25 Giugno 2026
25 Giugno 2026
spot_img

FVS, il VAR dei poveri: Cosenza penalizzato da un sistema cieco e attualmente inutile

La revisione non ribalta il grossolano errore sul fuorigioco inesistente di Florenzi. La tecnologia, senza strumenti, resta solo una sceneggiata in serie C

spot_img

Altamura-Cosenza finisce 1-1, ma il risultato racconta solo in parte una sfida finita tra le polemiche. I rossoblù tornano dalla Puglia con un punto che brucia, più per le decisioni arbitrali che per la prestazione in sé. La squadra di Buscè, pur mostrando un atteggiamento più intraprendente nella ripresa, è stata condizionata da episodi arbitrali che hanno cambiato il volto della partita. Su tutti, il gol di Florenzi, capolavoro tecnico e gesto d’istinto, annullato per un fuorigioco inesistente. Decisione mantenuta nonostante la revisione richiesta tramite FVS.

FVS, la tecnologia che non funziona

Il nodo principale della partita è proprio l’uso dell’FVS (Football Video Support), lo strumento che consente alle squadre di chiedere la revisione di episodi dubbi. Ogni club dispone di due “card” per partita: se la revisione dà ragione alla panchina, la card viene conservata; in caso contrario, viene ritirata. In teoria, un meccanismo moderno e meritocratico. In pratica, un esperimento fallimentare.

Nei fatti, in quasi tutti le situazioni verificatesi, le decisioni del campo non vengono modificate, e la revisione finisce per essere solo un atto scenico, senza reale impatto sulla partita e il risultato.

Le ragioni sono evidenti: inquadrature limitate, poche telecamere piazzate per tracciare il fuorigioco e tempi di analisi ridicoli rispetto a quelli del VAR nelle categorie superiori. Così l’FVS, anziché ridurre le polemiche, le amplifica. Ad Altamura è successo proprio questo: la revisione non ha corretto un errore palese, lasciando in piedi un fuorigioco che le immagini mostrano inesistente. E se a valere è la regola “nel dubbio la decisione del campo rimane immutata”, va da sé che il review non ha senso di esistere a queste condizioni.

Buscè sbotta: “Mediocrità della classe arbitrale”

Nel dopogara, un Buscè furioso ha espresso tutta la sua indignazione. “Non posso non ravvisare la mediocrità della classe arbitrale” ha dichiarato, rivelando anche che lo staff tecnico ha raccolto due fotogrammi che mostrano Florenzi in posizione regolare al momento del passaggio. Parole che riflettono un sentimento diffuso: l’FVS, così com’è concepito, non garantisce giustizia tecnica. E se la tecnologia non corregge l’errore umano, diventa solo un alibi per confermarlo.

Analisi tecnica: buoni segnali ma poca concretezza

Sul piano tattico, il Cosenza ha mostrato una doppia identità. Primo tempo contratto, pochi assalti a favore di una maggiore solidità e controllo del centrocampo; ripresa decisamente più viva, grazie al lavoro di Langella, le sortite di Florenzi e alla profondità di Kouan, autore del gol del vantaggio.

La rete del pareggio subita nel finale, tuttavia, pesa. Mancanza di reattività e poca attenzione nei momenti chiave hanno vanificato il dominio territoriale della seconda parte di gara. Buscè lo ha ammesso senza mezzi termini: “Non è concepibile prendere gol su un cross leggibile”.

Il punto: FVS da riformare, arbitri da formare

Il caso di Altamura-Cosenza rilancia una riflessione ormai inevitabile: il sistema FVS non è pronto per garantire equità così come concepito. Mancano mezzi tecnici, linee guida e formazione adeguata. La “tecnologia” in Serie C, allo stato attuale, è oggi una facciata più che una garanzia, e finisce per aggravare la confusione invece di eliminarla.

Il Cosenza, penalizzato da un errore che la revisione avrebbe dovuto correggere, torna a casa con due punti persi e una fiducia minata. E se la mediocrità arbitrale resta un problema, l’illusione di poterla mascherare con strumenti inefficaci come l’FVS rischia di diventare una farsa.

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img