8 Settembre 2026
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Cosenza, l’amara diagnosi di Coppitelli: “Il punteggio dice chi siamo. Salvarsi così è difficile”

Il tecnico fa una disamina spietata ma lucida del momento della squadra. Tra infortuni dell'ultimo minuto, amalgama ancora da trovare e l'inserimento di giocatori con meno di dieci allenamenti alle spalle

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Nessun alibi, nessuna giustificazione di comodo, ma la presa d’atto di un divario netto che rispecchia lo stato attuale della rosa. All’indomani del pesante 4-0 subito sul campo del Catania, la fotografia fatta dall’allenatore del Cosenza Federico Coppitelli appare ancora più allarmante.

“Noi non dobbiamo portarci a casa niente, dobbiamo iniziare a lavorare perché in questo momento non abbiamo né il lavoro necessario né i ragazzi in condizione. Sapevo che avevamo overperformato nelle prime due partite, nonostante le sconfitte, facendo uno sforzo incredibile per essere presentabili e riuscendo comunque a tenere le gare in piedi” osserva con franchezza il tecnico rossoblù.

Il match contro gli etnei ha evidenziato le fragilità strutturali di una squadra ancora in costruzione, infrangendo la tenuta mostrata nelle prime uscite stagionali: “Abbiamo affrontato un avversario che in questo momento non ha niente a che vedere con noi e non siamo riusciti a restare dentro la partita. Abbiamo fatto anche un primo tempo normale, poi purtroppo abbiamo commesso il classico errore individuale. È un cammino molto più arduo di quello che pensavamo, e che pensavo. Bisogna armarsi di grande coraggio, pazienza e determinazione. In questo momento il punteggio rende esattamente la differenza tra le due squadre”.

Emergenza formazione, defezioni e sacrifici tattici

A complicare la vigilia e lo svolgimento della sfida sono intervenute anche defezioni improvvise che hanno costretto lo staff tecnico a soluzioni d’emergenza sul piano tattico, adattando elementi fuori ruolo pur di coprire le caselle dello schieramento. Coppitelli ha comunque tenuto a fare da scudo ai suoi uomini, riconoscendo lo sforzo profuso sul terreno di gioco.

“Bisogna essere onesti, la squadra ha fatto il massimo e io non posso dire nulla a questi ragazzi. Avevamo due esterni in rosa, uno si è fatto male durante il riscaldamento e ha giocato Almaviva, che è un trequartista e che stiamo provando ad adattare da esterno. In questo contesto chiedergli qualcosa di più diventa veramente complesso” spiega il tecnico.

La metafora utilizzata dal tecnico rende con efficacia la portata dell’impegno richiesto nell’immediato per risalire la china: «Stiamo cercando di tenere una barca a galla con grandissimo lavoro quotidiano e con uno sforzo enorme da parte di tutti. Purtroppo sconfitte come questa fanno parte della realtà, anche se nessun uomo di sport vorrebbe viverle».

L’affetto per i tifosi e il cantiere aperto della rosa

Nel momento più delicato di questo avvio di stagione, il pensiero dell’allenatore si rivolge alla piazza e ai sostenitori che attendono risposte sul piano dell’identità e dei risultati.

“Sono dispiaciuto soprattutto per i tifosi perché, anche se siamo riusciti a vederli poche volte, so che batte comunque un cuore e che c’è affetto per questa squadra. Non meritano questa situazione, come non la meritiamo noi. Ma questa è la fotografia del momento” dichiara con rammarico Coppitelli.

Il tecnico conclude la sua disamina ribadendo come i limiti attuali siano legati a doppio filo ai tempi ristretti con cui si è completato il gruppo a disposizione: “Questi ragazzi stanno dando tutto. Dove non arrivano è per limiti, per amalgama o per condizione fisica. Oggi sono entrati sei o sette giocatori che hanno meno di dieci allenamenti con la squadra e che non hanno ancora condizione. Oggi, purtroppo, questi siamo noi”.

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