“Multipli episodi di interramento di rifiuti” documentati dai carabinieri del Noe e, in un caso, anche “l’illecita combustione”. Sono ventitrè gli indagati nell’ambito dell’operazione portata a termine stamattina in diverse province sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata dal procuratore capo Nicola Gratteri, venti dei quali destinatari di misure cautelari. In particolare, per sei di loro è stata adottata la misura cautelare degli arresti domiciliari, per 10 quella dell’obbligo di dimora e per 4 indagati quella del divieto temporaneo di esercitare attività di impresa nel settore ambientale e a ricoprire qualunque carica all’interno delle società del settore ambientale. Contestualmente, i carabinieri hanno eseguito il sequestro preventivo, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro, di un complesso immobiliare a destinazione industriale di una s.r.l. con sede in Curinga, di due impianti di recupero e trattamento rifiuti (riconducibili a due distinte s.r.l.) rispettivamente ubicate in Amaroni nel Catanzarese e a Cotronei nel Crotonese, e di 17 automezzi.
Tutti i nomi degli indagati
In carcere
Arresti domiciliari
Obbligo di dimora
Misura interdittiva
Il gip ha disposto la misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare attività professionali nei confronti di:
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