16 Settembre 2026
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Dirigenti medici dell’Asp e della Dulbecco di Catanzaro nei guai: truffa da oltre 175mila euro. Dieci indagati (NOMI)

Avrebbero svolto attività professionali in cliniche private pur avendo un contratto a tempo pieno nel pubblico: così avrebbero intascato l'indennità di esclusività non dovuta

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Avrebbero lavorato in cliniche private pur avendo un contratto a tempo pieno e di esclusività con Asp di Catanzaro o con la Dulbecco, servendosi di una serie di artifici e di raggiri per garantirsi i soldi dell’indennità. E per non essere scoperti avrebbero fatto fatturare le visite ad altri colleghi o attestato semplici consulenze o ancora attestato il falso, beffando il Sistema nazionale sanitario per oltre 175mila euro. Con l’ipotesi di accusa di truffa aggravata il sostituto procuratore della Repubblica Francesca Delcogliano ha chiuso le indagini con contestuale avviso di garanzia nei confronti di sette dirigenti medici e tre colleghi.

I nomi degli indagati

Si tratta di Raffaele Giuseppe Maria Antonio Mancini, 70 anni, residente a Soverato; Ercole Antonio Mercuri, 72 anni, residente a Lamezia Terme; Alessandra Mastroianni,32 anni, di Lamezia Terme; Maria Francesca Ferrari, 67 anni, residente a Lamezia Terme; Raffaele De Chiara, 66 anni, di Catanzaro; Eugenio Biamonte, 46 anni, di Catanzaro;Riccardo Maschio, 50 anni, di Catanzaro; Liliana Chiarella, 50 anni, residente a Squillace; Antonietta Fava, 53 anni, residente a Catanzaro e Federica Visconti, 40 anni, residente a Catanzaro.

Asp e Dulbecco ingannate

 Secondo le ipotesi accusatorie il dirigente medico dell’Asp di Catanzaro Mancini avrebbe omesso di comunicare all’amministrazione di appartenenza di prestare la propria attività professionale in una struttura privata e i tre medici operanti nella clinica Mercuri, Ferrari e Mastroianni avrebbero emesso a nome proprio documenti fiscali, con tanto di fatture e ricevute relative a visite in realtà eseguite personalmente dal dottor Mancini, inducendo in errore l’Azienda sanitaria provinciale sull’effettivo rispetto del vincolo di esclusività da parte del dirigente, che si sarebbe intascato indebitamente l’indennità di esclusività da gennaio 2022 a dicembre 2025 per un importo di 101.750, 94 euro. De Chiara dirigente medico della Dulbecco avrebbe svolto prestazioni professionali extramurarie in una società di Catanzaro, effettuando visite formalmente presentate come consulenze, continuando a prendere l’indennità di esclusività non dovuta pari a 28.788,10 euro per circa un anno da gennaio a dicembre 2021. Stesso copione per Biamonte, anche lui dirigente medico della Dulbecco, che avrebbe omesso di comunicare all’Amministrazione lo svolgimento di prestazioni sanitarie extra in una struttura privata di Catanzaro assicurandosi da gennario 2020  dicembre 2021 ben 21.138, 35 euro a titolo di indennità per l’esclusività.

L’attestazione mendace

Maschio dirigente medico dell’Asp di Catanzaro, secondo le ipotesi di accusa formulate dalla  Procura, tacendo all’Azienda sanitaria provinciale la propria attività lavorativa in una clinica privata, svolta al di fuori dei casi limite di stretta autorizzazione ricevuta per le sole consulenze tecniche, avrebbe sottoscritto una dichiarazione sostitutiva di un atto notorio mendace, attestando l’assenza di cause di incompatibilità con l’attività svolta nel centro privato, mentre Mercuri e Ferrari medici operanti nel centro clinico avrebbero emesso a proprio nome fatture e ricevute in realtà eseguite da Maschio, inducendo in errore l’Asp e procurando allo stesso dirigente un ingiusto profitto di 11, 857, 73 euro da gennaio a dicembre 2025. 

Il doppio lavoro taciuto all’Asp e alla Dulbecco

Ma anche Chiarella e Fava, entrambe dirigenti medici dell’Asp, senza comunicare all’amministrazione di appartenenza le prestazioni professionali extramurarie svolte, avrebbero continuato a percepire la prima da gennaio a dicembre 2021, la seconda da gennaio 2022 a dicembre 2024 l’indennità di esclusività. Chiarella indebitamente avrebbe incassato 6.093,18 e la collega 4.105,57 euro. Nel reato di truffa sarebbe incorsa anche Federica Visconti dirigente medico dell’Aou Renato Dulbecco, che in qualità di dipendente con contratto a tempo pieno con rapporto di esclusività non avrebbe volutamente comunicato alla Dulbecco le prestazioni professionali extramurarie effettuate da gennaio a dicembre 2020, continuando ad incassare l’indennità di esclusività, per un importo pari a 1.675,32 euro con pari danno per l’Ente pubblico. 

Il diritto alla difesa

Gli indagati avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere sentiti dal pubblico ministero, possono decidere di essere interrogati, di rilasciare dichiarazioni spontanee o di depositare memorie difensive prima che il magistrato, titolare del fascicolo proceda oltre con una richiesta di rinvio a giudizio. Resta fermo il principio che per tutti gli indagati vige il principio di non colpevolezza fino a sentenza passata in giudicato. 

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