Un primo nodo si è finalmente sciolto in casa Cosenza: la società ha ufficializzato la nomina di Fabio Lupo a nuovo direttore sportivo. L’accordo prevede un contratto fino al 30 giugno 2026, con opzione di rinnovo per un’ulteriore stagione. Dopo il fuggi fuggi generale che ha caratterizzato le figure apicali dei rossoblù, Lupo è il primo tassello di questa nuova stagione.
Il club ha fissato per lunedì 14 luglio alle ore 18:30 la presentazione ufficiale del nuovo direttore sportivo presso la sala stampa D. Bergamini dello Stadio San Vito Gigi Marulla. Sarà l’occasione per conoscere le prime strategie tecniche e i progetti per il rilancio del Cosenza.
Una carriera lunga e articolata
Nato a Pescara l’11 ottobre 1964, Lupo vanta una lunga esperienza in ambito calcistico. Dopo una carriera da calciatore in Serie A e B, ha iniziato il suo percorso dirigenziale come DS del Giulianova. Nell’estate 2005 viene chiamato in Serie A dall’Ascoli, ma il rapporto si interrompe bruscamente dopo appena tre mesi: il presidente Benigni lo licenzia il 10 novembre, dopo una accesa discussione. In quell’esperienza, però, segue le operazioni di nomi importanti come Quagliarella, Foggia e Bjelanovic.
Successivamente passa al Manfredonia e poi al Torino, dove resta fino al 2009, anno in cui i granata conquistano la salvezza con quattro giornate d’anticipo. Dopo una breve parentesi al Sorrento, terminata con l’esonero in seguito a una campagna acquisti invernale giudicata non soddisfacente, assume l’incarico di direttore generale al Bellinzona e, nel 2011, quello di responsabile del settore giovanile e del mercato estero della Sampdoria, ruolo che mantiene fino al 2012.
Tanti incarichi tra Serie B e C
Nel novembre 2013 diventa DS della Juve Stabia, ma si dimette ad aprile 2014 dopo la retrocessione. Nel 2015 è consulente di mercato per il Monopoli, e nel maggio 2016 assume l’incarico di direttore sportivo del Teramo, salvo poi essere esonerato a settembre dello stesso anno, complice un avvio stagionale complicato.
Nel giugno 2017 approda al Palermo, da poco retrocesso in Serie B: nonostante un rendimento positivo con la squadra al terzo posto, viene esonerato dopo sette mesi da Maurizio Zamparini.
Nel 2019-2020 guida l’area sportiva del Venezia FC. A maggio 2022 diventa direttore tecnico della Spal, da cui viene esonerato a marzo 2023, con la squadra in piena crisi verso la retrocessione.
Un curriculum variegato, ma la direzione resta poco chiara
L’arrivo di Fabio Lupo rappresenta senza dubbio un primo passo concreto dopo settimane di silenzi e attese logoranti. Tuttavia, alla luce della sua lunga e variegata carriera, è lecito porsi una domanda: verso quale obiettivo vuole andare realmente il Cosenza?
Lupo ha attraversato ogni categoria professionistica del calcio italiano, tra incarichi brevi, esoneri, dimissioni e ricostruzioni. Ha lavorato in club ambiziosi ma anche in contesti caotici, spesso chiamato a ricucire strappi o a tentare rilanci complessi. Un dirigente esperto, sì, ma anche segnato da molte interruzioni improvvise. Non è mai stato un uomo da progetti lunghi.
Che tipo di progetto si vuole costruire a Cosenza? Si punta a risalire subito in Serie B, oppure si navigherà a vista in una Serie C tra mille incognite? Perché, se il primo passo è stato mosso, la direzione resta confusa. Non si conosce ancora il nome dell’allenatore, non c’è una rosa definita, e soprattutto manca una visione pubblicamente condivisa da parte della società.
La sensazione è che il club stia cercando di rimettersi in moto più per necessità che per convinzione, in una cornice di incertezza che, per ora, continua a dominare. Ma almeno qualcosa, finalmente, comincia a muoversi. Anche se resta da capire se si stia costruendo un progetto o semplicemente tappando falle.
Una piazza stanca, un presidente sfiduciato
Una nomina, quella di Lupo, che non è più di un fiammifero in una grotta oscura. La piazza è esausta e non crede più alle mezze misure. Il presidente Eugenio Guarascio è da tempo contestato, e oggi gode di una fiducia pari allo zero. Per provare a ricucire un rapporto logorato da anni di promesse disattese, silenzi e strategie opache, serve ben altro che una semplice nomina.
Se davvero si vuole riconquistare la fiducia dei tifosi, ammesso che sia ancora possibile, Guarascio dovrà fare molto, ma molto di più: chiarezza, investimenti seri, trasparenza e risultati concreti. Perché la pazienza è finita da un pezzo, e il Cosenza non può più permettersi di vivacchiare nel grigiore dell’incertezza.








