di essere in controllo della gara? Sì e c’è grande amarezza per questo. Comunque i momenti difficili temprano giocatori e squadra, inducono a cambiare registro non perché non facciamo le cose per bene, ma perché bisogna capire che le partite, quando sembrano in totale controllo, possono cambiare in un istante” ha concluso l’allenatore.












