6 Agosto 2026
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Tensione a Catanzaro, salta il tavolo sugli 11 idraulici: Fiorita non vuole l’avvocato Pitaro e i lavoratori abbandonano l’incontro

Il sindaco rifiuta il confronto alla presenza del legale scelto dagli operai, che decidono di non proseguire la trattativa. Pitaro attacca: “Teme il confronto democratico, arroganza e confusione. La vertenza andrà avanti”.

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Si trasforma in un acceso caso politico e sindacale la vertenza degli undici operai idraulici di Catanzaro. Il tavolo di confronto programmato per la giornata odierna tra l’amministrazione comunale e i lavoratori, chiamati a discutere la salvaguardia del proprio posto di lavoro a fronte del rischio di esclusione dall’azienda in cui operano da diversi decenni, è improvvisamente saltato. A determinare la rottura è stato il netto rifiuto del sindaco Nicola Fiorita di condurre la trattativa alla presenza dell’avvocato Francesco Pitaro, scelto dagli stessi dipendenti come proprio legale di fiducia per farsi assistere durante le fasi del dialogo istituzionale. Di fronte alla presa di posizione del primo cittadino, la delegazione dei lavoratori ha deciso di non proseguire l’incontro, facendo cadere la possibilità di un intesa immediata.

Le accuse dell’avvocato Pitaro: “Mancato il confronto democratico

Dura la reazione del legale Francesco Pitaro, che ha espresso profondo disappunto per l’interruzione della trattativa e per le modalità con cui l’amministrazione ha gestito il confronto, ribadendo contestualmente che la battaglia legale e sindacale a tutela degli idraulici non si fermerà.

“A Catanzaro si è giunti al punto di temere persino il confronto democratico, visto che il sindaco Fiorita oggi ha agito non con scelte utili a salvaguardare il posto di lavoro di 11 operai idraulici che rischiano di essere tagliati fuori dall’azienda per cui lavorano da decenni, ma svelando una dose di arroganza che lo ha indotto a far saltare il previsto incontro con i lavoratori (a cui pure aveva richiesto di farsi coadiuvare da un professionista) a causa della presenza del sottoscritto in qualità di avvocato. Evidentemente, al sindaco la scelta non è stata gradita e forse avrebbe voluto che la sottoponessero preventivamente a lui. A quel punto, i lavoratori non hanno accettato la provocazione del sindaco e il confronto con loro è saltato. Al sindaco, che indubbiamente è in confusione e non distingue il ruolo pubblico che ricopre con la fisiologica dialettica politica dj ch (come il sottoscritto) gli contesta apertamente di aver mancato ogni obiettivo di cambiamento per la città, ricordo che le funzioni istituzionali che pro tempore ricopre, vanno sempre esercitare con ‘onore e disciplina’, mai come se fossero orpelli personali o peggio prerogative di casa sua. La vertenza dei lavoratori idraulici ovviamente, piaccia o meno al sindaco, la porteremo avanti nella convinzione che il bene comune non possa fare a meno dell’esperienza e delle egregie competenze maturate in tutto questo lungo tempo”.

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